Alfonso Maruccia

Foxconn, la rete e la carota

Più soldi in busta paga, dispositivi di sicurezza sui tetti. Mentre i big dell'elettronica dicono di voler indagare sulle pratiche nelle fabbriche cinesi, a Est cercano di cautelarsi in ogni modo

Roma - Contro l'inferno di Foxconn, il management aziendale prova a rasserenare gli animi esasperati dei lavoratori promettendo un sostanzioso aumento su un salario che è però esiguo (rispetto agli standard occidentali). La fabbrica al momento più chiacchierata della Cina invia memorandum ai dipendenti tesi a rassicurarli, e ci tiene a precisare che anche in caso di suicidio non ci saranno conseguenze legali per la catena di montaggio.

Nel memo pubblicato online Foxconn si premura prima di tutto di consigliare i lavoratori, proponendo loro di servirsi delle linee di aiuto disponibili in azienda, quelle dei reclami e persino quelle sindacali. Poi il tono del documento cambia e si trasforma in una vera e propria liberatoria da far firmare a ogni singolo lavoratore, dove si specifica che il contraente "accetta" di non fare del male a se stesso o ad altri, accetta la policy aziendale in merito al rispetto della legge e promette di non denunciarla in nessun caso, nemmeno in quelli di suicidio.

Hon Hai (gruppo di controllo dell'impianto Foxconn) promette inoltre un aumento del 20 per cento sul salario come misura precauzionale per i disperati dei turni massacranti al montaggio dei dispositivi elettronici, aumento apparentemente già deciso da un pezzo e che farebbe "lievitare" la paga dai 100 euro di adesso ai 120 euro di non si sa bene quando.
Tutti hanno paura delle potenziali conseguenze di immagine derivanti dallo scandalo Foxconn, inclusa Foxconn stessa e i clienti più pregiati della fabbrica high-tech aperta 24 ore su 24: Apple ha già annunciato di voler condurre investigazioni in proprio e ora anche Nintendo si dice pronta a far luce sulle effettive condizioni di lavoro all'interno dell'impianto che contribuisce alla produzione della console Wii.

Altrettanto pronti a indagare si dicono HP e Dell, coinvolti come Apple, Nintendo, Sony, Nokia e molti altri nell'affaire Foxconn. E se proprio nessun'altra misura di prevenzione funzionasse, dice il presidente esecutivo del gruppo Terry Gou, la corporation ha installato alcune reti all'esterno dell'impianto per "catturare" i disperati che provassero (come 10 già hanno fatto dall'inizio del 2010) a saltare dal tetto.

Alfonso Maruccia
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23 Commenti alla Notizia Foxconn, la rete e la carota
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  • Non so, io non ho mai lavorato in quella fabbrica. Certo è vero che i suicidi di solito sono in carcere. Forse chi lavora in Foxconn alla fine non si sente libero, ma oppresso, in un sistema infernale, per cui la vita è puro e semplice lavoro senza nessuna soddisfazione. Forse più che una fabbrica è un lager? E chi lo sa.
    Alcuni punti che però mi sono chiari sono questi:
    1) i suicidi di solito avvengono nelle carceri (ma esistono molti precedenti di persone molto stressate che si sono suicidate per colpa delle condizioni lavorative)
    2) siamo condannati a lavorare, a meno che uno possa permettersi di astenersi, anche se il medico mi dicesse di smettere di lavorare per la salute (che sicuramente ne gioverebbe), uno non è che potrebbe farlo
    3) chi si suicida in generale, è predisposto, è più debole, le cose vanno male anche fuori dal lavoro
    4) le condizioni lavorative in Cina sono in generale pietose
    5) eppure in genere, le condizioni lavorative in Cina, nelle multinazionali occidetali, sono migliori che per la fabbrichetta del boss mafioso locale (che poi anche le multinazionali sono in mano ai boss mafiosi locali perché lì non fai niente senza il loro appoggio
    Mi chiedo se servirebbe a qualcosa non comprare più Apple, ma la risposta la conosco da me, visto che ormai tutto quello che usiamo viene praticamente fatto in Cina.
    non+autenticato
  • Non bisognerebbe comprare Apple, Sony, Nokia, Nontendo, ecc.
    Però Jobs ha una colpa in più: come ho dimostrato in un altro post aumentare lo stipendio dei malcapitati avrebbe una incidenza di pochissimo euro per ogni device della fascia di prezzo iphone-ipad (meno di 5 euro). E inoltre è l'unico committente che in questi giorni si è più volte esposto per difendere foxconn.
    La fabbrica sarebbe carina, piscine, ristoranti, cinema, ecc.
    Una fabbrica dove si lavora ufficialmente 72 ore a settimana per circa 100 euro che non bastano a vivere nel villaggio-fabbrica NON può essere definita carina. A meno che uno non abbia la vocazione intrinseca dello schiavista.
    non+autenticato
  • Peccato che France Telecom ha avuto un numero MAGGIORE di suicidi tra i suoi dipendenti ed ora non se ne parla più. Parlare della Cina perché è 'cattiFona' è più ganzo per distrarre l'opinione pubblica veeeero ?
    non+autenticato
  • Viste le condizioni lavorative dei Cinesi (alla faccia del paese comunista: niente sindacati, salari da fame, operai come schiavi...) sono sempre stato fautore della teoria del consumo responsabile. Cercare di evitare/boicottare i prodotti made in China. Più facile a dirsi che a farsi: il 99% dei prodotti hi-tech, l'80% dei giocattoli, per non parlare di abbigliamento e scarpe sono prodotti in Cina.
    E se io volessi comprare prodotti Europei (nel senso letterale del termine, cioè fabbricati in Europa) come faccio?
    Spenderei volenteri di più se ciò volesse dire aiutare ad impedire delocalizzazioni selvagge e ingrassare le già pingui tasche delle multinazionali.
    Ma parliamoci chiaro: che alternative ci sono? ( a parte ovviamente rinunciare a tutto: pc, cellulare, televisore, un sacco di elettrodomestici, buona parte del vestiario, scarpe e occhiali).
    Il "benessere" di noi Occidentali deriva in gran parte dalla miseria dei Cinesi. Ma a vedere cosa succede dall'altra parte del mondo (guardatevi il documentario China Blue...) il "benessere" mi sale in gola come un rigurgito di vomito.
  • Troppi pirla a fare la fila per l'ipad perchè si possa realizzare..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Luther_Blissett
    > Viste le condizioni lavorative dei Cinesi (alla
    > faccia del paese comunista: niente sindacati,
    > salari da fame, operai come schiavi...) sono
    > sempre stato fautore della teoria del consumo
    > responsabile. Cercare di evitare/boicottare i
    > prodotti made in China. Più facile a dirsi che a
    > farsi: il 99% dei prodotti hi-tech, l'80% dei
    > giocattoli, per non parlare di abbigliamento e
    > scarpe sono prodotti in
    > Cina.
    > E se io volessi comprare prodotti Europei (nel
    > senso letterale del termine, cioè fabbricati in
    > Europa) come
    > faccio?
    > Spenderei volenteri di più se ciò volesse dire
    > aiutare ad impedire delocalizzazioni selvagge e
    > ingrassare le già pingui tasche delle
    > multinazionali.
    > Ma parliamoci chiaro: che alternative ci sono? (
    > a parte ovviamente rinunciare a tutto: pc,
    > cellulare, televisore, un sacco di
    > elettrodomestici, buona parte del vestiario,
    > scarpe e
    > occhiali).
    > Il "benessere" di noi Occidentali deriva in gran
    > parte dalla miseria dei Cinesi. Ma a vedere cosa
    > succede dall'altra parte del mondo (guardatevi il
    > documentario China Blue...) il "benessere" mi
    > sale in gola come un rigurgito di
    > vomito.

    Il problema è dovuto al fatto che si è persa la concezione di spendere tanto...ma una volta sola e per un acquisto duraturo.
    Un Sony Trinitron a noi è durato 20 anni,oggi gli LCD li cambi alla velocità della luce.Una reflex meccanica costava aprecchie mensilità ma durava 15 anni,oggi dopo 2/3 anni le reflex digitali sono già da buttare perchè obsolete.
    Questo turbine di consumismo è possibile solo grazie alla Cina perchè altrimenti non potremmo mai cambiare ogni 2 anni dei PC da 2.500€ made in japan.

    Personalmente io ho iniziato a boicottare e stando attenti si può davvero fare qualcosa.Esempi?Beh tutti gli Sharp Aquos sono "made in japan", ma vedo che si preferisce comprare i Samsung solo eprchè sottili e luccicosi.
    Dovevo comprare delle pentole in ceramica: stavo per prendere le Bialetti ma quando ho visto "china" le ho lasciate sullo scaffale e cercando ho trovato allo stesso prezzo delle Moneta 100% italy.
    Dovevo comprare dei coltelli,tutti mi hanno consigliato dei cinesissimi Miracle Blade, alla fine ho preso alcuni Sanelli (italiani,di Lecco) e alcuni Kyocera in ceramica (giapponesi)
    Scarpe: prendo solo Nero Giardini...primo perchè sono belle,secondo perchè sono le uniche che rimangono veramente italiane perchè anche marchi ben più costosi di italiano hano forse le stringhe.

    E questi sono solo alcuni esempi, consapevole però del fatto che in alcuni settori (PC,cellulari,scarpe da ginnastica) è impossibile trovare qualcosa non made in china
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lybra
    > - Scritto da: Luther_Blissett
    > > Viste le condizioni lavorative dei Cinesi (alla
    > > faccia del paese comunista: niente sindacati,
    > > salari da fame, operai come schiavi...) sono
    > > sempre stato fautore della teoria del consumo
    > > responsabile. Cercare di evitare/boicottare i
    > > prodotti made in China. Più facile a dirsi che a
    > > farsi: il 99% dei prodotti hi-tech, l'80% dei
    > > giocattoli, per non parlare di abbigliamento e
    > > scarpe sono prodotti in
    > > Cina.
    > > E se io volessi comprare prodotti Europei (nel
    > > senso letterale del termine, cioè fabbricati in
    > > Europa) come
    > > faccio?
    > > Spenderei volenteri di più se ciò volesse dire
    > > aiutare ad impedire delocalizzazioni selvagge e
    > > ingrassare le già pingui tasche delle
    > > multinazionali.
    > > Ma parliamoci chiaro: che alternative ci sono? (
    > > a parte ovviamente rinunciare a tutto: pc,
    > > cellulare, televisore, un sacco di
    > > elettrodomestici, buona parte del vestiario,
    > > scarpe e
    > > occhiali).
    > > Il "benessere" di noi Occidentali deriva in gran
    > > parte dalla miseria dei Cinesi. Ma a vedere cosa
    > > succede dall'altra parte del mondo (guardatevi
    > il
    > > documentario China Blue...) il "benessere" mi
    > > sale in gola come un rigurgito di
    > > vomito.
    >
    > Il problema è dovuto al fatto che si è persa la
    > concezione di spendere tanto...ma una volta sola
    > e per un acquisto
    > duraturo.
    > Un Sony Trinitron a noi è durato 20 anni,oggi gli
    > LCD li cambi alla velocità della luce.Una reflex
    > meccanica costava aprecchie mensilità ma durava
    > 15 anni,oggi dopo 2/3 anni le reflex digitali
    > sono già da buttare perchè
    > obsolete.
    > Questo turbine di consumismo è possibile solo
    > grazie alla Cina perchè altrimenti non potremmo
    > mai cambiare ogni 2 anni dei PC da 2.500€ made in
    > japan.
    >
    > Personalmente io ho iniziato a boicottare e
    > stando attenti si può davvero fare
    > qualcosa.Esempi?Beh tutti gli Sharp Aquos sono
    > "made in japan", ma vedo che si preferisce
    > comprare i Samsung solo eprchè sottili e
    > luccicosi.
    > Dovevo comprare delle pentole in ceramica: stavo
    > per prendere le Bialetti ma quando ho visto
    > "china" le ho lasciate sullo scaffale e cercando
    > ho trovato allo stesso prezzo delle Moneta 100%
    > italy.
    > Dovevo comprare dei coltelli,tutti mi hanno
    > consigliato dei cinesissimi Miracle Blade, alla
    > fine ho preso alcuni Sanelli (italiani,di Lecco)
    > e alcuni Kyocera in ceramica
    > (giapponesi)
    > Scarpe: prendo solo Nero Giardini...primo perchè
    > sono belle,secondo perchè sono le uniche che
    > rimangono veramente italiane perchè anche marchi
    > ben più costosi di italiano hano forse le
    > stringhe.
    >
    > E questi sono solo alcuni esempi, consapevole
    > però del fatto che in alcuni settori
    > (PC,cellulari,scarpe da ginnastica) è impossibile
    > trovare qualcosa non made in
    > china

    OK, però ti ricordo che per una legge esistente,
    il made in italy si puo appiccicare anche se solo un solo pezzo del componente completo è fatto in italia, il resto lo si puo fare fabbricare all' estero.
    (IMHO considero questa legge legalizzare una truffa)
    non+autenticato
  • Esatto. Qua non si fa più un tubo. Tutta la produzione mondiale, e non solo di elettronica, cerca di spostarsi là. Questo andrà bene per un po', fino a quando, (e sta già succedendo) i nuovi ricchi e padroni del mondo, verranno qua a comprarsi tutto quello che vogliono. Fatevi un giro nel casinò di MEndrisio per vedere chi ha le palanche oggigiorno. E quelli se ne sbattono talmente tanto della schiavitù, un popolo che è stato abituato per millenni ad essere dominato da diverse dinastie imperiali, un popolo obbediente ed abituato a dire sempre di sì. Ogni tanto qualche rivoluzione per cambiare la dinastia (l'ultimo imperatore era un Qing) adesso la razza che comanda sono gli Han. Comprare made in Italy, ma forse i vestiti? No neanche quelli. Qui di tecnologia avanzata e di elettronica nn si produce più un chiodo. Il nostro benessere nn durerà tanto, tanto è vero che noi siamo in crisi e andiamo in lento declino, ma quelli marciano tranquilli in crescita.

    - Scritto da: Luther_Blissett
    > Viste le condizioni lavorative dei Cinesi (alla
    > faccia del paese comunista: niente sindacati,
    > salari da fame, operai come schiavi...) sono
    > sempre stato fautore della teoria del consumo
    > responsabile. Cercare di evitare/boicottare i
    > prodotti made in China. Più facile a dirsi che a
    > farsi: il 99% dei prodotti hi-tech, l'80% dei
    > giocattoli, per non parlare di abbigliamento e
    > scarpe sono prodotti in
    > Cina.
    > E se io volessi comprare prodotti Europei (nel
    > senso letterale del termine, cioè fabbricati in
    > Europa) come
    > faccio?
    > Spenderei volenteri di più se ciò volesse dire
    > aiutare ad impedire delocalizzazioni selvagge e
    > ingrassare le già pingui tasche delle
    > multinazionali.
    > Ma parliamoci chiaro: che alternative ci sono? (
    > a parte ovviamente rinunciare a tutto: pc,
    > cellulare, televisore, un sacco di
    > elettrodomestici, buona parte del vestiario,
    > scarpe e
    > occhiali).
    > Il "benessere" di noi Occidentali deriva in gran
    > parte dalla miseria dei Cinesi. Ma a vedere cosa
    > succede dall'altra parte del mondo (guardatevi il
    > documentario China Blue...) il "benessere" mi
    > sale in gola come un rigurgito di
    > vomito.
    non+autenticato
  • Salve,
    ho vissuto in Cina per tre anni,(2006-2009)lavoravo per una azienda ITALIANA nel settore alimentare catering,la paga dei cinesi era di 60 70 euro noi stranieri 500 600 euro al mese e dovevi fare un cu......
    Nel ristorante aveva più di 50 persone pagate 40 50 euro al mese.
    Alla fine non ci ha nemmeno pagato quello che ci aspettava da contratto.
    Questo è uno dei tanti italiani che sfruttano i poveri cristi ,i cinesi sono un popolo di lavoratori,deve vergognrsi la classe politica che non vuole che i salari siano dignitosi e le aziende straniere paghino il giusto e dia a queste persone una vita più decente e non ci sarebbe tanta emigrazione.4
    non+autenticato
  • Se sei coerente dovresti anche parlare del costo della vita. Siamo tutt'orecchi...
    ruppolo
    33146
  • Se tu fossi coerente (il mio italiano è migliore del tuo...) non faresti post di gioia quando l'utile dei produttori schizza alle stelle sulla pelle dei malcapitati operai cinesi.
    E' vero che c'è un diverso potere d'acquisto, ma meno diverso di quello che si vuole fare credere.
    E cosa pensano Sony, Dell, HP, e compagnia bella?
    Di lavarsi la coscienza mandando 4 ispettori dopo averne concordato la visita con la direzione foxconn?
    Comincino con l'accontentarsi di minori guadagni, e noi (ma soprattutto voi inseguitori dell'ultima inutilità da qualsiasi fonte provenga) cominciamo ad accontentarci di quello che ci serve per vivere e non per farci delle pippe mentali.
    E tu smettila di dare del barbone, come sei uso fare di solito, a chi è perplesso sull'utilità di molti prodotti di questi settori industriali e a chi è perplesso sugli enormi guadagni che affluiscono nelle tasche delle grandi compagnie occidentali.
    Mai sentito parlare di neo-colonialismo?
    Ah, si chiama liberismo.
    Certo, si presenta meglio, a parole....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessia Botti
    [CUT]
    > nel settore alimentare catering,la paga dei
    > cinesi era di 60 70 euro noi stranieri 500 600
    > euro al mese e dovevi fare un
    > cu......
    [CUT]
    A quanto equivalgono rapportato al costo della vista occidentale 60/70 euro ?
    Quante ore giornaliere lavora una persona ?
    non+autenticato
  • e tu vai a vivere in un posto di merda per 500 euro al mese ? o racconti balle o ti manca qualche rotella !!

    io ho lavorato in cina per 2 anni (2007 - 2009) ad Hangzhou per un azienda di abbigliamento italiana e prendevo netti 5000 dollari al mese e i colleghi di altre aziende percepivano + o - la stessa cifra.

    è vero il cinese prendeva 80$-110$ ma gli stranierei proprio no !! forse qualche brocco
    non+autenticato
  • Quoto.

    - Scritto da: io io
    > e tu vai a vivere in un posto di merda per 500
    > euro al mese ? o racconti balle o ti manca
    > qualche rotella !!
    >
    >
    > io ho lavorato in cina per 2 anni (2007 - 2009)
    > ad Hangzhou per un azienda di abbigliamento
    > italiana e prendevo netti 5000 dollari al mese e
    > i colleghi di altre aziende percepivano + o - la
    > stessa cifra.
    >
    >
    > è vero il cinese prendeva 80$-110$ ma gli
    > stranierei proprio no !! forse qualche
    > brocco
    non+autenticato
  • il management aziendale prova a rasserenare gli animi esasperati dei lavoratori promettendo un sostanzioso aumento su un salario che è però esiguo (rispetto agli standard occidentali)

    uno stipendio esiguo cosa vuol dire? quanto guadagna mediamente un cinese? qual'e' il costo della vita in cina? (domanda di per se ridicola visto l'enorme diversita' tra le zone rurali e quelle "industrializzate")

    e' fatto noto che lavorare per questi lager tecnologici legalizzati e' un sogno per quei "poveracci" poi ci sono quelli che non reggono il ritmo... si chiama essere umani... e poi succedono le tragedie

    io in tutto questo affair ci vedo tanta ipocrisia da parte di tutti di apple, nintendo, sony, nokia, dell, hp eccecc di chi fa giornalismo informatico di chi fa blogging di chi usa gadget tecnologici e di chi scrive sui forum che quei "gadget" sta usando... nessuno e' esente dalla macchia dello sfruttamento

    mi chiedo... se apple non fosse stata loro cliente nello specifico questa "tragedia" avrebbe avuto tutto questo risalto mediatico? io dico di no... e la faccenda per questo e' ancora piu' triste e ipocrita
    bibop
    3451
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