Roma - Gli ingegneri del CERN di Ginevra in teoria stanno per
ultimare le riparazioni ai danni occorsi al
Large Hadron Collider (LHC), che dovrebbe
entrare finalmente in azione ad ottobre, dopo
anni di rinvii. Questa scadenza potrebbe però essere
ulteriormente posticipata a causa della
scoperta di altre due perdite che inficerebbero il regolare svolgimento degli esperimenti.
Vista la necessità di alzare la temperatura degli ambienti che ospitano il
LHC per intervenire, è probabile che questo potrebbe entrare in funzione, secondo le previsioni del CERN, verso la fine di novembre.
Inizialmente il
first beam era stato
programmato per lo scorso settembre ma una fuga di elio aveva costretto gli scienziati a rimandare i quattro esperimenti programmati. La comunità scientifica era stata costretta ad aumentare il tempo di attesa per le risposte che, si spera, i professori del CERN forniranno una volta riparati i guasti del più grande
collider mai costruito.
La corsa al
Bosone di Higgs, la cosiddetta
particella di dio, si protrarrà ancora, a meno che gli scienziati che lavorano presso l'acceleratore di particelle
Tevatron di Chicago, più piccolo e meno potente del LHC, non riescano a catturarlo per primi.
(G.P.)