Alfonso Maruccia
giovedì 8 gennaio 2009

Il 2009 inizia bene per i troll dei brevetti

Dalle grandi multinazionali ai pezzi grossi dello spettacolo, nessuno si salva dalla furia delle nuove campagne contro ventilati abusi di brevetto

Roma - Big Corp. sta provando a neutralizzare i professionisti del patent trolling per mezzo del consorzio Allied Security Trust, ma nel frattempo le sanguisughe dell'innovazione statunitense (o presunte tali) sono più attive che mai nel chiamare davanti al giudice una sequela senza fine di persone ed entità commerciali, colpevoli di "abusare" di invenzioni misconosciute registrate all'USPTO e mai messe a frutto dai rispettivi proprietari.

L'ultimo caso a guadagnarsi gli onori della cronaca coinvolge nientemeno che Oprah Winfrey, regina dei talk show americani, eminenza della TV e tra i personaggi più influenti dell'intrattenimento a stelle e strisce: è colpevole, secondo l'accusa, di aver violato il brevetto 7.11.252 per "migliorare il touch & feel su Internet" registrato dall'avvocato-inventore Scott C. Harris.

Harris ha una lunga storia di brevetti e (soprattutto) cause intentate contro i grandi nomi per l'ipotetico utilizzo indebito delle sue IP (proprietà intellettuali) in prodotti commerciali, e ha recentemente concesso alcune di queste IP a una società terza che le ha subito utilizzate per trascinare in tribunale i presunti colpevoli. Winfrey è stata citata dalla società Illinois Computer Research, di proprietà dell'avvocato James Beauregard Parker, e se i rapporti precisi tra Harris e la suddetta ICR non sono attualmente noti, è certo il motivo del contendere, vale a dire la funzionalità di preview del servizio Oprah's Book Club.
Il modo in cui l'Oprah's Club permette agli utenti di consultare estratti delle opere prima dell'acquisto sarebbe già stato coperto dal brevetto di cui sopra, cosa che costringerebbe dunque Winfrey, ma anche Google e parecchi altri a pagare multe e percentuali all'attuale proprietario della IP, vale a dire la suddetta ICR. Oltre alla famosa presentatrice televisiva, la causa cita tra gli altri presunti colpevoli anche Sony, che con i prodotti della serie Bookreader sarebbe in flagrante violazione del brevetto 7.11.252.

Quel che è capitato a Intel, poi, non può essere definito in pieno l'operato di un patent troller di professione, ma nondimeno rappresenta l'ennesimo caso utile a mettere in luce gli effetti negativi dell'attuale sistema dei brevetti sull'innovazione tecnologica. Il chipmaker di Santa Clara avrebbe ottenuto per mano di Steve Jobs le cianografie della circuiteria del processore poi noto come Core 2 Duo e la relativa tecnologia di virtualizzazione integrata. Secondo i detrattori e accusatori il design di uno dei prodotti commerciali più riusciti di Intel sarebbe stato sottratto a Matthew Robert Young, attuale ospite della prigione Snake River in Ontario, Oregon, che ha chiesto la bellezza di 5 miliardi di dollari per quello che lui considera un furto, sostenendo di poter provare di essere "l'unica persona al mondo" in grado di sapere come funziona la CPU.

Nel 2003 Young avrebbe approcciato Jobs con l'intenzione di concedergli (o vendergli) i diritti di sfruttamento di "Lancelot", il nome che l'inventore-ingegnere-carcerato aveva dato a "un computer a prova di hacker e virus con microprocessori multifase". Ma il boss di Apple, sostiene il detenuto, invece di accordarsi con Young avrebbe passato le informazioni a Intel che ne avrebbe tratto poi la sua nuova generazione di processori per il mercato desktop e professionale. Young presenta missive che nelle suo intenzioni dovrebbero rendere chiara la coscienza sporca di Intel nei confronti del suo lavoro di ingegnerizzazione ed evoca le sacre scritture a testimonianza della giustezza del suo operare.

Chi invece in prigione meriterebbe forse di passarci qualche notte per eccesso di verve creativa sono gli autori dei brevetti di IBM, sin troppo attivi nella registrazione ossessivo-compulsiva di IP inutili, risibili o inqualificabili che hanno pensato bene di cominciare il nuovo anno con un nuovo... brevetto, forse meno risibile di quelli precedenti ma sicuramente altrettanto discutibile. L'applicazione di brevetto 7.472.065 parla infatti di un sistema per "generare fenomeni paralinguistici attraverso markup nella sintesi vocale del testo scritto", un meccanismo potenzialmente in grado di donare un tocco di umanità in più ai robot o alle tante voci sintetiche che accompagnano i suoni di stazioni ferroviarie, registrazioni di attesa dei call center e quant'altro.

Alfonso Maruccia
17 Commenti alla Notizia Il 2009 inizia bene per i troll dei brevetti
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  • ma se uno registrasse l' ipocrisia e la malafede,
    quante cause potrebbe intentare
    cominciando dall'avvocato-inventore Scott C. Harris.


    Questo genere di contenziosi rischiano di paralizzare ulteriormente l' economia, dovrebbero essee proibiti per legge.
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    Modificato dall' autore il 08 gennaio 2009 21.52
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  • - Scritto da: earlati
    > ma se uno registrasse l' ipocrisia e la malafede,
    > quante cause potrebbe intentare
    > cominciando dall'avvocato-inventore Scott C.
    > Harris.
    >
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    > Questo genere di contenziosi rischiano di
    > paralizzare ulteriormente l' economia, dovrebbero
    > essee proibiti per
    > legge.
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    > Modificato dall' autore il 08 gennaio 2009 21.52
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    Già...
    non+autenticato
  • la questione è molto semplice... brevetti e copyright sono strumenti che dovrebbero servire a tutelare la proprietà intellettuale... mentre i primi funzionano discretamente, i secondi (i brevetti) mancano di una cosa fondamentale...

    se io vado all'ufficio brevetti e convinco quattro gatti che non hanno mai visto un ciclotrone (acceleratore di particelle) potrei convincerli imparando a memoria una bella recita ad essere stato io ^_^ ma effettivamente io non ne capisco niente in materia!!! XD

    Come successo per NCSoft e il brevetto dei mondi virtuali... Worlds.com ha citato in causa NCSoft per i suoi MMOG, dicendo che hanno utilizzato una loro tecnologia senza licenza: qualche anno fa (quando gia esisteva lineage ultima etc.etc...) ha registrato un brevetto che rappresenta l'idea di un programma che simuli l'interazione con altri utenti all'interno di un mondo virtuale...
    Quanti potrebbero citare in giudizio?? se non tutti i developer, almeno un 50% dei prodotti di oggi sono incentrati su questo concetto... E ripeto che questo concetto non lo hanno inventato certamente loro, anzi se si guarda il loro sito sembra proprio che di questa roba non ne capiscono molto, ci sono un paio di riferimenti buttati li e scopiazzati... e tutto PALESEMENTE ALLA LUCE DEL GIORNO... è orribileTriste
    non+autenticato
  • cioe', vuoi dire che non verificano se tale
    "brevetturo" esiste gia' o meno?

    Dammi fonti su questa cosa.
  • No intendo dire che se pure verificano se il brevetto esiste o meno, tu gli potresti dimostrare la cosa piu assurda del mondo, e se il brevetto non esiste non fanno alcun tipo di ricerca per verificare se effettivamente sei il reale ideatore...potresti essere anche uno che non è riuscito mai ad avere un idea in vita sua e brevettare qualsiasi cosa solo spiegando come funziona in un modo convincente(sembra quasi sulla fiducia XD) se non esiste gia ovviamente il brevetto,o almeno anche se non dovrebbe essere cosi, così accade... era sottointeso scusa.

    In ogni caso non sono mai persone qualunque a fare queste cose, se si cerca bene informazioni o articoli piu dettagliati sono sempre avvocati o gente che ha studi legali che brevetta e poi chiede risarcimenti ... si traduce in un costo zero per le spese legali le uniche da sostenere credo in caso di perdita dell'accusa ... se vincono tutto di guadagnato XD
    non+autenticato
  • I brevetti sembrano ormai solo strumenti per arricchire chi è già ultra ricco e può permettersi un certo numero di avvocati.
    E in Italia si fanno i brevetti che rimangono lì inutilizzati fintanto che scadono... e poi allora sì che vengono utilizzati!!
    E poi si sa che chi ha poco denaro spesso non rinnova nemmeno il brevetto.
    Gli inventori non si beccano così un quattrino e oltre tutto rimangono pure sconosciuti.
    Naturalmente non stò parlando di brevetti fasulli come il famoso doppio cik o le formule matematiche che si applicano nei programmi.
    In compenso si spendono milioni di euro per finanziare "ricercatori" o presunti tali che non sanno cercare neanche i funghi.
  • 1) Progettare una CPU moderna non è una cosa che uno può fare da solo

    2) Se dice di poter dimostrare fattualmente di aver ragione che bisogno ha di affidarsi alla Bibbia?

    To prove Intel's liability, Young cites Romans Chapter 3, verses 19 and 20 of "the supreme law of the LORD GOD OF HOST":

        v. 19 Now we know that what things so ever the law saith, it saith to them who are under the law: that every mouth may be stopped and all the world may become guilty before God.

        v. 20 Therefore by the deeds of the law there shall no flesh be justified in His sight: for by the law is the knowledge of sin.

    "So it follows," Young says, "that liability is upon to those who are under the Law and who have knowledge of it."
  • Bah.
    Usi e costumi.
    In America c'e' un forte senso biblico.
    Fa parte della loro tradizione.
    In Italia non stupirebbe che una accusa e/o difesa in un tribunale civile citasse una parabola evangelica.
    Ci sembrerebbe una esemplificazione ben nota e quindi comprensibile
    Noi siamo pieni di cultura cattolica (ahime, dico io)
    LI sono wasp protestanti (bibbia di re giorgio se ricordo bene) o ebrei. (o indu, buddisti,atei,musulmani, ovvio... parlo delle lobbies di potere e generalizzo)
    Hanno l'accento culturale piu sul vecchio testamento.
    Spesso nelle arringhe americane si sentono queste rodomontate bibliche...
  • Che strano che l'inventore sia un avvocato e il capoccia dell'altra azienda pure... Direi che spiegano abbastanza bene le intenzioni prefissate sin dall'inizio...Con la lingua fuori
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