Alfonso Maruccia

Galileo, assegnate le prime commissioni

Il risorto progetto di GPS europeo batte i primi colpi finanziari. Ora ci sono i soldi, i contratti e una data (il 2014) entro cui il network dovrebbe diventare operativo

Roma - Il risorto progetto Galileo, pensato per funzionare da sostituto del vecchio e scalcinato GPS di matrice statunitense nelle applicazioni di geolocalizzazione assegna i suoi primi contratti. La UE ha comunicato il nome delle aziende a cui andranno le ricche commissioni per la costruzione e il lancio dei satelliti della nuova rete, stabilendo altresì nel 2014 il termine previsto per la sua entrata in funzione.

Alla tedesca OHB System AG andrà dunque la fetta più grossa della torta europea, 566 milioni di euro per la costruzione dei primi 14 satelliti Galileo con una piccola porzione (85 milioni) assegnata alla società italo-francese Thales Alenia Space che si occuperà della fornitura dei sistemi di supporto. Ad Arianespace France andranno infine 397 milioni per le operazioni di lancio dei satelliti nello spazio.

Il primo lancio avverrà nel 2012, a bordo di un razzo Soyuz di produzione russa. Con Galileo, dice l'Unione Europea, la rete GPS americana verrà più che raddoppiata e la geolocalizzazione guadagnerà una copertura molto migliore soprattutto nelle latitudini del nord Europa e nelle città popolate da grattacieli (che possono bloccare il segnale GPS standard).
Naturalmente entusiaste le opinioni dei protagonisti coinvolti nel progetto, con la tedesca OHB che parla di "un enorme successo" per l'industria del paese e un evento di portata significativa in funzione dell'indipendenza dell'Europa nel settore dell'high-tech.

Quanto pagheranno i contribuenti europei per il nuovo network di geolocalizzazione? Le stime parlano di un costo complessivo di 3,4 miliardi di euro, ferma restando l'incognita ancora aperta di un ulteriore gruppo di 18 satelliti (oltre ai 14 iniziali) per cui vanno ancora assegnate le commesse. In pole position per la loro costruzione ci sono la succitata OHB e il consorzio franco-tedesco EADS Astrium GmbH.

Alfonso Maruccia
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