Luca Annunziata
martedì 21 ottobre 2008

Microsoft, l'open source e tutto quanto

Quattro chiacchiere che partono dall'open source e finiscono con Vista. Cosa bolle nel pentolone di Redmond? Punto Informatico ne parla con i responsabili di BigM

Roma - Qualche anno fa si sarebbe trattato di una chiacchierata di tutt'altro tono. E invece oggi, a distanza di quattro anni dalla pubblicazione di uno studio sulle possibili violazioni di Linux di un mare di brevetti Microsoft, Punto Informatico ha l'occasione di passare un'ora in compagnia di Hank Janssen, vale a dire il responsabile della programmazione delle attività dell'Open Source Technology Center di Redmond.

Hank Janssen di MicrosoftNon che sia la prima volta che la parola open source finisce in una frase in cui compare anche il termine "Microsoft", ma la circostanza è senz'altro suggestiva. Da parte sua, Janssen mette sul tavolo un curriculum di tutto rispetto: 20 anni al lavoro tra SYS V, Unix e Linux, utente affezionato di Emacs e appassionato di C++. La domanda sorge spontanea: cosa ci fa dentro Microsoft? "Se me lo avessero chiesto qualche anno fa, avrei detto anche io che era impossibile: eppure oggi, dopo due anni e mezzo, posso dire che questo lavoro per Microsoft è il più bello della mia vita".

Janssen racconta che all'inizio era rimasto indifferente alle sirene di Redmond: "Ho accettato di sostenere un colloquio solo per togliermi di torno i cacciatori di teste" confessa a Punto Informatico, spiegando che la decisione di accettare poi le proposte che gli erano state fatte è stata tutt'altro che semplice. "Tornato a casa mi sono domandato: voglio davvero lavorare per loro? Alla fine ho deciso che forse, accettando, avrei potuto fare la differenza. Mia moglie però - ride - mi ha regalato una serie di gadget di Dart Vader, compresa una spada laser".
In effetti, per giustificare la sua scelta Jenssen utilizza un modo di dire statunitense (anche se, precisa, lui non è nato negli USA): put your money where your mouth is, vale a dire che se qualcosa non ti piace allora è il caso di impegnarti per cambiarla. "È come se qualcuno - spiega - sostenesse per qualche ragione che le biciclette non devono avere due ma tre ruote: poi arriva qualcun altro che gli offre un lavoro nel quale possa dimostrare la bontà della sua idea". Insomma, dopo una vita spesa a magnificare le virtù dello sviluppo a sorgenti aperti, se ti chiama uno dei principali sviluppatori di software proprietario vale la pena provare a spendersi.

Inevitabile la domanda: ma sta funzionando, com'è cambiata l'organizzazione di Microsoft da allora? "In una struttura grande come la nostra, che all'esterno - scherza - sembra più organizzata di quanto sia in realtà, la cosa più difficile è passare dal livello zero al livello uno: dal livello uno a un milione è quasi una passeggiata". Ma allora non è cambiato molto: "Al contrario, il nostro operato si sta rivelando davvero efficace: due anni e mezzo fa eravamo in 4 nel mio team, oggi solo il management è composto da più di 20 persone. Fare una stima di quanti oggi in Microsoft siano al lavoro su applicazioni open source è quasi impossibile".

E invece potremmo provarci a dare qualche numero: "Uno dei parametri di riferimento che credo sia utile in questo senso - interviene Pier Paolo Boccadamo, responsabile della strategia della piattaforma di Microsoft Italia - è il numero di progetti inseriti all'interno di Codeplex, il nostro repository per lo sviluppo open source: a giugno ce n'erano oltre 5mila, il 95 per cento dei quali è stato ideato da sviluppatori esterni a Microsoft. Spesso, però, alcuni nostri programmatori si impegnano anche nella crescita di questi progetti, oltre al proprio lavoro".

"Microsoft - continua Boccadamo - è divenuta consapevole dell'importanza della community open source. Noi restiamo un'azienda che sviluppa software, ma questo non significa che ci sia un solo modo per farlo. Soprattutto in un panorama così vasto come quello dell'informatica moderna". La mente va immediatamente alle novità introdotte dal cloud computing e dai modelli di business che propongono la fornitura di software come un servizio (SaaS): "Ci siamo posti il problema di come sostenere gli investimenti: le possibilità sul piatto sono molte, ma siamo convinti che per garantire innovazione nel futuro sarà necessario collaborare".
219 Commenti alla Notizia Microsoft, l'open source e tutto quanto
Ordina
  • Adesso si che la faccenda OpenSource si fa spessa... hai hai hai.

    Manca solo overture e le sue farneticazioni pro-potenti e pro-colossi che dettano legge sulle teste dei poveri blebei.... ma... o cavolicchio M$ è proprio uno di questi... mo cosa si inventerà?

    ;)
    non+autenticato
  • infatti è sparitoA bocca aperta
    non+autenticato
  • In effetti e' proprio vero, cosa ne sanno di alta economia 4 cantinari senza ragazza, che vanno al loro proprio colloquio di lavoro in infradito e con la camicia a quadri fuori dai pantaloni?

    Evidentemente nulla. con linux non si e' sicuri di nulla, linux non e' sicuro ne come investimento tecnologico, ne come infestimento finanziario.

    D'altronde che con microsoft Bill Gates e' diventato ricco, mentre con linux stallmann si accontenta di viaggiare il modno dormendo e mangiando a sbafo a casa del cantinaro del luogo, e questo la dice lunga sul modello di business e sulle reali solidita' tecnologiche dei due progetti.

    Investire in linux e' doppiamente sbagliato, sia economicamente che tecnologicamente.
    non+autenticato
  • sono unTroll chiacchieroneTroll chiacchieroneTroll chiacchieroneTroll occhi di fuoriTroll di tutti i colori
    non+autenticato
  • Cosa fa STALLMAN con Linux?

    non ci sono più i troll di una volta
    non+autenticato
  • > e una volta screenshottato cosa ne fai?

    Li metto nel mucchio, insieme agli altri Ficoso
    Nell'archivio c'è di tutto ormai...

    Conosci Deletionpedia (la wiki che contiene le pagine cancellate da wikipedia)?
    http://deletionpedia.dbatley.com/w/index.php?title...
    Ecco, prima o poi qualcuno qui farà una cosa simile a tema Anonimo
  • Tengo a puntualizzare che riempirsi la bocca di Open Source non significa cambiare le proprie politiche commerciali.
    Anche se i sorgenti di Windows vengono pubblicati, questo non significa che le politiche di licensing per l'utilizzo del codice e per la produzione di codice derivato debbano cambiare rispetto alle attuali.

    Non per niente è stato coniato l'acronimo FOSS (Free and Open Source Software), per differenziare il software proprietario che consente l'accesso ai sortenti, rispetto a quello che concede al fruitore tutti i diritti (eccetto quelli di paternità) sul software.

    In sostanza Microsoft si è resa conto (dopo altri, come IBM, Sun Microsystems, etc.) che il contributo degli utenti può risolvere in breve tempo ed a costo praticamente nullo un mare di problemi che altrimenti risultano troppo costosi da gestire all'interno.

    Le cause sul codice copiato e sui brevetti infranti non finiranno, ed anzi, si apre l'ulteriore rischio di cause per qualsiasi pezzo di codice che si trovi in Internet che possa apparire in qualche modo derivato da codice della Microsoft.

    Vero è anche il contrario, e cioè che se qualcuno trovasse nei sorgenti pubblicati dalla Microsoft dei pezzi di codice potenzialmente derivati da software pre-esistente, Microsoft potrebbe trovarsi con qualche gatta da depilare ...
  • il punto è che difficilmente qualcuno sano di mente possa fare il debug aggratis per MS

    l'hanno fatto rilasciando i sorgenti di Singularity e il risultato qual'è stato? semplicemente nessuno ne parla, nessuno ci lavora

    alla fine se tappo i buchi voglio un minimo di riconoscimento, altrimenti davvero si è cantinari squattrinati che lavorano aggratis per una megacorporation che fattura 35 miliardi di dollari l'anno

    per quanto riguarda il discorso del gratis mi pare che MS segua questa linea fin dalla sua nascita, visto che non ha mai fatto nulla di serio per fermare la pirateria
    non+autenticato
  • quoto, con i soldi che hanno, potrebbero avere tutti i programmatori del mondo, ma sperano che sia "quell'altro" a mettere a posto il loro sw...per poi non avere ne un grazie, ne qualche soldino...
    non+autenticato
  • M$ se la prende con la pirateria casalinga: anzi, quello è il veicolo commerciale adottato per creare e mantenere un monopolio.
    Visto che tutti sanno usare Windows ed Office perché ce l'hanno crack'ato a casa, le aziende si trovano di fatto obbligate a scegliere quella piattaforma per risparmiare sui costi di formazione al proprio personale.

    Dopodiché la M$ se la prende con le organizzazioni e le pubbliche amministrazioni, ove regolarmente manca un reale ed oggettivo controllo sul numero delle licenze installate.
    Normalmente l'approccio è inizialmente discreto: sapendo di andare praticamente sul sicuro, vengono offerti dei pacchetti di licenze corporate per mettersi in regola e prevenire ulteriori controlli.

    Se l'azienda si rifiuta (una pubblica amministrazione non lo farà mai, a meno di avere la coscienza perfettamente a posto), a quel punto si passa a vie più concrete e rischiose (in ogni caso più costose).

    Pensa a quanto costerebbe a M$ pagare degli avvocati per fare causa ad ogni privato cittadino: sicuramente più di quanto potrebbe portare a casa.
    Invece con le grosse realtà sono colpi grossi ogni volta.

    Ed una volta che un'organizzazione ha le licenze in regola, ci sono da pagare gli aggiornamenti, ed i nuovi prodotti che vengono rilasciati, e via così, all'infinito.
  • - Scritto da: andy61
    > Tengo a puntualizzare che riempirsi la bocca di
    > Open Source non significa cambiare le proprie
    > politiche
    > commerciali.

    già... e questo M$ lo sa benissimo...

    > Anche se i sorgenti di Windows vengono
    > pubblicati,

    vedere per credere...
    (e non ci credo neanche se lo vedo)

    > questo non significa che le politiche
    > di licensing per l'utilizzo del codice e per la
    > produzione di codice derivato debbano cambiare
    > rispetto alle
    > attuali.

    appunto... semmai ci si aggiunge qualche bel DRM in più e magari lo si associa a qualche chip TC... e a quel punto open o closed poco cambia...
    ecco a cosa mirano lorsignori...

    > Non per niente è stato coniato l'acronimo FOSS
    > (Free and Open Source Software), per
    > differenziare il software proprietario che
    > consente l'accesso ai sortenti, rispetto a quello
    > che concede al fruitore tutti i diritti (eccetto
    > quelli di paternità) sul
    > software.

    ehm... un po' confuso
    il softeare libero e l'open source sono cose decisamente diverse...
    il termine FOSS li mette insieme aggiungendo solo confusione

    > In sostanza Microsoft si è resa conto (dopo
    > altri, come IBM, Sun Microsystems, etc.) che il
    > contributo degli utenti può risolvere in breve
    > tempo ed a costo praticamente nullo un mare di
    > problemi che altrimenti risultano troppo costosi
    > da gestire
    > all'interno.

    mah... mi pare un po' troppo semplicistica come analisi

    > Le cause sul codice copiato e sui brevetti
    > infranti non finiranno, ed anzi, si apre
    > l'ulteriore rischio di cause per qualsiasi pezzo
    > di codice che si trovi in Internet che possa
    > apparire in qualche modo derivato da codice della
    > Microsoft.

    concordo

    > Vero è anche il contrario, e cioè che se qualcuno
    > trovasse nei sorgenti pubblicati dalla Microsoft
    > dei pezzi di codice potenzialmente derivati da
    > software pre-esistente, Microsoft potrebbe
    > trovarsi con qualche gatta da depilare
    > ...

    tranquilli: non troveranno nulla...
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC

    > appunto... semmai ci si aggiunge qualche bel DRM
    > in più e magari lo si associa a qualche chip
    > TC... e a quel punto open o closed poco
    > cambia...
    > ecco a cosa mirano lorsignori...

    Porca troia che fatica che ho fatto a trovarti Crazy!
    Era da una vita che non ti si vedeva.
    Come mai non sei loggato? Hai perso la pass? Va che puoi fartela ridare!

    Ah e non andare al Mc Donald e non festeggiare Halloween che sono tutte cose da capitalisti.
  • - Scritto da: Renji Abarai
    > - Scritto da: CCC
    >
    > > appunto... semmai ci si aggiunge qualche bel DRM
    > > in più e magari lo si associa a qualche chip
    > > TC... e a quel punto open o closed poco
    > > cambia...
    > > ecco a cosa mirano lorsignori...
    >
    > Porca troia che fatica che ho fatto a trovarti
    > Crazy!
    > Era da una vita che non ti si vedeva.
    > Come mai non sei loggato? Hai perso la pass? Va
    > che puoi fartela
    > ridare!
    >
    > Ah e non andare al Mc Donald e non festeggiare
    > Halloween che sono tutte cose da
    > capitalisti.

    Crazy ha vissuto in cantina per anni, spaventandosi di TC e DRM, che potevano avviare una guerra nucleare...ma ormai in Terminator sono tra noi Crazy, ormai e' troppo tardi!!!
    non+autenticato
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