Gaia Bottà

P2P, quando il WiFi scagiona

La responsabilità delle attività online che avvengono sotto l'ombrello di un indirizzo IP non possono essere imputate al sottoscrittore dell'abbonamento a Internet. La decisione di un giudice danese

Roma - Hanno ammesso che sul proprio hard disk vi fosse traccia di un client P2P ma hanno altresì sottolineato che la propria connessione WiFi domestica si trovava alla mercé di sconosciuti. Sono bastate queste dichiarazioni a due donne danesi per difendersi dalle accuse di aver messo a disposizione materiale protetto da copyright.

Un indirizzo IP non prova nulla: le due imputate avevano ricevuto una lettera minacciosa dai rappresentanti locali dell'industria della musica, Antipiratgruppen: sulle loro connessioni era stata rilevata dell'attività sospetta, entrambe avrebbero dovuto risarcire i detentori dei diritti con circa 20mila euro per aver scaricato e condiviso illecitamente qualche migliaio di brani.

La strategia orchestrata dai legali delle due donne ha convinto i giudici: entrambe le imputate hanno ammesso che sulla propria connessione si possano essere verificati dei traffici illeciti di file musicali, ma hanno altresì sostenuto come non ci sia modo di individuare il responsabile della violazione. Entrambe le donne hanno mostrato come la propria connessione WiFi non fosse protetta, hanno respinto l'accusa di aver illecitamente condiviso dei contenuti scaricando la responsabilità su ignoti piggybacker che avrebbero approfittato della loro connessione mascherandosi dietro all'indirizzo IP della connessione casalinga.
I rappresentanti dell'industria hanno ribattuto, hanno sostenuto che le intestatarie del contratto con il provider sono responsabili di quanto avviene con la connessione. Poco importa che dietro all'indirizzo IP con cui operano in rete si nascondano figli scapestrati o netizen clandestini che si celano dietro le imposte della casa di fronte: si tratta in ogni caso di incauta custodia. A corroborare questa interpretazione, la tendenza che ha attecchito in numerosi stati europei ad identificare un netizen con l'abbonamento Internet che lo rappresenta in rete.

Ma il giudice ha ribaltato l'interpretazione dell'Antipiratgruppen: la responsabilità delle donne è tutta da provare. E l'onere della prova spetta all'accusa, all'industria dei contenuti.

Antipiratgruppen ha accolto la decisione del giudice, ma non ha rinunciato ad esprimere il proprio dissenso: l'industria dei contenuti ravvisa nella linea difensiva adottata dai legali delle due donne una strategia passepartout per sfuggire alle accuse di violazione. Per questo motivo invoca l'intervento della Corte Suprema, affinché si faccia chiarezza e si ripristinino le tutele più efficaci a favore dei detentori dei diritti.

La decisione del giudice danese, del tutto analoga a quella emessa da un giudice tedesco nei mesi scorsi, potrebbe rivelarsi dirompente: la giurisprudenza riguardo alla responsabilità di una rete WiFi è tutt'altro che chiara e se l'orientamento danese dovesse prevalere si sgretolerebbero le fondamenta sulle quali sono basate le rivendicazioni dei detentori dei diritti.

Nel Regno Unito, dove ha attecchito una dottrina Sarkozy all'acqua di rose, potrebbero rivelarsi infondati gli avvertimenti e i moniti antiviolazione che rischiano di abbattersi sugli ignari netizen. Un adulto su nove, 3,5 milioni di cittadini britannici, ammette di approfittare dell'altrui connessione, lasciata senza protezione dal 17 per cento dei sottoscrittori di un abbonamento forse per negligenza, forse in virtù di un imperativo morale e di un desiderio di connettività globale. Il 12 per cento degli scrocconi succhia l'altrui banda per condividere e scaricare contenuti. Quale tesi potrebbe sostenere il produttore di game Topware Interactive? Ha richiesto ai provider di snocciolare i dati relativi alle attività online di diverse migliaia di utenti: basterà scaricare la responsabilità sugli abbonati?

Gaia Bottà
23 Commenti alla Notizia P2P, quando il WiFi scagiona
Ordina
  • O popolo del P2P se e' questa l'aria che tira siate generosi, lasciate i vostri router wifi open, se vi beccano potete seguire la stessa strada delle due danesi e sgamarla.

    Questo almeno fino a quando la connessione Internet non venga considerata alla stregua di esercizio di attivita' pericolosa e per cui la responsabilita' e' praticamente oggettiva: se succede qualcosa di brutto vuol dire che non hai usato le dovute precauzioni e quindi e' sempre colpa tua.

    Ma per il momento siate buoni!!! Vi conviene!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: begood
    > O popolo del P2P se e' questa l'aria che tira
    > siate generosi, lasciate i vostri router wifi
    > open, se vi beccano potete seguire la stessa
    > strada delle due danesi e
    > sgamarla.
    >
    > Questo almeno fino a quando la connessione
    > Internet non venga considerata alla stregua di
    > esercizio di attivita' pericolosa e per cui la
    > responsabilita' e' praticamente oggettiva: se
    > succede qualcosa di brutto vuol dire che non hai
    > usato le dovute precauzioni e quindi e' sempre
    > colpa
    > tua.
    >
    > Ma per il momento siate buoni!!! Vi conviene!!!

    Non mi sembra un buon consiglio.
    Stai commentando una sentenza emessa in Danimarca, se hai letto PI nei mesi precedenti saprai che in Germnania in un caso analogo la sentenza è stata esattamente opposta, e saprai anche che l'attuale legislazione italiana impone di proteggere la connessione se questa fuoriesce dalla tua proprietà privata (non vorrai mica essere considerato uno WISP abusivo).
  • > > Ma per il momento siate buoni!!! Vi conviene!!!
    >
    > Non mi sembra un buon consiglio.
    > Stai commentando una sentenza emessa in
    > Danimarca, se hai letto PI nei mesi precedenti
    > saprai che in Germnania in un caso analogo la
    > sentenza è stata esattamente opposta, e saprai
    > anche che l'attuale legislazione italiana impone
    > di proteggere la connessione se questa fuoriesce
    > dalla tua proprietà privata (non vorrai mica
    > essere considerato uno WISP
    > abusivo).

    OK, c'e' un margine di dubbio pero' se il discorso e' che uno e' innocente fino a prova contraria e questo contrario va provato da chi fa l'accusa mi sembra che il dire che un ip non basta per dimostrare responsabilita' in quanto la rete era aperta e io so' mica un tennico eccheneso' di wep no wep e wpa boh stia in piedi.

    Certo se ti trovano i cd masterizzati, il disco pieno di roba, programmi ripper e lettori ti segano eccome, ma se ti vengono a rompere solo per il tuo ip nei log di qualcuno vorrei vedere se solo con questo ti possono legnare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: begood
    > > > Ma per il momento siate buoni!!! Vi
    > conviene!!!
    > >
    > > Non mi sembra un buon consiglio.
    > > Stai commentando una sentenza emessa in
    > > Danimarca, se hai letto PI nei mesi precedenti
    > > saprai che in Germnania in un caso analogo la
    > > sentenza è stata esattamente opposta, e saprai
    > > anche che l'attuale legislazione italiana impone
    > > di proteggere la connessione se questa fuoriesce
    > > dalla tua proprietà privata (non vorrai mica
    > > essere considerato uno WISP
    > > abusivo).
    >
    > OK, c'e' un margine di dubbio pero' se il
    > discorso e' che uno e' innocente fino a prova
    > contraria e questo contrario va provato da chi fa
    > l'accusa mi sembra che il dire che un ip non
    > basta per dimostrare responsabilita' in quanto la
    > rete era aperta e io so' mica un tennico
    > eccheneso' di wep no wep e wpa boh stia in
    > piedi.
    >
    > Certo se ti trovano i cd masterizzati, il disco
    > pieno di roba, programmi ripper e lettori ti
    > segano eccome, ma se ti vengono a rompere solo
    > per il tuo ip nei log di qualcuno vorrei vedere
    > se solo con questo ti possono
    > legnare.

    A parte che la legge non permette ignoranza e quindi sarebbe precisa responsabilità rivolgersi ad un tecnico prima di montare un apparato che potrebbe permettere ad un malintenzionato di commettere illeciti o illegalità.
    Dimentichi che hai consigliato di lasciare aperta al popolo del P2P la connessione. Sarà molto difficile che non trovino materiale coperto da copyright (ovviamente riferito alla categoria di utenti P2P a cui ti sei rivolto)
  • > A parte che la legge non permette ignoranza

    Certo, ma me la indichi tu x cortesia la legge che dice che chi ha un ap wireless in casa deve per forza configurarlo non in maniera open? A mia conoscenza non c'e' quindi siamo a posto, se mi sbaglio ti ringrazio per gli estremi del provvedimento che andro' subito a controllare.

    > Dimentichi che hai consigliato di lasciare aperta
    > al popolo del P2P la connessione. Sarà molto
    > difficile che non trovino materiale coperto da
    > copyright (ovviamente riferito alla categoria di
    > utenti P2P a cui ti sei
    > rivolto)

    Piano, piano, se io lascio aperta in modalita' open mi attacco con il MIO portatile e quindi il tutto e' sul MIO dispositivo, non ho mica detto di lasciare sfondato il PC anzi se sono in modalita' open devo per forza blindarlo. Se poi partiamo dal presupposto che sto giocando sporco, in quanto chi usa il P2P e' il tizio che ha l'adsl aggiungo che per questi scopi gli conviene usare una bella live (con swap in ram) e mettere il materiale direttamente su un hd esterno crittografato alla True Crypt in volume nascosto ... Ergo chi viene a cercare ha un IP di partenza ma di un sistema open e i propri dispositivi a casa sono puliti. Tutto cio' ovviamente teoricamente, praticamente fate i bravi, bisogna sempre fare i bravi e rispettare le leggi, e scaricate solo roba legale, in primis creative commons, i tizi che vi vogliono ripulire il portafoglio non meritano di essere ascoltati/visti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: begood
    > > A parte che la legge non permette ignoranza
    >
    > Certo, ma me la indichi tu x cortesia la legge
    > che dice che chi ha un ap wireless in casa deve
    > per forza configurarlo non in maniera open? A mia
    > conoscenza non c'e' quindi siamo a posto, se mi
    > sbaglio ti ringrazio per gli estremi del
    > provvedimento che andro' subito a
    > controllare.
    >

    Si fa riferimento al wireless pubblico, o meglio su suolo pubblico, cioè anche se la tua connessione fuoriesce dalla tua proprietà privata. Altrimenti c'è stata prima una violazione di domicilio e in quel caso sarebbe come considerarti responsabile se dopo essere entrati in casa tua commissionassero un reato usando il tuo telefono.
    http://equars.com/wireless_normativa.html

    > > Dimentichi che hai consigliato di lasciare
    > aperta
    > > al popolo del P2P la connessione. Sarà molto
    > > difficile che non trovino materiale coperto da
    > > copyright (ovviamente riferito alla categoria di
    > > utenti P2P a cui ti sei
    > > rivolto)
    >
    > Piano, piano, se io lascio aperta in modalita'
    > open mi attacco con il MIO portatile e quindi il
    > tutto e' sul MIO dispositivo, non ho mica detto
    > di lasciare sfondato il PC anzi se sono in
    > modalita' open devo per forza blindarlo. Se poi
    > partiamo dal presupposto che sto giocando sporco,
    > in quanto chi usa il P2P e' il tizio che ha
    > l'adsl aggiungo che per questi scopi gli conviene
    > usare una bella live (con swap in ram) e mettere
    > il materiale direttamente su un hd esterno
    > crittografato alla True Crypt in volume nascosto
    > ... Ergo chi viene a cercare ha un IP di partenza
    > ma di un sistema open e i propri dispositivi a
    > casa sono puliti. Tutto cio' ovviamente
    > teoricamente, praticamente fate i bravi, bisogna
    > sempre fare i bravi e rispettare le leggi, e
    > scaricate solo roba legale, in primis creative
    > commons, i tizi che vi vogliono ripulire il
    > portafoglio non meritano di essere
    > ascoltati/visti.
  • > Si fa riferimento al wireless pubblico, o meglio
    > su suolo pubblico,

    Effettivamente qualcosina a proposito sapevo anche io.

    >cioè anche se la tua
    > connessione fuoriesce dalla tua proprietà
    > privata.

    Tuttavia la cosa non e' chiarissima e non si sa di un solo provvedimento che sia uno circa sanzioni per tizi che sparano sulla strada. E non sarebbe difficile beccarli chiunque ha fatto wardriving sa che gli ap identificati e raggiungibili sono un numero incredibile, lo stesso potrebbe fare la postale no?

    Quindi direi che non e' risolutivo quanto dici non c'e' un solo esempio di applicazione di siffatta disposizione che peraltro e' dubbia nella portata e esistenza.
    non+autenticato
  • Scusate se faccio l'avvocato del diavolo, ma mi risulta che anche le connessioni wireless più criptate possano essere craccate con il software giusto... o sbaglio? E quindi protezione o non protezione non è affatto detto che abusivi non si siano impadroniti della connessione, non c'è neanche bisogno di aprirla. Occhiolino

    Capitano ACHAB
    non+autenticato
  • - Scritto da: Capitano Achab
    > Scusate se faccio l'avvocato del diavolo, ma mi
    > risulta che anche le connessioni wireless più
    > criptate possano essere craccate con il software
    > giusto... o sbaglio? E quindi protezione o non
    > protezione non è affatto detto che abusivi non si
    > siano impadroniti della connessione, non c'è
    > neanche bisogno di aprirla.
    > Occhiolino
    >
    > Capitano ACHAB

    Vero, ma accontentiamoci del Wep siamo piu' credibili che un Wpa, un buon perito potrebbe dimostrare che l'e' dura parecchio da aprire come una scatoletta Occhiolino
    non+autenticato
  • si ma in italia?
    sono sicurissimo che a un mio amico ciulano la connessione (e lui se ne frega: al massimo quando va lento stacca tutto ed esclama "tié, ladro, fottiti!!!")

    ok la simpatia, ma gli dico sempre "ma non sai COSA fa con la tua connessione!!"

    e lui "io se me ne accorgo glie la stacco sotto il naso: si stuferà!"



    ...

    gli auguro il meglio, ma è un amico... non vorrei avesse rogne
    non+autenticato
  • Mi ricordo di un caso analogo riportato da PI di un cittadino tedesco, tra l'altro un pensionato in cui non era stata trovata traccia di materiale illecito sul suo PC e che tuttavia era lo stesso stato condannato per non aver protetto adeguatamente la sua connessione WIFI da illecite intrusioni!
    Con tanto di Post dei soliti saccentoni che giudicavano la cosa giusta in quanto lasciare sprotetta una WIFI è una colpa inescusabile, anche se il router WIFI te lo vendono non configurato di default con la protezione attiva e anche se è evidente che l'utente non aveva le competenze informatiche necessarie!
    Sono veramene contento che qualche altro giudice sia meno integralista!

    Questa potrebbe comunque essere una falla veramente importante nella strategia delle major in quanto chiunque potrebbe dichiarare che altri hanno sfruttato la propria connessione wifi per scaricare illecitamente, non serve neanche dichiarare di aver lasciato non protetta la connessione, basta dichiarare di averla protetta con un protocollo scadente tipo Wep!
  • non so, io rimango dell' idea che se uno lascia "aperta" la propria connessione debba essere in qualche modo responsabile di quello che con tale connessione viene fatto; mi spiego meglio, se acquisti un router wi-fi non è che ci voglia chissà quale immaginazione a pensare che almeno in linea teorica il suo campo arrivi anche fuori casa e pertanto risulti accessibile da chiunque. Allo stesso modo basta pochissima intelligenza in più a capire che se tu proprietario non hai messo alcuna password per collegarti altrettanto possano fare tali fruitori esterni. Infine tutti dovrebbero sapere che tramite internet si possono compiere dei reati.
    A questo punto va da se' che l' utente dovrebbe informarsi su come cercare di evitare intrusioni; poi certo se mette il wep io non mi sento di condannarlo, quella non è colpa sua.
    Quello che intendo dire è che l' ignoranza in genere secondo l' ordinamento giuridico non è una scusante, bisogna essere consapevoli dei rischi a cui ci espone con i proprio comportamenti.
  • mi tocca quotarti.

    Il proprietario/titolare della connessione deve avere qualche tipo di responsabilità.

    Sarebbe come parcheggiare una macchina, nell'apposito parcheggio ma su una strada in discesa, senza chiuderla a chiave...se qualcuno staccasse PER CASO il freno a mano e l'auto ferisse dei pedoni, di sicuro non è solo colpa di chi ha staccato il freno a mano. (chiaro, fermo restando che si potrebbe spaccare il vetro e staccare il freno a mano ugualmente)

    Infondo se non si ha le competenze necessarie è meglio lasciare stare certe cose...io non sono un agricoltore e non mi metto a "spargere anticrittogamici di quà e di là" senza sapere le conseguenze che quella sostanza potrebbe apportare alla flora circostante...oppure non mi metto a cambiare il SilentBlock della mia auto, rischierei di rimontare l'auto in MALO-MODO e fare incidenti.

    A ognuno il suo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antony
    > mi tocca quotarti.
    >
    > Il proprietario/titolare della connessione deve
    > avere qualche tipo di
    > responsabilità.
    >
    > Sarebbe come parcheggiare una macchina,
    > nell'apposito parcheggio ma su una strada in
    > discesa, senza chiuderla a chiave...se qualcuno
    > staccasse PER CASO il freno a mano e l'auto
    > ferisse dei pedoni, di sicuro non è solo colpa di
    > chi ha staccato il freno a mano. (chiaro, fermo
    > restando che si potrebbe spaccare il vetro e
    > staccare il freno a mano
    > ugualmente)
    >
    > Infondo se non si ha le competenze necessarie è
    > meglio lasciare stare certe cose...io non sono un
    > agricoltore e non mi metto a "spargere
    > anticrittogamici di quà e di là" senza sapere le
    > conseguenze che quella sostanza potrebbe
    > apportare alla flora circostante...oppure non mi
    > metto a cambiare il SilentBlock della mia auto,
    > rischierei di rimontare l'auto in MALO-MODO e
    > fare
    > incidenti.

    Eccoli qua, più realisti del re (pardon delle Major) ad accusare poveri utenti della loro ignoranza informatica!
    Io trovo invece giusto che l'utente che lasci aperta la sua connessione WIFI non debba rispondere penalmente di eventuali intrusioni, che potrebbero portare a Lui stesso già gravi danni (furto di password, dati personali ecc...).
    Qui non si parla di Esperti in reti ma di semplici utenti che si collegano via WiFi alla loro connessione domestica, dovrebbero essere i produttori a preconfigurare i loro prodotti in modo da funzionare con un protocollo criptato sicuro, tipo WPA ed a informare correttamente gli utenti dei rischi che si corrono a disabilitare tali protocolli, anche ad esempio con icone lampeggianti sul desktop che attirino l'attenzione!

    Esempi come sulla mancata custodia di Pistole o altre armi non reggono assolutamente il paragone, per la diversa pericolosità relativa!
  • - Scritto da: pentolino
    > non so, io rimango dell' idea che se uno lascia
    > "aperta" la propria connessione debba essere in
    > qualche modo responsabile di quello che con tale
    > connessione viene fatto; mi spiego meglio, se
    > acquisti un router wi-fi non è che ci voglia
    > chissà quale immaginazione a pensare che almeno
    > in linea teorica il suo campo arrivi anche fuori
    > casa e pertanto risulti accessibile da chiunque.
    > Allo stesso modo basta pochissima intelligenza in
    > più a capire che se tu proprietario non hai messo
    > alcuna password per collegarti altrettanto
    > possano fare tali fruitori esterni. Infine tutti
    > dovrebbero sapere che tramite internet si possono
    > compiere dei
    > reati.
    > A questo punto va da se' che l' utente dovrebbe
    > informarsi su come cercare di evitare intrusioni;
    > poi certo se mette il wep io non mi sento di
    > condannarlo, quella non è colpa
    > sua.
    > Quello che intendo dire è che l' ignoranza in
    > genere secondo l' ordinamento giuridico non è una
    > scusante, bisogna essere consapevoli dei rischi a
    > cui ci espone con i proprio
    > comportamenti.

    Eccoli qua, più realisti del re (pardon delle Major) ad accusare poveri utenti della loro ignoranza informatica!
    Io trovo invece giusto che l'utente che lasci aperta la sua connessione WIFI non debba rispondere penalmente di eventuali intrusioni, che potrebbero portare a Lui stesso già gravi danni (furto di password, dati personali ecc...).
    Qui non si parla di Esperti in reti ma di semplici utenti che si collegano via WiFi alla loro connessione domestica, dovrebbero essere i produttori a preconfigurare i loro prodotti in modo da funzionare con un protocollo criptato sicuro, tipo WPA ed a informare correttamente gli utenti dei rischi che si corrono a disabilitare tali protocolli, anche ad esempio con icone lampeggianti sul desktop che attirino l'attenzione!

    Esempi come sulla mancata custodia di Pistole o altre armi non reggono assolutamente il paragone, per la diversa pericolosità relativa!
  • va bene, rispetto la tua opinione ma non la condivido.
    Penso che sul mercato esistessero due router, uno che di default ha il wireless attivo senza password ne' cifratura ed uno che ha attivo un bel wpa con password casuale con obbligo di cambiarla al primo accesso (che mi sembra il minimo livello di sicurezza accettabile) la scelta di buona parte degli utenti cadrebbe inevitabilmente sul primo, poichè il primo verrebbe bollato come "difficile". Non è un discorso di ignoranza, è proprio di pigrizia, la gente vuole qualcosa che infili la spina e va (cito non a caso una recente pubblicità); peccato che in certi casi (come appunto le reti wireless) questo rappresenti esporsi ad un rischio, del quale la gente non vuole accollarsi le responsabilità.
    Saluti Sorride

    P.S.: se invece che per scaricare musica (cosa della quale non faccio certo un dramma) una connessione "aperta" fosse usata per scaricare materiale pedopornografico e/o per adescare minorenni via chat saresti della stessa opinione?
  • - Scritto da: pentolino
    > va bene, rispetto la tua opinione ma non la
    > condivido.
    >
    > Penso che sul mercato esistessero due router, uno
    > che di default ha il wireless attivo senza
    > password ne' cifratura ed uno che ha attivo un
    > bel wpa con password casuale con obbligo di
    > cambiarla al primo accesso (che mi sembra il
    > minimo livello di sicurezza accettabile) la
    > scelta di buona parte degli utenti cadrebbe
    > inevitabilmente sul primo, poichè il primo
    > verrebbe bollato come "difficile". Non è un
    > discorso di ignoranza, è proprio di pigrizia, la
    > gente vuole qualcosa che infili la spina e va
    > (cito non a caso una recente pubblicità); peccato
    > che in certi casi (come appunto le reti wireless)
    > questo rappresenti esporsi ad un rischio, del
    > quale la gente non vuole accollarsi le
    > responsabilità.
    > Saluti Sorride
    >

    Io invece non condivido la tua posizione!
    Perchè prima di pretendere certi comportamenti "virtuosi" dal cittadino, non si obbligano le industrie del settore per i nuovi prodotti a prevedere di default l'applicazione di una cifratura sicura?
    E' stato fatto in passato per le auto, vedi le cinture, l'ABS, gli Airbag, perchè non può essere fatto per i router WiFi?

    > P.S.: se invece che per scaricare musica (cosa
    > della quale non faccio certo un dramma) una
    > connessione "aperta" fosse usata per scaricare
    > materiale pedopornografico e/o per adescare
    > minorenni via chat saresti della stessa
    > opinione?

    Certo il crimine in questo caso sarebe di chi lo compie, come di chi ti ruba l'auto per fare una rapina, non certo il tuo!
    Senza contare che sul pornoweb sarebbe il caso di fare un pò di chiarezza: io sanzionerei solo i casi in cui si evidenzi una transazione economica e non solo il possesso generico di immagini/filmati che girino liberamente e gratutitamente su internet. Se non vogliamo fare demagogia od utilizzare in modo improprio tale reato per aggravare la posizione di imputati per altro genere di reati più lievi o non ben dimostrati (scambio di materiale via P2P, vari episodi di cronaca nera in cui trovano sul PC dell'accusato immagini pedopornografiche ecc...), l'unico reale caso in cui la pedopornografia dovrebbe avere un rilievo penale è quando sia forte la connessione con la violenza sul minore.
    Mi spiego meglio, se pago delle immagini, spingo terzi a produrle e quindi a molestare i minori. Se le immagini le trovo gratis in rete, per quanto moralmente riprorevole sia scaricarle, il farlo non determina ulteriori violenze sui minori!
    La Pedopornografia non è censura di immagini è equiparazione ad un reato di violenza sui minori! Bene se non pago tali immagini come si fa a dire che così si sostiene la violenza sui minori? Dovrebbe anzi essere il contrario, come appunto si lamentano continuamente le Major per il traffico illecito via P2P di materiale protetto dai diritti d'autore!
    Con la legge attuale si potrebbe arrivare al paradosso di essere condannati se ti trovano sul PC le foto di bambini nudi (senza che stiano facendo niente di illecito), che magari siano le tue quelle dei tuoi fratelli o dei tuoi genitori quando erano piccoli! Dove vogliamo arrivare?
  • Parole sante Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: Enjoy with Us

    >
    > Io invece non condivido la tua posizione!

    per favore spiega meglio questa frase; se intendevi dire appunto "non condivido" l' invece è fuori luogo, visto che esprimi il mio stesso pensiero, se intendevi dire "non rispetto" allora lo scambio di opinioni finisce qui.

    > Perchè prima di pretendere certi comportamenti
    > "virtuosi" dal cittadino, non si obbligano le
    > industrie del settore per i nuovi prodotti a
    > prevedere di default l'applicazione di una
    > cifratura
    > sicura?

    io ci sto, ma rimango dell' idea che molti finirebbero per metterci il nome della moglie come password (o lascerebbero attivo il wep poichè molti device di uso comune tipo il nintendo ds non offrono la possibilità di collegamento al wpa) e saresti comumnque da capo.

    > E' stato fatto in passato per le auto, vedi le
    > cinture, l'ABS, gli Airbag, perchè non può essere
    > fatto per i router
    > WiFi?

    renderebbe meno appetibile il mercato, avresti un' alzata di scudi da parte dei produttori. Anche a parere mio dovrebbe essere così, ma dubito che succederà.

    >
    > Certo il crimine in questo caso sarebe di chi lo
    > compie, come di chi ti ruba l'auto per fare una
    > rapina, non certo il
    > tuo!

    in questo caso quello che tu fornisci è proprio il mezzo, per fare una rapina ti serve anche un' arma per minacciare, non basta l' auto.

    > Senza contare che sul pornoweb sarebbe il caso di
    > fare un pò di chiarezza: io sanzionerei solo i
    > casi in cui si evidenzi una transazione economica
    > e non solo il possesso generico di
    > immagini/filmati che girino liberamente e
    > gratutitamente su internet. Se non vogliamo fare
    > demagogia od utilizzare in modo improprio tale
    > reato per aggravare la posizione di imputati per
    > altro genere di reati più lievi o non ben
    > dimostrati (scambio di materiale via P2P, vari
    > episodi di cronaca nera in cui trovano sul PC
    > dell'accusato immagini pedopornografiche ecc...),
    > l'unico reale caso in cui la pedopornografia
    > dovrebbe avere un rilievo penale è quando sia
    > forte la connessione con la violenza sul
    > minore.
    > Mi spiego meglio, se pago delle immagini, spingo
    > terzi a produrle e quindi a molestare i minori.
    > Se le immagini le trovo gratis in rete, per
    > quanto moralmente riprorevole sia scaricarle, il
    > farlo non determina ulteriori violenze sui
    > minori!

    personalmente penso che la transazione economica dovrebbe essere un' aggravante ma non il cardine del reato


    > Con la legge attuale si potrebbe arrivare al
    > paradosso di essere condannati se ti trovano sul
    > PC le foto di bambini nudi (senza che stiano
    > facendo niente di illecito), che magari siano le
    > tue quelle dei tuoi fratelli o dei tuoi genitori
    > quando erano piccoli! Dove vogliamo
    > arrivare?

    io intendevo proprio l' uso della tua connessione per compiere le transazioni di cui sopra in maniera da rendere molto difficile il rintracciamento del responsabile. Mi spiego meglio: se io l' illecito lo faccio da casa mia, con la connessione a mio nome posso benissimo pararmi le spalle tirando fuori una boiata tipo che ho la connessione aperta e può benissimo essere stato chiunque e non possono provare con certezza chi sia stato. Sarebbe sufficiente a scagionarmi e sarebbe come dire: "pedofili, se non volete farvi beccare usate un bel router wireless, avete la scusa pronta".
    Poi qui si parlava di p2p, il mio era solo un esempio per portare il ragionamento a casi più gravi.
  • - Scritto da: pentolino
    > - Scritto da: Enjoy with Us
    >
    > >
    > > Io invece non condivido la tua posizione!
    >
    > per favore spiega meglio questa frase; se
    > intendevi dire appunto "non condivido" l' invece
    > è fuori luogo, visto che esprimi il mio stesso
    > pensiero, se intendevi dire "non rispetto" allora
    > lo scambio di opinioni finisce
    > qui.
    >

    Molto chiara mi sembra, l'idea che Tu sostieni è contraria a quella che sostengo Io

    > > Perchè prima di pretendere certi comportamenti
    > > "virtuosi" dal cittadino, non si obbligano le
    > > industrie del settore per i nuovi prodotti a
    > > prevedere di default l'applicazione di una
    > > cifratura
    > > sicura?
    >
    > io ci sto, ma rimango dell' idea che molti
    > finirebbero per metterci il nome della moglie
    > come password (o lascerebbero attivo il wep
    > poichè molti device di uso comune tipo il
    > nintendo ds non offrono la possibilità di
    > collegamento al wpa) e saresti comumnque da capo.
    >
    >

    E allora? Sarebbe comunque un incremento notevole della sicurezza, senza contare che non ci vuole molto ad obbligare l'utente ad inserire password sicure, basta non accettare quelle troppo corte e prive della necessaria complessità!

    > > E' stato fatto in passato per le auto, vedi le
    > > cinture, l'ABS, gli Airbag, perchè non può
    > essere
    > > fatto per i router
    > > WiFi?
    >
    > renderebbe meno appetibile il mercato, avresti
    > un' alzata di scudi da parte dei produttori.
    > Anche a parere mio dovrebbe essere così, ma
    > dubito che
    > succederà.
    >

    Li obblighi per legge! Molto meglio questo che poi scagliarsi contro gli utenti sprovveduti!

    > >
    > > Certo il crimine in questo caso sarebe di chi lo
    > > compie, come di chi ti ruba l'auto per fare una
    > > rapina, non certo il
    > > tuo!
    >
    > in questo caso quello che tu fornisci è proprio
    > il mezzo, per fare una rapina ti serve anche un'
    > arma per minacciare, non basta l'
    > auto.
    >

    Si non diciamo fesserie, per esempio con l'auto potresti uccidere intenzionalmente (o meno) qualcuno, non per questo se la pigliano con il proprietario che ha realmente subito il furto (ovvio che se poi uno cerca scappatoie per non ammettere le sue responsabilità come fanno certi pirati della strada che denunciano il furto dell'auto a misfatto avvenuto...)

    > > Senza contare che sul pornoweb sarebbe il caso
    > di
    > > fare un pò di chiarezza: io sanzionerei solo i
    > > casi in cui si evidenzi una transazione
    > economica
    > > e non solo il possesso generico di
    > > immagini/filmati che girino liberamente e
    > > gratutitamente su internet. Se non vogliamo fare
    > > demagogia od utilizzare in modo improprio tale
    > > reato per aggravare la posizione di imputati per
    > > altro genere di reati più lievi o non ben
    > > dimostrati (scambio di materiale via P2P, vari
    > > episodi di cronaca nera in cui trovano sul PC
    > > dell'accusato immagini pedopornografiche
    > ecc...),
    > > l'unico reale caso in cui la pedopornografia
    > > dovrebbe avere un rilievo penale è quando sia
    > > forte la connessione con la violenza sul
    > > minore.
    > > Mi spiego meglio, se pago delle immagini, spingo
    > > terzi a produrle e quindi a molestare i minori.
    > > Se le immagini le trovo gratis in rete, per
    > > quanto moralmente riprorevole sia scaricarle, il
    > > farlo non determina ulteriori violenze sui
    > > minori!
    >
    > personalmente penso che la transazione economica
    > dovrebbe essere un' aggravante ma non il cardine
    > del
    > reato
    >
    >

    anche Qui siamo in disaccordo completo! I rischi di criminalizzazione di normali utenti è eccessivo rispetto al possibili beneficio di repressione dei reati sui minori!
    Perchè secondo te perseguire il semplice possesso di immagini pedoporno (che poi appunto arriva ad includere anche semplici bambini nudi, magari proprio te da bambino!), in cosa questo giova alla lotta contro la Pedofilia?


    > > Con la legge attuale si potrebbe arrivare al
    > > paradosso di essere condannati se ti trovano sul
    > > PC le foto di bambini nudi (senza che stiano
    > > facendo niente di illecito), che magari siano le
    > > tue quelle dei tuoi fratelli o dei tuoi genitori
    > > quando erano piccoli! Dove vogliamo
    > > arrivare?
    >
    > io intendevo proprio l' uso della tua connessione
    > per compiere le transazioni di cui sopra in
    > maniera da rendere molto difficile il
    > rintracciamento del responsabile. Mi spiego
    > meglio: se io l' illecito lo faccio da casa mia,
    > con la connessione a mio nome posso benissimo
    > pararmi le spalle tirando fuori una boiata tipo
    > che ho la connessione aperta e può benissimo
    > essere stato chiunque e non possono provare con
    > certezza chi sia stato. Sarebbe sufficiente a
    > scagionarmi e sarebbe come dire: "pedofili, se
    > non volete farvi beccare usate un bel router
    > wireless, avete la scusa
    > pronta".

    Si ma se come propongo Io condanni gli scambi di denaro, di quelli sul Web rimane traccia; sai la carta di credito rimane sempre intestata a te, un bonifico ecc sempre fa risalire a te, quindi cosa importa della connessione usata? Anzi cosi ti possono anche accusare di furto di connessione altrui!
    > Poi qui si parlava di p2p, il mio era solo un
    > esempio per portare il ragionamento a casi più
    > gravi.
  • - Scritto da: Enjoy with Us
    > - Scritto da: pentolino
    > > - Scritto da: Enjoy with Us
    > >
    > > >
    > > > Io invece non condivido la tua posizione!
    > >
    > > per favore spiega meglio questa frase; se
    > > intendevi dire appunto "non condivido" l' invece
    > > è fuori luogo, visto che esprimi il mio stesso
    > > pensiero, se intendevi dire "non rispetto"
    > allora
    > > lo scambio di opinioni finisce
    > > qui.
    > >
    >
    > Molto chiara mi sembra, l'idea che Tu sostieni è
    > contraria a quella che sostengo
    > Io
    se non capisci perchè la tua frase non è scritta in italiano corretto lascio perdere.
    Anche il discorso della pedofilia è andato ampiamente off topic.
    Passo e chiudo
  • Daltronde se usiamo software rilasciati da aziende che non si
    assumono nessuna responsabilità per eventuali bachi, inefficienze o perdite di dati ecc... ecc... non vedo come sia possibile ritenere responsabile un detentore di un indirizzo IP riguardo al traffico che passa attraverso la sua linea Wireless governata da questi software.
    E' difficile pensare che un normale Utonto possa realmente essere ritenuto responsabile di una mancata vigilanza nei confronti di problematiche che neanche i più esperti riescono a garantire.
    non+autenticato
  • ...potrei anche essere d'accordo con te se non fosse necessario avere delle _certezze_ ... a questo mondo Occhiolino