Luca Annunziata
martedì 21 ottobre 2008

Microsoft, l'open source e tutto quanto

Quattro chiacchiere che partono dall'open source e finiscono con Vista. Cosa bolle nel pentolone di Redmond? Punto Informatico ne parla con i responsabili di BigM

La parola torna a Janssen: "Il nostro obiettivo è consentire alle persone di lavorare sulla piattaforma Windows: cerchiamo di rispondere alle domande tecniche, di mettere a disposizione la documentazione necessaria, di chiarire i passaggi poco chiari delle licenze (cita il caso di Visual Studio 2008, ndr). Il nostro lavoro - racconta a Punto Informatico - è quello di trasformare Windows nella migliore piattaforma su piazza: una piattaforma formata da un misto di software open source e proprietario". Laddove necessario, spiega Janssen, BigM interviene anche donando licenze MSDN per consentire una migliore integrazione del OSS nell'ambiente del sistema operativo a finestre.

Pier Paolo Boccadamo di MicrosoftDavanti a tutta questa buona volontà, viene spontaneo azzardare una domanda quasi sfacciata: è possibile pensare ad un Windows del futuro a sorgenti aperti? Le risposte sorprendono: "Quattro anni fa Microsoft non conosceva la parola open source - dice Janssen - oggi sono molti i progetti che tengono conto di questo fattore per il loro sviluppo". "L'open source non è una fantasia, ma una realtà - incalza Boccadamo - Oggi c'è chi sceglie di farsi pagare per i servizi, noi ci facciamo pagare per le licenze. Se domani il mercato dovesse cambiare, noi cambieremo".

E se invece il cambiamento fosse stato già avviato? Magari una faccenda complicata come quella dei driver di Vista, che hanno fatto penare (e in certi casi lo fanno ancora) gli utenti finali, con un codice aperto forse si sarebbe potuta risolvere prima. "Il nostro dramma è che - racconta Boccadamo - a volte a Microsoft vengono imputati problemi che non la riguardano direttamente, come nel caso di driver sviluppati da terze parti per Vista. Da parte nostra, ci impegniamo anche per venire a capo di questi problemi contattando l'azienda coinvolta, perché riteniamo di essere responsabili di quanto immettiamo sul mercato: soprattutto se una periferica è stata certificata per l'utilizzo con Windows".
E sul piano pratico? "Sviluppare un driver per Windows è argomento strettamente pratico - spiega Janssen - Soprattutto Microsoft si deve confrontare con un panorama di possibili device davvero ampio. Linux, che pure ha un sistema di sviluppo dei driver open source, supporta solo una frazione delle periferiche supportate da Windows e ha molti meno utenti. Se Linux dovesse fare fronte ad un parco macchine più ampio, dovrebbe senz'altro rivedere l'approccio allo sviluppo driver".

"I brevetti - prosegue Boccadamo - sono solo uno dei modi di fare affari. Ma non sono il solo". Microsoft ammette che forse, in passato, ci sono state delle comunicazioni imperfette sull'argomento, che hanno finito per alzare un muro che ha impedito il riconoscimento reciproco tra chi sviluppa seguendo i principi dell'open source, e chi invece si affida ad un approccio più tradizionale: "Quello che conta, per noi, è valorizzare il nostro lavoro: ci preme il nostro investimento per lo sviluppo del software venga rispettato, ma ci preme anche costruire un ponte tra il software open source e Microsoft". Per questo, continua, BigM si sta anche impegnando nel migliorare la propria comunicazione in tal senso.

Le conclusioni le tira Janssen: "Giudicateci per quanto abbiamo fatto negli ultimi due anni", dice. Bisognerebbe insomma tener conto del lavoro di Microsoft per lo sviluppo di un plugin per garantire la lettura del formato ODF in Office (e viceversa, con OOXML in OpenOffice), del contributo a PHP, OpenSQL e Apache, del rilascio dei Power Tools per Vista con licenza open, fino all'impegno per l'interoperabilità per il quale oggi esiste persino un centro per i test a Cambridge. Altre novità, promette, sono in arrivo nei prossimi mesi e Microsoft spera che i developers lo tengano presente.

a cura di Luca Annunziata
219 Commenti alla Notizia Microsoft, l'open source e tutto quanto
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  • Adesso si che la faccenda OpenSource si fa spessa... hai hai hai.

    Manca solo overture e le sue farneticazioni pro-potenti e pro-colossi che dettano legge sulle teste dei poveri blebei.... ma... o cavolicchio M$ è proprio uno di questi... mo cosa si inventerà?

    ;)
    non+autenticato
  • infatti è sparitoA bocca aperta
    non+autenticato
  • In effetti e' proprio vero, cosa ne sanno di alta economia 4 cantinari senza ragazza, che vanno al loro proprio colloquio di lavoro in infradito e con la camicia a quadri fuori dai pantaloni?

    Evidentemente nulla. con linux non si e' sicuri di nulla, linux non e' sicuro ne come investimento tecnologico, ne come infestimento finanziario.

    D'altronde che con microsoft Bill Gates e' diventato ricco, mentre con linux stallmann si accontenta di viaggiare il modno dormendo e mangiando a sbafo a casa del cantinaro del luogo, e questo la dice lunga sul modello di business e sulle reali solidita' tecnologiche dei due progetti.

    Investire in linux e' doppiamente sbagliato, sia economicamente che tecnologicamente.
    non+autenticato
  • sono unTroll chiacchieroneTroll chiacchieroneTroll chiacchieroneTroll occhi di fuoriTroll di tutti i colori
    non+autenticato
  • Cosa fa STALLMAN con Linux?

    non ci sono più i troll di una volta
    non+autenticato
  • > e una volta screenshottato cosa ne fai?

    Li metto nel mucchio, insieme agli altri Ficoso
    Nell'archivio c'è di tutto ormai...

    Conosci Deletionpedia (la wiki che contiene le pagine cancellate da wikipedia)?
    http://deletionpedia.dbatley.com/w/index.php?title...
    Ecco, prima o poi qualcuno qui farà una cosa simile a tema Anonimo
  • Tengo a puntualizzare che riempirsi la bocca di Open Source non significa cambiare le proprie politiche commerciali.
    Anche se i sorgenti di Windows vengono pubblicati, questo non significa che le politiche di licensing per l'utilizzo del codice e per la produzione di codice derivato debbano cambiare rispetto alle attuali.

    Non per niente è stato coniato l'acronimo FOSS (Free and Open Source Software), per differenziare il software proprietario che consente l'accesso ai sortenti, rispetto a quello che concede al fruitore tutti i diritti (eccetto quelli di paternità) sul software.

    In sostanza Microsoft si è resa conto (dopo altri, come IBM, Sun Microsystems, etc.) che il contributo degli utenti può risolvere in breve tempo ed a costo praticamente nullo un mare di problemi che altrimenti risultano troppo costosi da gestire all'interno.

    Le cause sul codice copiato e sui brevetti infranti non finiranno, ed anzi, si apre l'ulteriore rischio di cause per qualsiasi pezzo di codice che si trovi in Internet che possa apparire in qualche modo derivato da codice della Microsoft.

    Vero è anche il contrario, e cioè che se qualcuno trovasse nei sorgenti pubblicati dalla Microsoft dei pezzi di codice potenzialmente derivati da software pre-esistente, Microsoft potrebbe trovarsi con qualche gatta da depilare ...
  • il punto è che difficilmente qualcuno sano di mente possa fare il debug aggratis per MS

    l'hanno fatto rilasciando i sorgenti di Singularity e il risultato qual'è stato? semplicemente nessuno ne parla, nessuno ci lavora

    alla fine se tappo i buchi voglio un minimo di riconoscimento, altrimenti davvero si è cantinari squattrinati che lavorano aggratis per una megacorporation che fattura 35 miliardi di dollari l'anno

    per quanto riguarda il discorso del gratis mi pare che MS segua questa linea fin dalla sua nascita, visto che non ha mai fatto nulla di serio per fermare la pirateria
    non+autenticato
  • quoto, con i soldi che hanno, potrebbero avere tutti i programmatori del mondo, ma sperano che sia "quell'altro" a mettere a posto il loro sw...per poi non avere ne un grazie, ne qualche soldino...
    non+autenticato
  • M$ se la prende con la pirateria casalinga: anzi, quello è il veicolo commerciale adottato per creare e mantenere un monopolio.
    Visto che tutti sanno usare Windows ed Office perché ce l'hanno crack'ato a casa, le aziende si trovano di fatto obbligate a scegliere quella piattaforma per risparmiare sui costi di formazione al proprio personale.

    Dopodiché la M$ se la prende con le organizzazioni e le pubbliche amministrazioni, ove regolarmente manca un reale ed oggettivo controllo sul numero delle licenze installate.
    Normalmente l'approccio è inizialmente discreto: sapendo di andare praticamente sul sicuro, vengono offerti dei pacchetti di licenze corporate per mettersi in regola e prevenire ulteriori controlli.

    Se l'azienda si rifiuta (una pubblica amministrazione non lo farà mai, a meno di avere la coscienza perfettamente a posto), a quel punto si passa a vie più concrete e rischiose (in ogni caso più costose).

    Pensa a quanto costerebbe a M$ pagare degli avvocati per fare causa ad ogni privato cittadino: sicuramente più di quanto potrebbe portare a casa.
    Invece con le grosse realtà sono colpi grossi ogni volta.

    Ed una volta che un'organizzazione ha le licenze in regola, ci sono da pagare gli aggiornamenti, ed i nuovi prodotti che vengono rilasciati, e via così, all'infinito.
  • - Scritto da: andy61
    > Tengo a puntualizzare che riempirsi la bocca di
    > Open Source non significa cambiare le proprie
    > politiche
    > commerciali.

    già... e questo M$ lo sa benissimo...

    > Anche se i sorgenti di Windows vengono
    > pubblicati,

    vedere per credere...
    (e non ci credo neanche se lo vedo)

    > questo non significa che le politiche
    > di licensing per l'utilizzo del codice e per la
    > produzione di codice derivato debbano cambiare
    > rispetto alle
    > attuali.

    appunto... semmai ci si aggiunge qualche bel DRM in più e magari lo si associa a qualche chip TC... e a quel punto open o closed poco cambia...
    ecco a cosa mirano lorsignori...

    > Non per niente è stato coniato l'acronimo FOSS
    > (Free and Open Source Software), per
    > differenziare il software proprietario che
    > consente l'accesso ai sortenti, rispetto a quello
    > che concede al fruitore tutti i diritti (eccetto
    > quelli di paternità) sul
    > software.

    ehm... un po' confuso
    il softeare libero e l'open source sono cose decisamente diverse...
    il termine FOSS li mette insieme aggiungendo solo confusione

    > In sostanza Microsoft si è resa conto (dopo
    > altri, come IBM, Sun Microsystems, etc.) che il
    > contributo degli utenti può risolvere in breve
    > tempo ed a costo praticamente nullo un mare di
    > problemi che altrimenti risultano troppo costosi
    > da gestire
    > all'interno.

    mah... mi pare un po' troppo semplicistica come analisi

    > Le cause sul codice copiato e sui brevetti
    > infranti non finiranno, ed anzi, si apre
    > l'ulteriore rischio di cause per qualsiasi pezzo
    > di codice che si trovi in Internet che possa
    > apparire in qualche modo derivato da codice della
    > Microsoft.

    concordo

    > Vero è anche il contrario, e cioè che se qualcuno
    > trovasse nei sorgenti pubblicati dalla Microsoft
    > dei pezzi di codice potenzialmente derivati da
    > software pre-esistente, Microsoft potrebbe
    > trovarsi con qualche gatta da depilare
    > ...

    tranquilli: non troveranno nulla...
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC

    > appunto... semmai ci si aggiunge qualche bel DRM
    > in più e magari lo si associa a qualche chip
    > TC... e a quel punto open o closed poco
    > cambia...
    > ecco a cosa mirano lorsignori...

    Porca troia che fatica che ho fatto a trovarti Crazy!
    Era da una vita che non ti si vedeva.
    Come mai non sei loggato? Hai perso la pass? Va che puoi fartela ridare!

    Ah e non andare al Mc Donald e non festeggiare Halloween che sono tutte cose da capitalisti.
  • - Scritto da: Renji Abarai
    > - Scritto da: CCC
    >
    > > appunto... semmai ci si aggiunge qualche bel DRM
    > > in più e magari lo si associa a qualche chip
    > > TC... e a quel punto open o closed poco
    > > cambia...
    > > ecco a cosa mirano lorsignori...
    >
    > Porca troia che fatica che ho fatto a trovarti
    > Crazy!
    > Era da una vita che non ti si vedeva.
    > Come mai non sei loggato? Hai perso la pass? Va
    > che puoi fartela
    > ridare!
    >
    > Ah e non andare al Mc Donald e non festeggiare
    > Halloween che sono tutte cose da
    > capitalisti.

    Crazy ha vissuto in cantina per anni, spaventandosi di TC e DRM, che potevano avviare una guerra nucleare...ma ormai in Terminator sono tra noi Crazy, ormai e' troppo tardi!!!
    non+autenticato
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