Claudio Tamburrino

Toyota muove la sedia con il pensiero

La macchina risponde istantaneamente agli ordini impartiti

Roma - Toyota in collaborazione con ricercatori giapponesi ha sviluppato una sedia a rotelle che si muove con la forza del pensiero, basata sulla tecnologia (di per sé non nuova) dell'elettroencefalografia (EEG), la registrazione dell'attività elettrica dell'encefalo.

La Brain Machine Interface(BMI) sviluppata si fonda su un cappuccio con sensori per rilevare le onde cerebrali e da un computer che analizza le informazioni così ottenute e le invia alla sedia a rotelle che applica i comandi.

Le maggiori difficoltà che hanno limitato le esperienze precedenti sono relative ai tempi d'attesa fra comando e azione: la sedia a rotelle di Toyota impiega solamente 125 millesimi di secondo a muoversi in risposta al comando ricevuto (gira a destra, sinistra, avanti o indietro). Quindi reagisce pressoché istantaneamente. Per fermarla, invece, occorre gonfiare una guancia, azione rilevata da un sensore. Il sistema, inoltre, è sviluppato in modo da adattarsi al singolo passeggero, anche se non è ancora stato specificato come.
Toyota, che sta dedicando parte delle proprie risorse alla ricerca robotica, sta inoltre lavorando su i-Real, un triciclo elettronico sulla scia del robopattino Segway, e sui robot domestici. Punterà ora a preparare velocemente il nuovo prodotto per il commercio sanitario e a studiare le onde cerebrali generate dalle emozioni e dalle altre funzioni del cervello.

Mentre altri tentativi si stanno facendo per tecnologizzare le sedie a rotelle, come la robosedia a comando vocale in fase di sviluppo al Massachusetts Insitute of Technology, si sta investendo molto anche sui possibili utilizzi della EEG in altri campi.
Honda dal 2000 sta lavorando ad Asimo, robot umanoide controllabile anche con la forza del pensiero. Lawrence Farwell, fondatore di Brain Fingerprinting, ha sviluppato una tecnologia che definisce più accurata della tradizionale macchina della verità. Peraltro la lettura degli impulsi cerebrali era già stata utilizzata nel campo dei videogiochi ed in Italia si sta lavorando con applicativi per PC.



Claudio Tamburrino
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