Giorgio Pontico

Google offre una scialuppa ai quotidiani

BigG pensa ad un modo indolore per indottrinare gli utenti alle pay-per-news. Entro un anno si pagherà per tenersi informati. Almeno così propongono da Mountain View

Roma - Estendere le funzioni di Google Checkout, la piattaforma per pagamenti Web alternativa a PayPal. Corrispondere agli editori statunitensi un compenso giudicato sufficiente da Newspaper Association of America. Sdoganare definitivamente i micropagamenti quale passo essenziale per accedere alle news online. Google cambia così il suo atteggiamento nei confronti dell'industria delle notizie.

In passato BigG si era riparata dalle accuse degli editori ponendo davanti a sé l'enorme mole di traffico indirizzato verso le maggiori testate grazie al suo aggregatore di notizie. Ciò non era bastato per far prevalere l'iniziale linea di pensiero di Mountain View: Associated Press e NewsCorp in particolare avevano criticato da diverse posizioni il modus operandi di Google News.

La mossa di BigG potrebbe divenire il primo passo di un lungo cammino, quello che dovrebbe far tornare in positivo i bilanci dei quotidiani, per molti dei quali lo sbarco sul Web ha significato un calo degli introiti. Invece della copia cartacea appena uscita dalle rotative, gli utenti sottoscriveranno, secondo le modalità prevista dalle singole testate, una sorta di abbonamento indispensabile per fruire dei contenuti.
Nel documento con cui Google ha comunicato il cambiamento di rotta a Newspaper Association of America viene chiarito il valore di una Rete open, distinguendone però il significato da quello di free e giustificando quindi le pretese economiche di chi produce contenuti.

La chiave per un proficua collaborazione starà, a detta di Google, nella semplicità di pagamento offerta ai futuri clienti, che dovranno avere a propria disposizione un'ampia gamma di opzioni, favorendo in questo modo la produzione di contenuti di alto livello. Il tutto per smuovere un mercato, quello dell'editoria online, che secondo i produttori fatica a stare a galla.

Una prima subscription page era comparsa già sulla versione online del Wall Street Journal, quotidiano di proprietà di Rupert Murdoch: colui che già da tempo tuonava contro le news gratuite. Resta da capire se gli utenti saranno d'accordo con questo nuovo modello di business.

Giorgio Pontico
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17 Commenti alla Notizia Google offre una scialuppa ai quotidiani
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  • e strano dopo f1 anche i giornali gli inglesi si credono padroni del mondo ma che facciano a pegamento solo in inghilterra non nel mondo ed poi loro sono padroni f1 calcio e tutti i mondiali di sport e gia loro prendono un mucchio di dollari ed se li mettono sulle loro banche.
    ma se fosse vietato saremo noi il popolo di google ad fare le notizie ed gratuite .
    abasso gli inglesi e wiva google
    non+autenticato
  • Ci saranno le notizie a pagamento, ma per le cose importanti ci sarà sempre l'ansa, poi la concorrenza porterà un ribasso degli abbonamenti news, dopo ci saranno i giornali free con spot pubblicitari e alla fine sarà tutto come è adesso, non cambia una cippa, tanto alla gente per rimanere informati basta la radio, che da il servizio ogni ora gratis, se si sarà interessati ad una notizia in particolare la si troverà di fisso free in qualche angolo di internet, Murdoc vuole chiudere il flusso free delle notizie con un colapasta, invece di uscire dal rubinetto grosso "google" usciranno da tanti forellini sparsi qua e la, ma l'acqua che uscirà sarà sempre la stessa, internet è così!!!
    non+autenticato
  • Sperando che dopo n giorni (la notizia ormai non dovrebbe avere più valore dopo un po') le rendano pubbliche. Del tipo: se la vuoi leggere oggi paghi x dollari. Se sei disposto a leggerla tra una settimana è gratis. Perchè? Perchè se cerco su Google notizie riguardanti eventi di 3 mesi fa non trovo quelle delle testate a pagamento se non le rendono pubbliche.
    non+autenticato
  • Scusa eh, perché una settimana?
    Dovresti pagare MENO già solo perché non ce "distribuzione" del giornale e tutta la catena che ci sta dietro...non c'è la carta...blablabla...alla fine della fiera DEVI pagare di meno per UNA notizia.
    Ed il fattore tempo non c'entra una cippa
    non+autenticato
  • Ecco il problema: non esiste il micropagamento.
    Fino a quando i pagamenti online saranno monopolio delle carte di credito (con costi esagerati per chi vende), a nessuno sarà permesso di pagare 1 centesimo, o mezzo, o 5c per volta.
    Ci toccherà fare miniabbonamenti tipo Skebby che offre tagli minimi di 10 Euro (e che me ne faccio di 200 SMS? Li mandiamo in 1 anno tra tutta la famiglia!)
    Funz
    13017
  • - Scritto da: Funz
    > Ecco il problema: non esiste il micropagamento.
    > Fino a quando i pagamenti online saranno
    > monopolio delle carte di credito (con costi
    > esagerati per chi vende), a nessuno sarà permesso
    > di pagare 1 centesimo, o mezzo, o 5c per volta.
    >
    > Ci toccherà fare miniabbonamenti tipo Skebby che
    > offre tagli minimi di 10 Euro (e che me ne faccio
    > di 200 SMS? Li mandiamo in 1 anno tra tutta la
    > famiglia!)


    magari carichi un certo credito e poi lo utilizzi fino ad esuairmento.
    Un po' come quando fai le ricariche per i mmorpg free.
    non+autenticato
  • - Scritto da: dassadsdd
    > magari carichi un certo credito e poi lo utilizzi
    > fino ad
    > esuairmento.
    > Un po' come quando fai le ricariche per i mmorpg
    > free.

    Ma magari mi serve leggere solo un articolo su una rivista scientifica a pagamento, o voglio giocare una volta ogni tanto a un gioco online... ci sono tante cose che senza micropagamenti sono impossibili.
    Funz
    13017
  • L' acquisto dei singoli articoli sulle riviste scientifiche esista già oggi, e viene usato in certi casi dai professionisti, anche se di solito si preferisce usare la formula dell' abbonamento (spesso sono gli universitari ad aver bisogno di tali articoli, e le università di solito hanno l' abbonamento completo)

    Una piattaforma di micropagamenti generica, con commissioni basse, può invece avere la sua utilità per le donazioni o gli acquisti online (perchè PayPal deve avere il quasi-monopolio? avere un po' di concorrenza non è male)

    In realtà Google non ha inventato nulla di nuovo, sta solo approfittando del caos relativo alle news a pagamento per cercare di rilanciare una piattaforma poco conosciuta (Checkout).
    non+autenticato
  • "Resta da capire se gli utenti saranno d'accordo..."

    Credo che gli utenti invece di sborsare seppur minime cifre torneranno ad accendere la TV.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessio
    > "Resta da capire se gli utenti saranno
    > d'accordo..."
    >
    > Credo che gli utenti invece di sborsare seppur
    > minime cifre torneranno ad accendere la
    > TV.

    Tanto l'informazione libera sara' sempre gratuita.

    Quella di regime, se vogliono farla pagare, facciano pure.
    Si renderanno conto rapidamente di come sta girando il fumo.
  • Quello che chiedono non funzionerà.
    Sgabbio
    26177
  • inizia a ricaricare la postepay per P.I. Sorride)
    non+autenticato
  • No no meraviglia delle meraviglie...

    Informazione passiva della TV = merda

    Informazione di regime a pagamento farà gridare a gran voce, ma che sono impazziti?!?! Devo pure pagare per sentirmi dire minchiate?

    La gente pagante chiederà chiarezza e completezza, ma anche la verità.

    A quel punto o mi dai della buona informazione o non ti pago più e la cerco altrove, gratuita e anche non annacquata.

    Potrebbe essere la loro rovina come anche la loro salvezza. Se tutti pagassimo i media sarebbero liberi dal ricatto dei potenti e ci darebbero buona informazione. Succederà mai?

    Oppure moriranno e ciò che c'è di libero e auto-prodotto vincerà.

    Si stanno giocando tutto in questo periodo.
    non+autenticato
  • iRoby scrive: la gente pagante chiederà chiarezza e completezza, ma anche la verità.

    Magari! Teoricamente potrebbe farlo da subito (art. 11, cost.), ma pare non sia avvertita come emergenza pubblica. Il problema è che l'alternativa alla TV non è internet, ma la scuola. Senza istruzione su internet cerchi al massimo suonerie da scaricare .. e infatti: tagli agli organici insegnanti (su posti esistenti, naturalmente),tetti che ti crollano in testa, riduzione delle ore di italiano alle medie (e al biennio delle superiori devono leggere in classe perchè ancora sillabano).

    Per la manovra sulla scuola passa un progetto di società, rimandiamolo al mittente.
  • - Scritto da: iRoby
    > No no meraviglia delle meraviglie...
    >
    > Informazione passiva della TV = merda
    >
    > Informazione di regime a pagamento farà gridare a
    > gran voce, ma che sono impazziti?!?! Devo pure
    > pagare per sentirmi dire
    > minchiate?
    >
    > La gente pagante chiederà chiarezza e
    > completezza, ma anche la
    > verità.

    la massa paga purchè venga ammaestrata a farlo, non importa cosa ci sia dentro la notizia, tanto verrà bevuta nella maggiorparte dei casi

    vedi ad esempio quelli che comprano l'Unità, Il Giornale....
    non+autenticato
  • > Credo che gli utenti invece di sborsare seppur
    > minime cifre torneranno ad accendere la
    > TV.

    O ad usare WikiNews o simili (e più utenti si mettono ad usarlo, più notizie si potranno leggere)

    In alternativa, ci sono sempre i vecchi ma validi newsgroup.
    non+autenticato
  • penso che chi ha un minimo di cervello, e su internet ce ne sono tanti, preferiranno leggere quei quotidiani/notiziari/siti di news free o comunque dove le notizie sono scritte come si deve.
    Per dire, se facessero Ilgiornale a pagamento, tempo il giorno dopo ed il sito lo visiterebbero solo i bot dei motori di ricerca...giusto per ribadire che quelli a pagamento dovranno avere un alto rapporto qualità_news/prezzo altrimenti ciccia!
    non+autenticato