Claudio Tamburrino

Banda larga, l'alleanza per la fibra

Telecom chiede collaborazione in vista di Expo 2015. Wind, Vodafone e Fastweb presentano il loro piano alternativo. Tiscali un WiFi per la PA. Agcom e Romani invitano al dialogo, Assoprovider chiede la tutela della concorrenza

Roma - È stato presentato oggi il progetto congiunto "2010 fibra ottica per l'Italia" di Vodafone, Wind e Fastweb, con il quale si prevede, per una prima fase, il cablaggio in fibra di 15 città italiane per un investimento complessivo di circa 2,5 miliardi di euro. Si attende ora di vedere se Telecom Italia intenderà collaborare con le tre, nonché il quadro regolamentare che verrà stabilito dal Governo.

La prima sperimentazione è prevista nell'area di Collina Fleming a Roma, e prevede di collegare circa 7mila abitazioni entro luglio 2010. Inizialmente considerato un piano per una rete in fibra ottica alternativa a Telecom, appare ora come un progetto aperto ai capitali e all'impegno di altri operatori, compresa Telecom, cui sarebbe richiesto di mettere in comune e a disposizione la rete esistente. D'altronde, hanno affermato i tre, "il mercato italiano è in grado di ripagare una sola rete di nuova generazione e la dimensione finanziaria dell'iniziativa richiede necessariamente la concreta disponibilità ad un progetto di condivisione degli investimenti". E come ha spiegato l'AD di Wind, Luigi Gubitosi, "la fibra ottica nel paese non è un problema di una singola azienda ma di politica economica": motivo per il quale non avrebbe senso "questo progetto senza Telcom, come non ha senso per Telecom fare il progetto senza di noi".

Questo è, d'altronde, l'auspicio di Agcom e del viceministro Romani, che hanno espressamente chiarito la necessità del coinvolgimento di Telecom nel progetto. "Non credo che Fastweb, Wind e Vodafone vogliano fare una rete di nuova generazione senza Telecom Italia", ha detto Calabrò auspicandosi il dialogo. Più diretto ancora Romani che, esprimendo comunque il proprio apprezzamento per il piano, ha affermato che "è obbligatorio coinvolgere Telecom Italia".
L'AD di Telecom Italia Franco Bernabé si è peraltro già espresso a riguardo, affermando di essere pronto a cercare soluzioni comuni sulla rete per la Banda larga, ma con regole comuni e accordo. Bernabé ha inoltre affermato che "siamo pronti a condividere possibili infrastrutture, a esaminare proposte che vadano nella direzione di una miglior efficienza del sistema, ma questo non implica che cambieremo i nostri programmi di investimento sulla rete. Metteremo la fibra dove serve in coerenza con il nostro piano che resta quel che è".

Bernabé ha poi rilanciato: "Telecom Italia è pronta, in coordinamento con l'Authority, a studiare lo switch off della rete in rame a Milano in vista dell'Expo 2015. Anziché polemizzare su cifre e problemi teorici, cominciamo a eliminare a Milano la vecchia rete in rame sostituendola con la nuova rete in fibra". Milano, insomma, come banco di prova della possibile collaborazione e del quadro regolamentare/manageriale in cui si inserirà lo sviluppo della fibra ottica italiana. Anche in considerazione del fatto che il progetto One Network della Lombardia esclude Milano.

Oltre a Telecom, poi, è stato il Governo ad essere chiamato in causa nel progetto, con la richiesta dei proponenti di avviare il processo di creazione della "Società per la Fibra" chiamando al tavolo tutti gli operatori e le Istituzioni del settore.

Proprio in questi giorni il ministro per i rapporti con il Parlamento Elio Vito ha dovuto ritornare sulla questione del digital divide, affermando] che "il Piano Nazionale Banda Larga sta andando avanti, soprattutto ottimizzando le risorse a disposizione", tanto che "grazie agli interventi fino ad oggi avviati, si prevede che entro il 2010, altri 2,6 milioni di cittadini potranno connettersi". E che entro il 2012 tutto il territorio dovrebbe essere coperto, cancellando il digital divide.

Pur rimanendo ancora congelati gli 800 milioni promessi, ha spiegato Vito, sono stati finora stanziali un totale di 135 milioni di euro (84 milioni statali e 51 milioni regionali ed europei) più i circa150 milioni del "Piano di sviluppo rurale regionale per la Banda larga".

Accanto alle risorse messe a disposizione del Governo e dei piani che verranno adottati, occorre peraltro verificare le modalità con cui si metteranno in pratica e le regole che si svilupperanno. Su questo tema arriva il monito di Assoprovider, affinché la corsa alla fibra "non diventi un cappio". La preoccupazione, così espressa, è relativa alla necessità di tutelare la concorrenza in questo nuovo settore che rischia di venire annientata dagli incumbent. "Il bisogno del nostro paese di infrastrutture a banda ultralarga - dice l'organizzazione - non può e non deve essere l'occasione per rendere il futuro della collettività condizionabile da un gruppo ristretto e chiuso di operatori difficilmente descrivibili come benefattori del nostro paese, anche alla luce delle recenti vicende giudiziarie".

La creazione di un polo forte, se non accompagnata da regolamenti efficaci, rischia di ridurre l'utente a non aver scelta, lasciando il mercato ingessato: "Le unità immobiliari infatti potrebbero perdere ongi possibilità di scegliere il fornitore anche al di fuori dei tre soggetti. Per superare in modo definitivo questo pericolo la soluzione è assegnare all'unita immobiliare il pieno controllo del mezzo trasmissivo ed in particolare per garantire l'indipendenza reciproca dei servizi è altamente auspicabile che il cablaggio passivo sia di tipo FTTH".

"Senza una regolamentazione opportuna sull'uso di cavidotti esistenti e in costruzione - nota inoltre Assoprovider - il rischio è che l'operatore saturi volontariamente le risorse disponibili per impedire l'accesso ad altri operatori o per determinare a proprio piacimento il costo del transito per qualsiasi altro soggetto".

Alla ricerca di soluzioni e possibili vie alternative alla connessione (e al mercato connesso) anche Tiscali, che ha, per esempio, lanciato Open-Net, una soluzione di "municipal wireless" ad hoc per le pubbliche amministrazioni interessate a dotare gli spazi pubblici ed aree comuni di hot spot per consentire la connessione alla Rete in maniera semplice e gratuita. Adattabile al singolo comune: "Una volta completata la semplice procedura di identificazione e registrazione via web o sms - spiega l'operatore - gli utenti potranno navigare e telefonare via Internet gratuitamente e senza limiti di tempo da tutti i punti di accesso della rete Open Net". In attesa che i piani di medio e lungo periodo dei grandi gruppi e del Governo vengano messi in pratica, d'altronde, il problema italiano del digital divide rimane.

Claudio Tamburrino
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16 Commenti alla Notizia Banda larga, l'alleanza per la fibra
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    non+autenticato
  • C'è ancora chi va a 56k !!!!!!!! Copritela questa italia
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mario Busana
    > C'è ancora chi va a 56k !!!!!!!! Copritela questa
    > italia

    L'orografia dell'Italia è troppo complessa per essere cablata tutta per bene. A meno di un progetto pubblico finanziato pubblicamente per cablare tutte le zone anche quelle in perdita verranno cablate solo le città e in un secondo tempo i comuni/zone più densamente popolate. Fine.
    Sarebbe forse meglio puntare ed investire di più anche su connettività wireless per riuscire a coprire degnamente anche le zone un po' isolate.
    non+autenticato
  • Progetto Prometeo intrapreso dalla Telecom dieci anni fa (circa) in cui tutte le case venivano cablate in fibra ??? I ricordi si perdono come lacrime nella pioggia.

    Diciamo che stavamo avanti, siamo tornati indietro, e per fortuna stiamo tornando avanti. La conquista della fibra si fa dura, dato che ora Telecom ha l'acqua alla gola.

    Spero che la libera concorrenza e normative "sensate" possano solo che giovare all'utente.
  • - Scritto da: kallsu
    > Progetto Prometeo intrapreso dalla Telecom dieci
    > anni fa (circa) in cui tutte le case venivano
    > cablate in fibra ??? I ricordi si perdono come
    > lacrime nella
    > pioggia.
    >
    > Diciamo che stavamo avanti, siamo tornati
    > indietro, e per fortuna stiamo tornando avanti.
    > La conquista della fibra si fa dura, dato che ora
    > Telecom ha l'acqua alla
    > gola.
    >
    > Spero che la libera concorrenza e normative
    > "sensate" possano solo che giovare
    > all'utente.

    Si narra che a Ghotham City, un giorno iniziò il progetto Prometeo per cablare l'intero mondo in fibra ottica.

    Ma il ministro Penguin, disse che la fibra ottica era una perdita di tempo perché c'era la tecnologia di compressione che poteva duplicare la banda del doppino e allora il progetto non fu cestinato, ma passò in mano a varie aziende municipali tra le quali AAGMGC (Azienda Acqua Gas Municipale di Gotham City).

    La AAGMGC creò con altre aziende una consociata dal nome misterioso, e mise tanti cartelli colorati nella città di Gotham City con scritto "Stiamo lavorando per Voi !", buttò per aria le strade e mise fibre ovunque.

    Poi in piena bolla speculativa del 2001 la AAGMGC pensò di ritarsi dagli affari e le sue azioni in borsa in due giorni passarono ad un quinto del loro valore. Nessuno sapeva come mai, e del resto nessuno ha mai capito nè il perché il 10% delle proprie partecipazioni era finito nelle mani dei dirigenti del comune di Gotham City nè il motivo per cui questi le liquidarono giusto un momento prima, senza ovviamente sapere che sarebbero crollate.

    Così il Joker prese quei cartelli e cancellando il "Voi" e aggiungendo il "Me", rilevò con capitali esteri, parte di quanto rimasto e degli edifici, di questa azienda, consolidò il servizio a nome di un'altra azienda e con questa diffuse a caro prezzo la fibra sia in Gotham City che in molti altri luoghi.

    Dove era Batman ? Era in vacanza con Cat Woman ... chiamalo scemo !
    non+autenticato
  • così come per il gas o l'elettricità è oramai evidente quanto sia importante e necessario avere un'unica rete fisica gestita da un operatore che non fornisce il servizio di connettività. la stessa cosa dovrebbe valere per i telefoni: rete unica, separata, e più operatori (providers) che vendono solamente il servizio.
    ma mentre per i telefoni le reti ci sono già (e sono di proprietà dei providers) per la banda larga è ancora in gran parte da costruire. sarebbe davvero una buona occasione per costruirla secondo queste nuove esigenze, affidandone la realizzazione e la gestione ad una società che non sia un provider.
  • Molto vero, ma telecom ha fatto sapere come non modificherà i propri piani, per separare la rete dai gestori serve l'intervento del governo (come poi fanno in europa paesi più civilizzati).
    Ridicolo ricablare milano in fibra, solita politica di facciata, mentre il resto d'italia arranca ed il backbone non ha banda "ma l'utente ha 100mbit" lol. Ma pensate alla rete nazionale che per l'ultimo miglio il doppino fa ancora il suo (sporco in upload) lavoro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: marcocavicchioli
    > così come per il gas o l'elettricità è oramai
    > evidente quanto sia importante e necessario avere
    > un'unica rete fisica gestita da un operatore che
    > non fornisce il servizio di connettività. la
    > stessa cosa dovrebbe valere per i telefoni: rete
    > unica, separata, e più operatori (providers) che
    > vendono solamente il servizio.
    >

    Anche perché quando ci sono da fare i cablaggi alla fine, la persona che esce e il tecnico che ti ritrovi in casa, qualsiasi provider tu abbia, quello che stende i cavi per le comunicazioni, quello che è l'unico autorizzato ad intervenire sulle telecomunicazioni aeroportuali o militari, non lavora per Telecom ma per un'altra azienda che di solito si chiama SIRTI ed è la stessa che prendeva gli appalti pubblici per la SIP.

    Per esempio a casa mia arriva la rete Tiscali diretta in fibra, da cui poi sono smistate le 20mb, il tecnico che mi ha portato il "Pirellino" (cioè il modem Pirelli, sviluppato per Telecom per la connessione telefonica), era di SIRTI, anzi lo conoscevo perché era lo stesso che era già venuto da me per riparare la precedente linea Telecom.

    La differenza era che 10 anni fa (e per me è ancora così ) la bolletta Tiscali (due linee telefoniche, + ADSL a piena banda da 4mb, di allora ora 8mb, più telefonate di durata illimitata, in tutta Italia solo scatto alla risposta di 15 centesimi e gratuite su rete Tiscali) di 20 euro al mese + gli scatti, era circa un quarto della singola linea telecom + adsl a singhiozzo che avevo prima a 40 euro+canone + telefonate tariffate a distanza.

    Chiaramente se Tiscali non arrivava da te all'ultimo miglio, la loro offerta non potevi averla e dovevi pagare per servizi meno performanti 30 euro.

    Ma i tecnici dell'ultimo miglio erano sempre gli stessi e i cavi dell'ultimo miglio erano ancora quelli della SIP, cioè erano ancora gli stessi che aveva pagato mio nonno e che adesso mi proponevano di riaffittare mediante un soggetto terzo e un sistema di subappalti, gli stessi che adesso cableranno la fibra, pagando tecnici e cavi con gli aiuti del governo, cioè con le nostre tasse, per poi riaffittarcela e la storia continua.
    non+autenticato
  • almeno per il nord italia una alternativa esiste www.eolo.it
    dateci un'occhiataSorride
    non+autenticato
  • Non solo al nord , ma qui al sud ne abbiamo altre e performanti.
    non+autenticato
  • Inoltre l'iniziativa di tiscali arriva ultima sul panorama nazionale.
    non+autenticato
  • Ecco un altro NAT-o ieri…Imbarazzato
    non+autenticato
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