Claudio Tamburrino

App Store, un po' di trasparenza

Per gli sviluppatori sarà possibile sapere in che fase della procedura di approvazione si trovi il proprio prodotto. Tutto qui. Mistero fitto permane sui criteri di Cupertino

Roma - Apple ha iniziato a fare un po' di chiarezza sull'iter necessario all'approvazione di un'applicazione iPhone: non rilascia ancora disposizioni precise sulle modalità di scelta, ma permette agli sviluppatori di seguire il progredire della loro domanda.

Pur non diradando l'alone di mistero che aleggia sulla procedura per accedere all'App Store, viene almeno risolta una delle difficoltà evidenziate dagli sviluppatori terzi: i problemi derivanti dal non riuscire a contattare agevolmente i responsabili Apple per avere informazioni.

Ora sarà possibile per loro seguire l'avanzamento della procedura sul Dev Center Apple, lo spazio dedicato agli sviluppatori di applicazioni per App Store. Il sito mostra le domande di approvazione sottoposte con accanto lo stato in cui si trovano, tra cui "in attesa di esame", "in esame", "pronta per la vendita" o "rifiutata". Ogni applicazione, quindi, avrà una data e una tempistica approssimativa.
L'unica previsione che prima veniva data da Cupertino era che il 96 per cento delle applicazioni proposte erano approvate entro 14 giorni.

Il problema principale resta naturalmente la prevedibilità delle decisioni di Cupertino: i motivi che possono spingere al rifiuto sono innumerevoli (dalla natura dei contenuti alla sovrapposizione di funzionalità già presenti sul Melafonino). Si parla anche di eccessiva discrezionalità da parte di Apple, che sembra compiere le proprie scelte senza una logica univoca.

Tanto che alcuni sviluppatori terzi si sono detti frustrati e stufi dell'anticamera di App Store e delle sue ombre: fra di loro spicca Joe Hewitt, il creatore dell'applicazione Facebook per iPhone, che dichiara di averne abbastanza e di abbandonare la piattaforma. E lo farebbe esclusivamente a causa della politica di gestione dell'App Store di Cupertino, che "rischia di rappresentare un pericoloso precedente sulla strada delle approvazioni necessarie per sviluppare software". Hewitt inizierà quindi a lavorare su un'altro progetto, sempre per Facebook.

Claudio Tamburrino
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