Gaia Bottà
martedì 3 febbraio 2009

Web, il gratis vacilla?

Venture capitalist restii ad investire, inserzionisti che non spendono per utenti che non cliccano: Chris Anderson ritrae la crisi economica. Mentre gli operatori della rete sono alla disperata ricerca di un modello di business

Roma - La crisi incombe, la gratuità che non sia sorretta da un solido modello di business non rappresenterà più un'architettura sostenibile per coloro che operano in rete. A paventarlo in un articolo sul Wall Street Journal è Chris Anderson, teorico della "coda lunga" ed esperto delle dinamiche di rete. E se certi modelli di business arrancano sotto il peso delle recessione, c'è chi non esita a suggerirne di nuovi e suggestivi: Facebook potrebbe vendersi agli inserzionisti, Facebook potrebbe assumere i contorni di un panel globale di consumatori da sottoporre ad indagini di mercato.

I beni digitali possono essere replicati senza costo alcuno, la rete consente di raggiungere gli anfratti più remoti di un mercato sconfinato, i servizi possono catturare l'interesse di investitori e di inserzionisti: per questo motivo Anderson da tempo sottolinea il valore dei modelli di business basati sulla gratuità, circuiti economici in cui a pagare è un soggetto terzo rispetto all'utente ordinario. Ma la recessione incombe: i venture capitalist, ricorda ora Anderson, esitano ad investire; i colossi della rete operano potature e sfoltimenti piuttosto che andare a caccia di nuove idee e aziende da acquisire.

Guadagnarsi una buona reputazione nel tentativo di racimolare l'attenzione di prodighi investitori non ora è una strategia facilmente perseguibile per le startup, avverte Anderson: offrire gratuitamente i propri prodotti ai cittadini della rete in attesa che un colosso decida di trasformare l'idea in un modello di business non è una strada che si possa decidere di battere in maniera spensierata per un'azienda che non può contare su spalle larghe e casse pingui.Per le aziende che in rete non siano state in grado di inventarsi una tattica per fare cassa, ricorda il teorico della long tail, per le aziende che non possono più sperare nell'epifania di un venture capitalist, c'è la pubblicità. Una pubblicità che non offre però un sicuro ritorno di investimenti alle imprese web. Non basta poter contare su una vasta platea di utenti, non basta nemmeno offrire agli inserzionisti dei bersagli mirati, se gli utenti non sono proni a cliccare. Anderson chiama in causa Facebook: gli inserzionisti sono disposti a pagare poco perché i netizen tendono a non lasciarsi avvincere dall'advertising che popola pagine e profili.

La pubblicità non sembra sempre essere risolutiva, così come non è credibile sperare nell'avvento di colossi della rete in vena di shopping: nonostante Anderson preveda che i modelli di business basati sulla gratuità si esauriranno, suggerisce alle aziende web di dare fondo alla propria creatività e di dare ai propri utenti un motivo per spendere.

È in questo clima di incertezza e di apprensione che si innesta quella che il Telegraph ha definito come l'occasione per Facebook di chiudere i propri bilanci in attivo. Non si tratta di striscianti meccanismi di advertising invasivi e relazionali: Facebook starebbe per diventare "uno dei più grandi database per le ricerche di mercato". Le aziende, prospetta il Telegraph, potrebbero individuare i propri target sulla base dei profili condivisi dagli utenti e potrebbero sottoporli a sondaggi presumibilmente rappresentativi incentrati su prodotti e servizi.

Se è vero che Facebook ha mostrato presso il World Economic Forum di Davos le potenzialità del proprio servizio di poll, non è altrettanto verificabile che i vertici del social network intendano consegnarlo nelle mani di analisti e inserzionisti. Un portavoce di Facebook ha chiarito: si è trattato di un malinteso, il social network non si è ancora ritagliato un modello di business che sappia convertire il successo di pubblico in denaro sonante.

Gaia Bottà
40 Commenti alla Notizia Web, il gratis vacilla?
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  • Ovvero se la maggior parte degli utenti del web, la pubblicità ormai la filtrano (appena vedo un banner neanche leggo e se leggo due secondi dopo non ricordo più un tubo!) allora no che non ha senso appoggiarsi esclusivamente alla pubblicità. Se poi ci aggiungiamo servizi come fooldns stanno freschi.

    Generalizzando: ha ancora senso fare pubblicità? Quella della televisione non la guardo, delle tonnellate di pubblicità che ho visto, l'unico prodotto che ho acquistato sono stati i tresor, che non mi sono piaciuti.

    L'unica utilità che rimane è che durante i film puoi andare in bagnoA bocca aperta

    In ogni caso, parlando di proposte concrete, togliere il pay per click mi sembra un'idea, considerato che molti vedono, ma non cliccano. Si paghi in base alle visite!
    non+autenticato
  • io impiego la mia intelligenza ed arguzia per commentare gratis, ora basta voglio essere pagato per scrivere post,
    dove mi segno? quali sono i siti che pagano per postare?
    era ora...basta coll web gratis
    non+autenticato
  • Non è per dire ma credo che la bottà non abbia sbagliato..da brava giornalista deve riportare notizie di ogni tipo...anche di fonti completamente opposte.Credo..che faccia parte della pluralità dell informazione..
    non+autenticato
  • chi sappiamo ti dirà che E' ignoranza...lascia solo che si accorga del tuo post A bocca aperta
    non+autenticato
  • ECCO CHI HA CAPITO COME DEVONO ESSERE FATTE LE COSE
    Sempre, in ogni ambito, dall' azienda privata alla PA

    http://it.wikipedia.org/wiki/W._Edwards_Deming

    Soltanto questo passo meriterebbe di essere studiato meditato e ripetuto come un mantra fin dalle scuole elementari:
    _______________________________________________
    La chiave è quella di praticare un continuo miglioramento (in giapponese "Kaizen") e pensare di produzione come in un sistema, non come produzione a pezzi. Negli anni '70, la filosofia di Deming è stato riassunta da alcuni dei suoi fautori giapponesi con il seguente paragone 'a'-versus-'b':

    (A) Quando le persone e le organizzazioni si concentrano principalmente sulla qualità, definita dal seguente rapporto,

    Qualità = Risultati degli sforzi di lavoro/Costi totali

    Tende ad aumentare la qualità e la caduta dei costi nel corso del tempo.

    (B) Tuttavia, quando le persone e le organizzazioni si concentrano principalmente sui costi (spesso fattore dominante / tipico comportamento umano), i costi tendono ad aumentare e la qualità diminuisce con il tempo.
    ------------------------------------------------

    MA Lo fanno studiare all' Universita'?

    Un quadro con i principi espressi da quest' uomo dovrebbe stare APPESO A CARATTERI CUBITALI nelle stanze di ogni azienda che si rispetti.
  • Miiiiiiiiiii, uno trova un link su wikipedia , che p i critica a piè fermo, e subito fa il professore!
    Non hai fatto studi di economia vero?
    Sai, chi parla di pubblicità non cita certo la produzione...
    Certo che lo studiamo , eccome se lo studiamo, noi!
    Ma sai, c'è un piccolo particolare.....
    Deming parla di industria, merce rarissima nei paesi occidentali!
    Non storcere il naso, da noi è il cd "terziario" che produce più p.i.l....
    Ma visto che vuoi studiare ti consiglio Manuel Castells, spagnolo, e il suo "La nascita della società in rete".
    Fa parte di una trilogia,voluminoso e difficile, pieno di tecnicismi e grafici di non facile lettura per i profani ma visto che secondo te l'università non serve a nulla leggilo!
    Ps costa un 34,50 € ma sono 800 pagine!
    Che diamine, va bene citare wikipedia ma non si può certo spiegare l'economia in rete con due paragrafi che per giunta riportano a uno studioso dell'evoluzione indistriale!
    La norma è di studiare e citare ciò che si conosce e non di riportare link a casaccio dopo ricerce on-line, fatte magari proprio con google!
    Così rischiate di fare figure di m....!
    E dire che di link ce ne sono eccome, di ricerche anche ma il problema è che ci vuole un bagaglio culturale per poterle capire.
    A questo servono gli attuali 5 anni di università, anni di studio e sacrificio che tu con la tua battuta hai fatto capire di non aver fatto....
    Non l'ho digerita proprio e ti dico che se non fosse stato per le università te col cavolo oggi potresti navigare in internet e sparare commenti sarcastici su chi si fa un mazzo tanto per migliorare il web lasciandolo libero e fruibile a tutti.
    Ideologia di base dello studente di sociologia della comunicazione: gli viene spiegato nel primo semestre del primo anno l'utilità del sapere libero e del perché il web deve essere a portata di tutti, con gli annessi limiti che esso pone...
    Cultura spicciola la tua che però ti porterà a una visione molto parziale del mondo e ad essere fregato dal primo "venditore di fumo" che ti si parerà davanti.
    Sarò arrogante ma dopo 5 anni e due master permetti che se leggo una fregnaccia mi viene lo sfizio di far presente a chi l'ha scritta che ha sbagliato?
    non+autenticato
  • Rispetto per te che hai fatto 2 master etc etc blà blà blà,pero' credo dovresti imparare una cosa che a università non insegnano : l'umiltà.

    Vero,il ragazzo ha scritto una fregnaccia,anche io ho fatto università e di master ne ho fatto uno solo ,ma non mi pongo dall'alto in basso come hai fatto tu con lui,un altra cosa,e' anche grazie a persone come me,di qualche generazione prima della tua,se tu hai potuto studiare e farti 2 master,non dimenticare questo "piccolo" dettaglio,e ricordati anche che quando ti troverai nel "vero" mondo del lavoro il significato vero della parola "umiltà" te lo insegnerà qualche persona sicuramente meno preparata di te.

    Umiltà.... Visto che hai studiato molto come me dovresti conoscerne il significato senza magari andare su wikipedia o google.

    P.s. aveva ragione il mio povero nonno a dire:
    A volte,più studiano e più si rincoglioniscono.....

    Ciao e in bocca al lupo per la tua carriera.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mah
    >
    > Umiltà.... Visto che hai studiato molto come me
    > dovresti conoscerne il significato senza magari
    > andare su wikipedia o
    > google.

    complimenti, arroganza allo stato puro
    non+autenticato
  • Miiiiiiiiiii, uno trova un link su wikipedia , che p i critica a piè fermo, e subito fa il professore!

    no, vabbeh o è un bot, o uno studio sociologico sui flame

    non ci credo che sia DAVVERO così, che creda in quello che dice...
    non+autenticato
  • - Scritto da: 01234
    > Miiiiiiiiiii, uno trova un link su wikipedia ,
    > che p i critica a piè fermo, e subito fa il
    > professore!
    >
    > no, vabbeh o è un bot, o uno studio sociologico
    > sui
    > flame
    >
    > non ci credo che sia DAVVERO così, che creda in
    > quello che
    > dice...

    NONO io credo in quello cheho scritto...
    piuttosto bisogna vedere COSA e' stato capito.

    La critica all' uni?

    NAaaaaaa

    Via lettura e comprensione di un testo sono cose cosi' difficili?
    Certamente se lo si fa con troppa prevenzione e carica emotiva
  • Guarda che la mia non era una critica alle universita' ma alle AZIENDE ... anche perche' mi vien da pensare che nelle aziende italiane visto il tuo elevato livello culturale, di laureati ce ne stanno mediamente pochini.... e non mi riferisco tanto alle grandi ma alle PMI.

    E mi riferisco alle aziende pubbliche e alla PA in generale dove il VERBO e' TAGLI ALLA SPPESA... ma la qualita' rimane sempre la stessa.

    E' vero che NON mi occupo di economia non e' il mio settore, mi occupo di informatica ma che il principio vigente in questo paese sia quasi sempre il contrario di quello che ho sopra sottolineato NON occorre una laurea per verificarlo, basta girare le aziende sia pubbliche che private.

    Inoltre dove sta scritto che questo NON valga anche nel terziario? Vale ovunque... e' vero che questo DEMING io personalmente l' ho scoperto di recente (SAI perdonami se alla facolta' di chimica Deming e i suoi colleghi non si studiano ) ma QUELLA regola e' UNIVERSALE e non c'entra un cavolo che il PRODOTTO sia qualcosa di materiale o meno, un manufatto piuttosto che un servizio la regola dei costi/qualita' .

    IO nel terziario CI LAVORO e vuoi che non sappia come operano le aziende? MAssimo guadagno con il massimo sforzo da parte della forza lavoro e minimo da parte dei dirigenti; taglio dei costi, specialmente a carico delle paghe e la Qualita' come optional perche' guardacaso COSTA in termini di risorse umane...

    sara' un caso che in questo paese le risorse umane siano l' ultima cosa che si prende in considerazione rispetto a molti altri paesi che ci fanno concorrenza?

    Cosa c' entra con l' articolo ?

    Era una risposta a questo:
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2540119&m=254...

    Mi sta bene essere criticato ma forse prima occorrerebbe leggere meglio cio' che si va criticando. Ma tu sei partito per a tangente...

    PS ribadisco che la mia NON voleva essere una critica all' insegnamento universitario, di cui conosco bene il valore.

    visto che sei un filosofo mi aspettavo che la prendessi con piu' "filosofia"
  • tra parentesi se cerchi toyotismo o just-in-time trovi molta più roba su Deming e noterai che la Fiat ha importato il suo modello nelle fabbriche del sud Italia, in primis quella "nuovissima" di Melfi, dove è molto alta l'astrazione del lavoratore da ciò che fa.....
    Ma questa è sociologia del lavoro, affascinante e molto sviluppata in Italia già dagli anni '50, vedi i rapporti ISTAT per farti un'idea....
    non+autenticato
  • > Ma questa è sociologia del lavoro, affascinante e
    > molto sviluppata in Italia già dagli anni '50,
    > vedi i rapporti ISTAT per farti
    > un'idea....
    Sicuro? A me sembra di vedere tante aziede alla dilbertA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: filosofo
    > tra parentesi se cerchi toyotismo o just-in-time
    > trovi molta più roba su Deming e noterai che la
    > Fiat ha importato il suo modello nelle fabbriche
    > del sud Italia,

    HAHHAHA... quando? prima o dopo l' acquisto dell' Alfa?

    Quello della bassa qualita' e' sempre stato un cruccio dell' industria automobilistica italiana almeno nei segmenti piu' popolari... e non serve una laurea per capirlo, bastava aver letto quattroruote di una quindicina di anni fa'

    FIAT ha sempre avuto dei REPARTI all' avanguardia ma nel complesso i principi di DEMING non se li sognavano nemmeno la notte

    Una delle pochissime aziende italiane che veramente li ha applicati e' stata l' Olivetti ai tempi dell' Ing. Olivetti...

    Mai studiato il caso OLIVETTI? SAi di che parlo?
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    Modificato dall' autore il 03 febbraio 2009 18.22
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  • ... sarà solo il FINTO gratis (finalmente!)
    non+autenticato
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