Giorgio Pontico

In Italia Internet arranca

Schiacciata da una pressoché totale mancanza di stimoli da parte del Governo e da una sostanziale ignoranza dell'utente medio, la Rete italiana sta perdendo il treno. Lasciando a piedi l'intero Stivale

Roma - L'evoluzione di Internet e dei servizi che ne derivano, e il conseguente adeguamento delle infrastrutture su cui essa poggia, non corrono di pari passo. Non è una novità ma, per quanto riguarda lo scenario italiano, la situazione appare più complicata di quanto non sia invece nei paesi attualmente al top nel settore. Questo in sintesi è quanto emerso durante l'intervento di Nicola D'Angelo, commissario AGCOM, al Broadband Summit 2010 tenutosi a Roma questa settimana.

Lo sviluppo delle tecnologie di connessione dislocate lungo lo stivale non è inquadrato in un progetto coordinato dallo Stato: si tratta al contrario dell'azione di imprese private e di alcuni comparti della pubblica amministrazione locale. A causa di questa mancanza di sinergie, culminata con il congelamento degli 800 milioni di euro promessi per l'adeguamento della banda larga, l'Italia rischierebbe quindi di arrivare impreparata all'avvento del cosiddetto Web 3.0: "È una situazione da dentro o fuori - insiste il commissario - bisogna sapere cogliere il valore di quello che è un fondamentale processo evolutivo totalizzante dal punto di vista antropologico".

A evidenziare l'arretratezza italiana in questo campo vi sono anche i numerosi rapporti stilati da Akamai negli ultimi mesi, che pongono il Belpaese quasi sempre al di sotto della media degli stati tecnologicamente all'avanguardia. A sostegno di questa generale impressione vi è anche una regolamentazione nebulosa, non supportata adeguatamente dal Governo che lascia trasparire, sempre secondo D'Angelo, una totale mancanza di visione da parte dello stesso.
Gli accessi a Internet, specialmente nel Nord, passano attraverso un mosaico di ISP di dimensioni medio-piccole che nella maggior parte dei casi realizzano da sé la propria infrastruttura, sia che si tratti di fibra ottica che di hotspot wireless. Il rischio di una Rete a più velocità, come sottolineato da Pasquale Maria Cioffi, rappresentante al convegno la Provincia di Milano, potrebbe comportare in futuro una maggiore differenza di sviluppo culturale di soggetti di per sé simili ma residenti in aree con diversa penetrazione delle infrastrutture di Rete. Sia che si tratti di bambini o di aziende, la formazione e lo sviluppo si indirizzeranno in maniera diversa a seconda della cultura del Web e della consapevolezza dei servizi ad esso legati.

Gli operatori, da Telecom Italia a MC-link, sono concordi nell'affermare che dovrebbe essere il Governo a rivestire il ruolo di promotore della diffusione della banda larga: ma è stato fatto notare come, in mancanza di un ministero dedicato appositamente al controllo delle telecomunicazioni, risulti difficile immaginare sforzi ulteriori a quelli già prodotti. Inoltre, come aggiunge Andrea Podda di Tiscali, ogni tentativo di garantire l'accesso a Internet via WiFi, pubblico o privato, si scontra con la legislazione italiana che, imponendo l'autenticazione dell'utente, impedisce una fruizione agile di quello che invece dovrebbe essere un servizio da sfruttare e implementare su scala nazionale.

A fare da contraltare alla teoria condivisa della necessità crescente di banda vi è una questione sollevata da alcuni operatori circa l'effettiva utilità dell'implementazione di nuove tecnologie, prendendo in considerazione quelli che sono gli effettivi utilizzi - sia da parte di aziende che di privati - della capacità di banda messa a loro disposizione: i dati presentati mostrano un quadro in cui emerge la figura di un netizen italiano poco consapevole delle potenzialità offerte dalla Rete. Anche i fornitori di servizi, come ha ammesso Nadia Benabdallah di Vodafone, in passato hanno commesso errori non affiancando al debutto di una tecnologia un'efficace marketing, capace di dare quel boost fondamentale per la definitiva consacrazione: è il caso della rete UMTS sviluppata da Vodafone nel 2000, ma che fino al 2002 non ha visto un volume di traffico consistente.

Si è parlato, in conclusione, anche del Decreto Romani: la domanda girata ai presenti riguarda le motivazioni del Governo, bollato come broadcasting oriented, che ha preferito equiparare Internet alla televisione e non viceversa, ponendo in luce quelli che appaiono essere i limiti del testo di legge entrato definitivamente in vigore il 30 marzo. Per l'ex ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, le modifiche seguenti la prima stesura rappresentano sì un leggero miglioramento ma non sono sufficienti, tuttavia, per eliminare ogni possibilità di fraintendimento: "Così facendo - ha concluso l'esponente del PD - in futuro potrebbero scaturire molti contenziosi in materia".

Giorgio Pontico
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110 Commenti alla Notizia In Italia Internet arranca
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  • Altro che totale mancanza di visione... ci vedono benissimo. Berlusconi sa bene che internet è una minaccia per la televisione: su internet si trovano le notizie, i film eccetera. Più internet = meno spettatori per la TV, e per Berlusconi la televisione ha il doppio scopo di business tramite le sue tv commerciali e di organo per la formazione del consenso.
    non+autenticato
  • i cittadini votano con la pancia.se il o un governo di destra distribuisce soldi a destra e a manca in modo non diretto,cosa che sta facendo questo governo "socialista",la gente lo vota anche perchè non esiste alternativa.chi propone manette facili o la solita ritrita equazione destra uguale ignorante non ha capito ovviamente nulla.le persone normalmente votano per interessi.quasi nessuno crede che bossi sia un bifolco o che le sparate sulla RU486(preciso,la pillola procura anche la morte e non è come una aspirina,quindi informarsi prima di scrivere cose non vere..)siano uscite così.è una precisa strategia.e qui chiudo.non pensate che sia tutto prevedibile.chi propone grillo o il trattore,sappiate che sono assolutamente convinto che siano pagati dal cav.internet per i vecchi e i giornalisti(miei colleghi..) è un pericolo.stop.come voi vorrei web per tutti e corsi per i vecchi.ma così non sarà.
    non+autenticato
  • > quasi nessuno crede che bossi sia un
    > bifolco

    Lui è un furbo, ad esserlo sono quelli che lo votano. Per rendersi conto di quanto sia basso il livello culturale medio del leghista, basta osservare una loro manifestazione o ascoltare i loro raffinati discorsi.

    > o che le sparate sulla RU486 (preciso,la
    > pillola procura anche la morte e non è come una
    > aspirina, quindi informarsi prima di scrivere cose
    > non vere..)

    Appunto, informarsi prima di scrivere.

    L'acido acetilsalicilico (principio attivo dell'aspirina) può provocare uno shock anafilattico con conseguente morte.

    In secondo luogo, anche la chirurgia può portare al decesso.
    non+autenticato
  • Certo è facile sparare cavolate e gettare fango su persone e partiti, e poi non volere una adeguata risposta. Non porta sicuramente onore a codeste "culturate" e "raffinate" persone.
    non+autenticato
  • > Certo è facile sparare cavolate e gettare fango
    > su persone e partiti

    Si, si, torna pure a farti fare il lavaggio del cervello dal tg4...
    non+autenticato
  • Pasquale Maria Cioffi dà per scontato che la velocità della connessione ad internet determina lo sviluppo culturale.
    Come dire che prima dell'invenzione di Internet, o quando c'era solo il 56k, eravamo tutti ignoranti.
    Dante ovviamente navigava a 9 Mega al secondo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vitalij
    > Pasquale Maria Cioffi dà per scontato che la
    > velocità della connessione ad internet determina
    > lo sviluppo
    > culturale.
    > Come dire che prima dell'invenzione di Internet,
    > o quando c'era solo il 56k, eravamo tutti
    > ignoranti.
    > Dante ovviamente navigava a 9 Mega al secondo!

    oltreutto l'aumento di banda va a favore solo di chi la cultura non sa nemmeno cosa sia, ovvero tutti coloro che consumano il 90% di banda mondiale, cioè la massa che cazzaggia 24 ore al giorno su youtube, faceboo, siti porno e emule

    in fondo per sfogliare wikipedia basta mezzo megabit, il resto è fuffa da politicanti e ragazzini frustrati

    io ho imparato di più negli anni 90 col 32k che ora con tutta la merda multimediale inutile che si trova in rete

    detto questo è giusto migliorare la banda, ma farne un problema culturale "gravissimo" è solo propaganda acchiappa-ingenui
    non+autenticato
  • - Scritto da: wijomika
    > oltreutto l'aumento di banda va a favore solo di
    > chi la cultura non sa nemmeno cosa sia, ovvero
    > tutti coloro che consumano il 90% di banda
    > mondiale, cioè la massa che cazzaggia 24 ore al
    > giorno su youtube, faceboo, siti porno e
    > emule

    Infatti si creerebbe molta più cultura riportandola in televisione, da cui è praticamente sparita. Cercare di imitare il canale Arte franco-tedesco o la BBC non mi sembra impossibile.

    >
    > in fondo per sfogliare wikipedia basta mezzo
    > megabit, il resto è fuffa da politicanti e
    > ragazzini
    > frustrati

    Già. Infatti la vera differenza di possibilità sta tra chi ha accesso al web, a qualunque velocità, e chi no.

    >
    > io ho imparato di più negli anni 90 col 32k che
    > ora con tutta la merda multimediale inutile che
    > si trova in
    > rete

    Questo anche perché, a parte UniNettuno, le università italiane rispetto a pubblicare le lezioni stanno a carissimo amico.

    >
    > detto questo è giusto migliorare la banda, ma
    > farne un problema culturale "gravissimo" è solo
    > propaganda
    > acchiappa-ingenui

    Mi sembra un po' una tattica da striscia la notizia: sottolineare problemi secondari, distraendo da quelli veri. C'è anche da dire che i problemi veri fanno meno audience.
    non+autenticato
  • no questo no.. la università di milano bicocca mette le lezioni in rete (o meglio solo le slide, ma sono belle documentate) (parlo di informatica), è vero che le slide in ppt occupano pochi kb (o mb) ma ci sono altre università che pubblicano le slide, lo sò perchè ho visto qualche slide mentre cercavo qualche informazione di python mi sembra. (a sono disponibili a tutti)
    non+autenticato
  • - Scritto da: gabryfan82
    > no questo no.. la università di milano bicocca
    > mette le lezioni in rete (o meglio solo le slide,
    > ma sono belle documentate) (parlo di
    > informatica), è vero che le slide in ppt occupano
    > pochi kb (o mb) ma ci sono altre università che
    > pubblicano le slide, lo sò perchè ho visto
    > qualche slide mentre cercavo qualche informazione
    > di python mi sembra. (a sono disponibili a
    > tutti)

    Queste sono iniziative lodevoli e sicuramente positive. Però dalle slide documentate al video in streaming della lezione, sarai d'accordo con me, la differenza è grossa.
    E ricordiamoci che queste sono le iniziative dei corsi di informatica. Immagina cosa succede per i corsi di letteratura!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vitalij
    > Pasquale Maria Cioffi dà per scontato che la
    > velocità della connessione ad internet determina
    > lo sviluppo
    > culturale.
    > Come dire che prima dell'invenzione di Internet,
    > o quando c'era solo il 56k, eravamo tutti
    > ignoranti.
    > Dante ovviamente navigava a 9 Mega al secondo!

    Banda non è uguale a cultura, però banda equivale a "possibilità", se poi uno ci vuole andare solo su youporn o facebook quelli sono affari suoi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > Banda non è uguale a cultura, però banda equivale
    > a "possibilità", se poi uno ci vuole andare solo
    > su youporn o facebook quelli sono affari
    > suoi.
    Appunto: se costruisci una biblioteca, l'utilizzo peggiore che ti può capitare è quello di farci circolare il Corriere dello Sport o Topolino.
    Se organizzi meglio e dai più soldi alle scuole elementari, medie e superiori, non rischi niente.
    Qui si sta dicendo che il fatto che il cittadino non abbia la banda larga possa avere meno possibilità culturali. Allora contiamo anche le possibilità culturali che gli togliamo con questa scuola e queste biblioteche. Se un cittadino non ha mai sentito parlare dei romanzieri e dei filosofi; quando gli dai la banda larga, quello cercherà notizie su Amici o il Grande Fratello.
    Che qualcuno dica che il problema della cultura è quello della banda larga, mi fa decisamente ridere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vitalij
    > - Scritto da: Lemon
    > > Banda non è uguale a cultura, però banda
    > equivale
    > > a "possibilità", se poi uno ci vuole andare solo
    > > su youporn o facebook quelli sono affari
    > > suoi.
    > Appunto: se costruisci una biblioteca, l'utilizzo
    > peggiore che ti può capitare è quello di farci
    > circolare il Corriere dello Sport o
    > Topolino.
    > Se organizzi meglio e dai più soldi alle scuole
    > elementari, medie e superiori, non rischi
    > niente.
    > Qui si sta dicendo che il fatto che il cittadino
    > non abbia la banda larga possa avere meno
    > possibilità culturali. Allora contiamo anche le
    > possibilità culturali che gli togliamo con questa
    > scuola e queste biblioteche. Se un cittadino non
    > ha mai sentito parlare dei romanzieri e dei
    > filosofi; quando gli dai la banda larga, quello
    > cercherà notizie su Amici o il Grande
    > Fratello.
    > Che qualcuno dica che il problema della cultura è
    > quello della banda larga, mi fa decisamente
    > ridere.

    Hai poco da ridere.
    Anzi fai ridere!
    Se non capisci la relazione che c'è tra le 2 cose (internet e strumenti di comunicazione e cultura) sei fortemente carente "culturalmente parlando".
    Lo sviluppo maggiore alla rete viene dalle università (storicamente parlando) il web è nato al CERN.
    I progetti come il progetto gutemberg ti dicono nulla?
    http://www.gutenberg.org/wiki/Main_Page

    Anzi a proposito di gutemberg...
    Il tuo discorso ricorda tanto quello di certi "dotti" che volevano bruciare gutemberg e giudicavano la stampa un danno o inutile nella migliore delle ipotesi.
    Sarebbe come se gli artigiani dell'epoca invece di investire in botteghe, professionalità (in italia sono nati i caratteri più leggibili) e macchine tipografiche avessero detto che era meglio aumentare i conventi degli amanuensi.
    Come se le due cose poi avessero una relazione causa effetto tra loro!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > Hai poco da ridere.
    > Anzi fai ridere!
    Evidentemente mi sono spiegato male. Provo a spiegarmi meglio.
    Dare la banda larga e basta è come mettere a disposizione di un cittadino una biblioteca immensa senza dirgli quali sono gli scrittori, i filosofi, gli scienziati che hanno scritto i libri che potrebbero interessargli.
    Non si crea crescita intellettuale mettendo solo a disposizione contenuti immensi. Si deve dare una panoramica dei contenuti a volo d'uccello.
    Poi la tecnologia è indifferente: che la cultura venga trasmessa oralmente, via telegrafo, coi libri, col fax o con internet è completamente indifferente: deve esserci scelta e deve esserci una panoramica delle possibili opzioni.

    > Se non capisci la relazione che c'è tra le 2 cose
    > (internet e strumenti di comunicazione e cultura)
    > sei fortemente carente "culturalmente
    > parlando".
    > Lo sviluppo maggiore alla rete viene dalle
    > università (storicamente parlando) il web è nato
    > al CERN.
    > I progetti come il progetto gutemberg ti dicono
    > nulla?
    > http://www.gutenberg.org/wiki/Main_Page

    Analogamente potrei accusarti di sottovalutare la portata culturale delle scuole e delle biblioteche.
    A proposito di siti culturalmente importanti, forse ti sei dimenticato di Gallica, della biblioteca nazionale francese:
    http://gallica.bnf.fr/
    E forse anche di Eurozine, un network di riviste di qualità europee:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Eurozine
    >
    > Anzi a proposito di gutemberg...
    > Il tuo discorso ricorda tanto quello di certi
    > "dotti" che volevano bruciare gutemberg e
    > giudicavano la stampa un danno o inutile nella
    > migliore delle
    > ipotesi.
    > Sarebbe come se gli artigiani dell'epoca invece
    > di investire in botteghe, professionalità (in
    > italia sono nati i caratteri più leggibili) e
    > macchine tipografiche avessero detto che era
    > meglio aumentare i conventi degli
    > amanuensi.
    > Come se le due cose poi avessero una relazione
    > causa effetto tra loro!
    Ho colto il paragone, ma non riesco a capire dove vuoi andare a parare.
    I libri stampati si sono diffusi anche con l'alfabetizzazione di una percentuale sempre crescente di persone e con gli insegnanti che raccontavano agli alunni le opere considerate più significative.
    Stai dicendo che Internet può sostituire la scuola? Che basta mettere l'ADSL in casa di una persona per farla diventare acculturata?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vitalij
    > - Scritto da: ullala
    > > Hai poco da ridere.
    > > Anzi fai ridere!
    > Evidentemente mi sono spiegato male. Provo a
    > spiegarmi
    > meglio.
    vediamo...

    > Dare la banda larga e basta è come mettere a
    > disposizione di un cittadino una biblioteca
    > immensa senza dirgli quali sono gli scrittori, i
    > filosofi, gli scienziati che hanno scritto i
    > libri che potrebbero
    > interessargli.

    E mi pare bene!

    > Non si crea crescita intellettuale mettendo solo
    > a disposizione contenuti immensi. Si deve dare
    > una panoramica dei contenuti a volo
    > d'uccello.

    Figuriamoci senza!

    > Poi la tecnologia è indifferente: che la cultura
    > venga trasmessa oralmente, via telegrafo, coi
    > libri, col fax o con internet è completamente
    > indifferente: deve esserci scelta e deve esserci
    > una panoramica delle possibili
    > opzioni.

    Non è indifferente e la cultura non si "trasmette" come tu sembri ipotizzare da un contenitore "pieno di sapere" a un contenitore "vuoto" discente!
    La cultura (quella vera) è fatta di milioni di interazioni bidirezionali tra individui, ciò che facilita queste interazioni non è cultura in se ma facilita la crescita della cultura!
    Questo è in sintesi la rete!
    La rete non è cultura in se ma le interazioni tra gli umani che la compongono SI!

    >
    > > Se non capisci la relazione che c'è tra le 2
    > cose
    > > (internet e strumenti di comunicazione e
    > cultura)
    > > sei fortemente carente "culturalmente
    > > parlando".
    > > Lo sviluppo maggiore alla rete viene dalle
    > > università (storicamente parlando) il web è nato
    > > al CERN.
    > > I progetti come il progetto gutemberg ti dicono
    > > nulla?
    > > http://www.gutenberg.org/wiki/Main_Page
    >
    > Analogamente potrei accusarti di sottovalutare la
    > portata culturale delle scuole e delle
    > biblioteche.
    > A proposito di siti culturalmente importanti,
    > forse ti sei dimenticato di Gallica, della
    > biblioteca nazionale
    > francese:
    > http://gallica.bnf.fr/
    > E forse anche di Eurozine, un network di riviste
    > di qualità
    > europee:
    > http://en.wikipedia.org/wiki/Eurozine

    Io non sottovaluto nulla tu sottovaluti la rete sostenendo (chissa a che scopo) che è alternativa alla cultura (il che è un ossimoro data la non relazione tra le due).

    > >
    > > Anzi a proposito di gutemberg...
    > > Il tuo discorso ricorda tanto quello di certi
    > > "dotti" che volevano bruciare gutemberg e
    > > giudicavano la stampa un danno o inutile nella
    > > migliore delle
    > > ipotesi.
    > > Sarebbe come se gli artigiani dell'epoca invece
    > > di investire in botteghe, professionalità (in
    > > italia sono nati i caratteri più leggibili) e
    > > macchine tipografiche avessero detto che era
    > > meglio aumentare i conventi degli
    > > amanuensi.
    > > Come se le due cose poi avessero una relazione
    > > causa effetto tra loro!
    > Ho colto il paragone, ma non riesco a capire dove
    > vuoi andare a
    > parare.
    > I libri stampati si sono diffusi anche con
    > l'alfabetizzazione di una percentuale sempre
    > crescente di persone e con gli insegnanti che
    > raccontavano agli alunni le opere considerate più
    > significative.
    > Stai dicendo che Internet può sostituire la
    > scuola? Che basta mettere l'ADSL in casa di una
    > persona per farla diventare
    > acculturata?

    No sto dicendo che è più semplice far diventare acculturata una persona con l'ADSL in casa e che a differenza di quello che pensi maggior diffusione e maggior disponibilità della rete significa più scuole e più biblioteche e più gente che spiega (o se credi professori).
    Sto dicendo che dire che invece di investire sulla rete è meglio fare una biblioteca significa nel medio termine avere meno biblioteche e molti più ignoranti!
    Esattamente come dare fuoco a gutemberg e alle macchine da stampa avrebbe significato avere più analfabeti e non perchè la stampa in se insegnasse a leggere (o fosse cultura... no era solo un mezzo) ma perchè (come la rete) facilita l'interazione tra gli umani e lo scambio attivo di pensiero (non passivo travaso).
    Ripeto dare fuoco a gutemberg e fare un convento in più avrebbe lasciato il mondo nel medioevo!
    E con questo chiudo e...
    Spero tu abbia capito il madornale errore che stai facendo.
    E che in questo modo tutto fai tranne che aiutare la cultura!
    non+autenticato
  • - Scritto da: ullala
    > Non è indifferente e la cultura non si
    > "trasmette" come tu sembri ipotizzare da un
    > contenitore "pieno di sapere" a un contenitore
    > "vuoto"
    > discente!
    > La cultura (quella vera) è fatta di milioni di
    > interazioni bidirezionali tra individui, ciò che
    > facilita queste interazioni non è cultura in se
    > ma facilita la crescita della
    > cultura!
    > Questo è in sintesi la rete!
    > La rete non è cultura in se ma le interazioni tra
    > gli umani che la compongono
    > SI!

    Lungi da me dire che la mente è una tabula rasa!
    Le principali funzionalità di interazione del web richiedono pochissima banda. I vari forum e community sono abbastanza leggeri e non mi sembra possa esserci un grosso svantaggio per chi non abbia la banda larga.
    Inoltre, le modalità di interazione off-line sono molto più ricche, perché permettono gesti, espressioni del volto, condivisioni di pasti, spostarsi insieme da un posto all'altro... devo continuare?
    Ci sono troppe cose che concorrono a fare la cultura di una società e che la rete non potrà mai sostituire.

    > Io non sottovaluto nulla tu sottovaluti la rete
    > sostenendo (chissa a che scopo) che è alternativa
    > alla cultura (il che è un ossimoro data la non
    > relazione tra le
    > due).

    Ancora non ci capiamo. Io sto dicendo che una persona che non ha internet può benissimo essere una persona di cultura quanto una persona che ce l'ha.
    Se io dicessi che internet è alternativo alla cultura affermerei (tra le altre cose) che sono un completo ignorante, visto che sto usando internet.

    > No sto dicendo che è più semplice far diventare
    > acculturata una persona con l'ADSL in casa e che
    > a differenza di quello che pensi maggior
    > diffusione e maggior disponibilità della rete
    > significa più scuole e più biblioteche e più
    > gente che spiega (o se credi
    > professori).
    Immagino tu intenda scuole digitali e biblioteche digitali...

    > Sto dicendo che dire che invece di investire
    > sulla rete è meglio fare una biblioteca significa
    > nel medio termine avere meno biblioteche e molti
    > più
    > ignoranti!
    Me lo potresti spiegare meglio per favore?

    > Esattamente come dare fuoco a gutemberg e alle
    > macchine da stampa avrebbe significato avere più
    > analfabeti e non perchè la stampa in se
    > insegnasse a leggere (o fosse cultura... no era
    > solo un mezzo) ma perchè (come la rete) facilita
    > l'interazione tra gli umani e lo scambio attivo
    > di pensiero (non passivo
    > travaso).
    > Ripeto dare fuoco a gutemberg e fare un convento
    > in più avrebbe lasciato il mondo nel
    > medioevo!
    Il paragone con Gutenberg regge fino ad un certo punto. Per quasi un millennio nei conventi non si poteva mettere in discussione il pensiero di Platone e Aristotele (a seconda dei secoli prevaleva l'uno o l'altro) e questo ha rallentato lo sviluppo di nuove idee. La fine del medioevo è coincisa con lo sviluppo dei commerci, che hanno permesso tantissime contaminazioni con culture diverse del Mediterraneo. Certo, anche la stampa dei libri è stata importantissima.
    Nelle scuole, università e biblioteche adesso si può eccome mettere in discussione il pensiero di Platone e Aristotele. Con tutta l'immigrazione che c'è gli scambi interculturali sono quasi inevitabili, per fortuna.
    Insomma, potendo scegliere tra far incontrare i cittadini di persona e farli incontrare in un luogo virtuale, preferisco la prima alternativa.
    non+autenticato
  • Là il "progetto coordinato dallo Stato" lo troverete di sicuro.
    non+autenticato
  • Sempre i soliti ignoranti che associano innovazione a parti politiche ben distinte..

    Non vedo perchè se uno dice internet libero è comunista.
    se uno parla bene di grillo è comunista.
    se uno è per il sw libero è comunista.
    se uno parla male di silvio è comunista.

    Se tutti questi erano comunisti a quest'ora non stavamo qui a parlarne.

    Te devi essere della lega.. cioè con il cervello al 1861
    non+autenticato
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