Giorgio Pontico

API nel futuro di Wolfram Alpha

API e App: il progetto di Wolfram è alla ricerca di una nuova spinta per competere con i rivali e accaparrarsi un posto nel search che conta

Roma - Dopo mesi di altalena le statistiche di accesso di Wolfram Alpha sembrano aver finalmente trovato una regolarità. Come rilevato da ComScore, una volta esauritosi l'entusiasmo iniziale nei confronti del motore computazionale, non tutti sembravano poi così attratti dalle sue peculiarità.

Di questo fatto sembra essersi accorta l'equipe del dotto Wolfram, che negli ultimi tempi si sarebbe impegnata per sfornare idee utili ad aumentarne l'appetibilità: la scorsa settimana, ad esempio, sono state rilasciate le nuove API promesse qualche mese fa. Stando a quanto dichiarato da alcuni esponenti del team di sviluppo l'obiettivo che si spera di raggiungere tramite questa release è quello di coinvolgere il maggior numero di sviluppatori.

A differenza di molti strumenti simili le API di Wolfram Alpha non saranno completamente gratuite: il prezzo sarà determinato sulla base del numero delle chiamate effettuate attraverso le applicazioni. Nei Wolfram Lab sono stati individuati tre piani di distribuzione in base alle necessità ipotizzate e alla quantità di accessi da supportare. Dai 60 a 2100 dollari per il Developer & Personal Use Plans (da 1000 a 50mila accessi mensili) per poi arrivare alle fasce aziendali, i cui costi possono anche arrivare a 220mila dollari al mese per 10 milioni di accessi.
Rimane quindi da vedere se Wolfram Alpha sarà in grado di ritagliarsi uno spazio soddisfacente dell'arena dei serach engine, dove si sta consolidando l'idea che per contrastare la leadership di Google si debba proporre un approccio alternativo alla ricerca dei dati.

Bing e Wolfram Alpha sono due esempi che, in maniera diversa, si distaccano dalla filosofia di Mountain View: mentre il primo sembra riuscito a rosicchiare qualche punto, il secondo ha faticato a mantenere le alte statistiche di accesso che avevano caratterizzato le sue prime settimane di vita.

Tra le altre iniziative spicca anche il rilascio di una propria app per iPhone, che al costo di circa 40 euro permetterà di consultare le decine di terabyte che compongono il database di Wolfram Alpha.

Giorgio Pontico
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