Gaia Bottà
martedì 9 settembre 2008

Il provider sarà un nemico da abbattere?

La tesi di un docente dell'Università del Colorado: se gli ISP cedono alla tentazione del monitoraggio a favore dell'industria dei contenuti e dell'advertising, è necessario combatterli come si combattono le intercettazioni

Il provider sarà un nemico da abbattere?Roma - Per le mani degli ISP scorre tutta la vita dei cittadini della rete: possono conoscere personalmente le abitudini di ciascuno sulla base delle attività in cui si intrattiene online, possono ricostruire la rete di relazioni che si ordisce fra gli utenti, possono accudire ciascun netizen, soffocarlo con amorevoli comunicati pubblicitari, imporre delle regole e fare in modo che ciascuno le rispetti. Ma se la morsa del controllo rischia di stringersi attorno al cittadino della rete, esiste una strategia per disinnescarla: la legge.

Ad esprimere preoccupazioni e a proporre la soluzione è Paul Ohm, docente di diritto presso l'Università del Colorado. Nel saggio The Rise and Fall of ISP Invasive Surveillance offre una panoramica delle armi in mano agli ISP, armi che fanno gola a numerosi attori del mercato intenzionati a trasformare il ruolo del provider da inerte intermediario a mercenario da porre al proprio servizio.

Ohm sottolinea come per i provider sia semplice, immediato, automatico accumulare dati relativi ai propri utenti. I provider sono l'interfaccia che mette in relazione i netizen e la rete: tutto passa attraverso i provider, il flusso di dati con cui il netizen comunica passa necessariamente dall'infrastruttura del fornitore di connettività. A prescindere dalle leggi in materia di data retention e di sicurezza, il fornitore di connettività si sta attrezzando per massimizzare le potenzialità di infrastrutture che arrancano, impugnando soluzioni tecniche ormai a portata di mano: Ohm fa esplicito riferimento alla deep packet inspection.
Non si tratta solo di approntare filtri e limitatori per tutelare i propri servizi e evitare il collasso dovuto all'imprevedibile fame di banda degli utenti: è forte la tentazione di cogliere l'occasione per monetizzare queste soluzioni, per fare dell'utile il dilettevole. Le pressioni sono forti: il docente cita il mondo dell'advertising e il fronte compatto dell'industria dei contenuti. Entrambi fanno leva sul ruolo del provider, chiedono ai fornitori di connettività di aprire una finestra di osservazione privilegiata sulla vita dei cittadini della rete.

Se l'industria dei contenuti chiede o pretende collaborazione per vigilare sui comportamenti dei netizen dilapidatori di banda illimitata e per scoraggiarli, l'interesse delle divisioni advertising è altresì lampante: tracciando i singoli netizen, analizzando database di intenzioni e di azioni, è possibile conoscere il consumatore, le sue passioni, le sue debolezze, e tentarlo con pubblicità personalizzata. I provider, in entrambi i casi, agiscono in due movimenti: operano per raccogliere i dati sui comportamenti dei netizen, e operano filtrando connessioni sconvenienti o scoccando per conto degli inserzionisti frecce pubblicitarie che non possono mancare il target. A testimoniare la fruttuosità di questa doppia dinamica, i comportamenti di numerosi ISP che selezionano a proprio favore gli usi che i propri utenti possono fare della rete e il successo che nei mesi scorsi hanno riscosso servizi di behavioral advertising quali Phorm e NebuAd.

Poiché la rete pervade la vita del cittadino, ci si dovrebbe rassegnare ad un concetto annacquato di riservatezza? Ci si dovrebbe nel contempo rassegnare ad una rete in cui i contenuti debbano districarsi fra i filtri e scorrano a diverse velocità? Ohm non è disposto ad abdicare al proprio diritto di vivere in rete con spontaneità: rivendica il diritto a non essere sottoposto a un monitoraggio potenzialmente pervasivo e rivendica il diritto ad esprimersi, sicuro che i propri contenuti non vengano relegati all'invisibilità da una rete dotata di corsie preferenziali. A difesa del cittadino non ci sono semplicemente i pareri delle autorità, quali il recente pronunciamento della FCC in merito all'affaire Comcast e ai setacci sul protocollo torrent: a tutela dei cittadini, almeno per quanto riguarda gli States, c'è la legge, il quadro normativo che protegge le comunicazioni dei cittadini dalle intercettazioni.

È così che il concetto di privacy si fonde ancor più indissolubilmente con il concetto di net neutrality: se il monitoraggio e il filtraggio di quanto avviene online rischiano di intaccare profondamente il comportamento del netizen, di affievolirne la creatività e la spontaneità, così le norme che tutelano la riservatezza degli utenti diventano grimaldello per impedire che la rete assuma la forma di una televisione che trasmette principalmente contenuti industriali, e che scodella pubblicità tagliata su misura di ogni membro del pubblico. Basterebbe un leggero aggiustamento alle disposizioni esistenti, spiega Ohm, basterebbe aggiornare la normativa, basterebbe chiarire le eccezioni secondo cui i fornitori di un servizio di connettività possono monitorare il traffico che scorre attraverso le proprie infrastrutture. Infrastrutture che dovrebbero rimanere stupide e inerti, affinché gli end della rete possano dare sfogo alla propria intelligenza e alla propria creatività senza dover vivere sotto una lente, senza essere materiale di studio per il mercato, senza essere schiacciati dalle discriminazioni.

Gaia Bottà
30 Commenti alla Notizia Il provider sarà un nemico da abbattere?
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  • io ho eolo di ngi e mi trovò benissimo banda sempre a pcr , latenza bassa (il Massimo per i gaming in line)
    non+autenticato
  • è questa ...
    INFOSTRATA mi ha appena portato la mia ADSL da 4 a 7 Mbit.

    Bene durante le ore centrali della giornata queste sono le reali velocità misurate con il loro tool:
    Download: 178 Kbps (contro i 7000 che dovrei avere)
    Upload:   486 Kbps (addirittura > della velocità in dowload)

    NOTE:
    Non avevo nessun programma P2P o Bittorent attivo
    Di notte la velocità va tra i 5 e i 6 Mbit

    Propongo di OBBLIGARE per legge i provider ad inserire nei contratti la banda minima garantita!

    Ciao
    non+autenticato
  • solo un appunto.. se hai una 7 Mbps (Mega BIT per secondo), puoi scaricare massimo a 875 KBps (Kilo BYTE per secondo).
    Ovvero 7000/8 (8 bit in un byte).
    Per il resto hai ragione da vendere.
    non+autenticato
  • la banda minima garantita... certo... e poi come fanno ad abbindolare i gonzi dicendo "connessione da 20Mb/s"? se devono GARANTIRE una banda minima a tutti, non possono piu', ti pare?
    non+autenticato
  • basterebbe indicare per i gonzi 20MB al femtosecondo e poi scrivere piccolo piccolo in basso dopo 4 asterischi "banda minima garantita XYZ"
  • No, ha ragione lui: 7 Mb equivalgono a 7168 Kb, i quali a loro volta equivalgono a 896 KB (7168 /Ficoso. Lui ha detto 178 Kb, non KB. E di Kb dovrebbe averne 7168.
    non+autenticato
  • in italia l'unico che ti da una banda minima è NGI.
    Sgabbio
    21449
  • - Scritto da: Sgabbio
    > in italia l'unico che ti da una banda minima è
    > NGI.
    Straquoto e aggiungo che quando lo dico in giro mi prendono per matto.
    Ma quando faccio il test e vedo 500 kb/s ringrazio di averli scelti.
    Adesso ho attivato squillo con il port adapter e anche ascoltando radio in streaming e telefonando, funziona benissimo, nessun ritardo di voce.
    non+autenticato
  • wow, che figata!
    Quindi l'unico tuo uso della banda garantita è fare i test di velocità? Big deal.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sgabbio
    > in italia l'unico che ti da una banda minima è
    > NGI.
    Fastweb non ti dà la banda garantita infatti nei download con Emule Adunanza la media dei miei download viaggia attorno ai 300/350KBYTE al secondo.. mentre nei download normali dal web rimango sempre attorno alla velocità massima della mia linea ovvero circa 600 Kbyte al secondo (linea ADSL 6mbit)
    sono quasi 7 anni che sono abbonato a Fastweb e non lo cambierò mai per nulla al mondo
    LROBY
    lroby
    5284
  • - Scritto da: Sgabbio
    > in italia l'unico che ti da una banda minima è
    > NGI.

    anche comm2000 ti garantisce la banda. (e costa meno) Occhiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: SAT
    > è questa ...
    > INFOSTRATA mi ha appena portato la mia ADSL da 4
    > a 7
    > Mbit.
    t
    >
    > Propongo di OBBLIGARE per legge i provider ad
    > inserire nei contratti la banda minima
    > garantita!
    >
    > Ciao

    il passaggio da 4 a 7 è tipico delle linee subaffittate da telecom... è molto più difficile che si verifichino questi problemi se sei collegato alla centrale infostrada, io i miei 18-19mb in down e 1 in up li ho costanti da più di un'anno nonostante il doppino telecom che mi collega alla centrale per poche centinaia di metri, con molto verde e poco cemento, sia a limite della sufficienza per qualità.
    non+autenticato
  • No davvero, non riesco proprio a prenderla per una seria testata di informazione con titoli del genere...
    non+autenticato
  • Nessuno ti costringe a leggerla e partecipare se non la ritieni seria.
    No davvero, non riesco a capire perchè certi dicono che PI non è serio o che scriva articoli distorti...
    non+autenticato
  • perche' e' vero. e se seguissi da 10 anni il giornale ti sentiresti tradito e ti mangeresti le mani vedendo a che tipo di giornalai sensazionalisti e' finito in mano.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippopluto
    > perche' e' vero. e se seguissi da 10 anni il
    > giornale ti sentiresti tradito e ti mangeresti le
    > mani vedendo a che tipo di giornalai
    > sensazionalisti e' finito in mano.

    Quoto.
    krane
    14385
  • io PI nn lo leggo da 10 anni (mannaggia la mia macchina del tempo che si sposta solo verso il futuro) ma tutt'ora nonostante i titoli sensazionalistici rimane il miglior quotidiano di "tecnologia" italiano. IMHO.
  • Esiste una scappatoia: tutti i pacchetti (lato dati) devono essere criptati pesantemente, in entrata ed in uscita. A qesto punto la deep inspection perde la sua incisività... però per la chiave di criptatura, diviene obbligatorio o quasi il login, una combinazione fra login e password con un'algoritmo potrebbe costruire la chiave (che quindi cambierebbe dinamicamente ad ogni accesso) idem per "la parte di là". Non sono programmatore, ma con la potenza di calcolo a disposizione non dovrebbe essere un problema irresolubile, sia lato server che lato client, diciamo che dovrebbe viaggiare tutto come https. Non che non sia possibile ancora esaminare il traffico, solo che non si sa che cosa è transitato, si sa solo (e non è poco) partenza ed arrivo, inevitabilmente come l'indirizzo su una lettera che viene spedita. E se anceh i server parlano fra loro con lo stesso metodo, sai che divertimento esaminare il traffico... L'idea è che, tanto, già ora la maggior parte dei siti richiede il login, quindi, perchè non fare di necessità virtù?
  • - Scritto da: ExtraT
    > Esiste una scappatoia: tutti i pacchetti (lato
    > dati) devono essere criptati pesantemente, in
    > entrata ed in uscita. A qesto punto la deep
    > inspection perde la sua incisività... però per la
    > chiave di criptatura, diviene obbligatorio o
    > quasi il login, una combinazione fra login e
    > password con un'algoritmo potrebbe costruire la
    > chiave (che quindi cambierebbe dinamicamente ad
    > ogni accesso) idem per "la parte di là". Non sono
    > programmatore, ma con la potenza di calcolo a
    > disposizione non dovrebbe essere un problema
    > irresolubile, sia lato server che lato client,
    > diciamo che dovrebbe viaggiare tutto come https.
    > Non che non sia possibile ancora esaminare il
    > traffico, solo che non si sa che cosa è
    > transitato, si sa solo (e non è poco) partenza ed
    > arrivo, inevitabilmente come l'indirizzo su una
    > lettera che viene spedita. E se anceh i server
    > parlano fra loro con lo stesso metodo, sai che
    > divertimento esaminare il traffico... L'idea è
    > che, tanto, già ora la maggior parte dei siti
    > richiede il login, quindi, perchè non fare di
    > necessità
    > virtù?

    Esiste gia' il protocollo https che, se pure non sicurissimo, l'eventuale decriptazione del payload dell'applicativo da parte del provider rallenta cosi' tanto l'attivita' di monitoraggio da non essere piu' conveniente.

    Mi risulta invece che quasi tutte le comunicazioni siano in chiaro, di solito per diversi servizi web infatti il login avviene tramite protocollo https ed invece il normale transito di dati avviene con il protocollo http per cui non cifrato. Di per se trasformare tutto il web in https non e' un problema tecnico, ma economico per farsi rilasciare i certificati.

    Per cio' che di Internet non sono i servizi web, si puo' usare la cifratura via ssh tunnel.

    Ma tutto cio' non risolve il problema del monitoraggio delle abitudini, a meno di utilizzare server proxy anonimizzatori, ma il problema si sposta dall'ISP a chi gestisce il server proxy che si utilizza, un poco meglio soluzioni di reindirizzamento del traffico tipo tor, ma nuovamente bisogna fidarsi dei nodi tor.

    Insomma e' sempre una questione di fiducia, la certezza assoluta della riservatezza non esiste, chi la persegue a tutti i costi o e' un folle o e' ben cosciente di essere alla ricerca del sacro graal dell'informatica. In ogni caso e' possibile raggiungere un discreto livello di riservatezza relativa, in ogni caso principalmente dipende dalla scelta su chi o cosa riporre la nostra fiducia.
    Inoltre va affermato che ogni grado in piu' di riservatezza ha necessariamente un costo, non sempre in denaro, spesso in tempo e prestazioni del protocollo di sicurezza.

    Ciao
  • Ben detto signor OHM. Ora e sempre RESISTENZA!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giuliano
    > Ben detto signor OHM. Ora e sempre RESISTENZA!

    Una sola parola : criptazione...
    krane
    14385
  • buhahahahahhhhhaa Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    non far saper all'elettricista quanto è buono il voltaggio con gli ampère...
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