Claudio Tamburrino

USA, lucchetti scardinati

Jailbreaking e videoremix rientreranno nel fair use se non implicheranno effettive violazione di proprietà intellettuale. Diverso il discorso per i DVD su Linux. Apple e CTIA critiche sulla decisione: da oggi iPhone più libero?

USA, lucchetti scardinatiRoma - Dopo il caso MGE vs. General Electric in cui un giudice federale statunitense ha stabilito la legittimità della circonvenzione delle protezioni DRM in casi specifici, e qualora non implichi l'infrazione di un qualsivoglia diritto d'autore, un altro duro colpo è arrivato alle misure di protezione sancite dal Digital Millennium Copyright Act (DMCA) e in particolare a tutte le forme di protezione tecnica che vigilano sull'utilizzo di opere protette.

Il gruppo in difesa dei diritti civili in Rete Electronic Frontier Foundation (EFF) è uno dei protagonisti che ha cercato di guadagnare terreno nella zona grigia che è la definizione di fair use, guidato dalla convinzione che spesso le misure a protezione di un contenuto (di un video o di un dispositivo) sono superate non per violare la proprietà intellettuale a sua protezione, ma semplicemente per accedere più liberamente a contenuti legalmente acquisiti o per poterli modificare con fini legittimi.

A dare ragione a EFF questa volta è il Copyright Office and Librarian of Congress che nel corso di un processo di revisione del DMCA che si svolge regolarmente ogni tre anni ha accolto tre sue istanze: con due si afferma la legittimità del jailbreaking dei dispositivi mobile per utilizzare applicazioni non approvate dal produttore e lo sblocco per utilizzare diversi carrier; con la terza viene stabilità la legittimità dell'accesso a spezzoni video altrimenti protetti per effettuare remix con fini non commerciali.
L'ufficio governativo ha deciso che il jailbreaking, se effettuato semplicemente per garantire un'interoperabilità altrimenti negata del dispositivo, non viola il copyright e rientra nel fair use. Allo stesso modo sbloccare un dispositivo altrimenti legato ad un determinato gestore telefonico non avrà più nulla a che fare con la violazione della proprietà intellettuale del produttore. Slega tali situazioni dalla materia su cui vigila il DMCA, ma non chiude completamente la strada a chi considera illegale il jailbreaking e lo sblocco o altre forme di controllo da parte del produttore tramite il contratto di vendita.

Apple, infatti, ha commentato la notizia sottolineando l'annullamento della garanzia in seguito ad un eventuale jailbreak ("l'iPhone può diventare instabile e non funzionare correttamente" ha riferito un portavoce) e che attraverso questo si apre la porta a tutta una serie di applicazioni pericolose e pornografiche, che non vorranno lasciarsi sfuggire le nuove opportunità di business.

CTIA, associazione che riunisce gli operatori wireless, richiama invece le condizioni di utilizzo, nonché i rischi che un eventuale cambio di operatore può determinare rispetto alla protezione del dispositivo da spam e malware.

In ogni caso, far rientrare il jailbreak nella dottrina del fair use potrebbe cambiare di molto le future situazioni riguardanti tale materia. La prima conseguenza sarà il proliferare di negozi alternativi ad App Store, come Rock Your Phone o Cydia. Tali esercizi esistevano già, ma ora potranno uscire da quell'aria grigia del diritto che non gli garantiva piena legittimità.

La terza istanza riguarda i video remix amatoriali che popolano in particolare YouTube, e che alcune sentenze bandivano dall'ambito della legalità: in base alla nuova regola utilizzare piccoli passaggi estratti da DVD per creare nuovi lavori non commerciali, per commentare, criticare, a fini educativi o documentaristici rientra nel fair use. Rippare un DVD non comporterà più, in automatico, una violazione del copyright.

Oltre ai temi evidenziati da EFF, US Copyright Office ha anche riconosciuto come non violazione del DMCA l'aggiramento di alcune misure a protezione di videogiochi (per approfondire eventuali difetti), di programmi con accesso via chiavetta (qualora tale sistema sia diventato obsoleto) e, infine, eventuali cinvonvenzioni atte a permettere la lettura automatica "text-to-speech" anche di ebook altrimenti bloccati.

Accanto a queste decisioni che aprono ad un'intepretazione più ampia del fair use, sempre Librarian of Congress ha deciso tuttavia che se un utente intende accedere ad un video in streaming o un DVD con una particolare protezione deve, di fatto, utilizzare un computer Apple o uno con sistema operativo Windows, mentre la stessa possibilità è negata con Linux: per quanto esistano vari programmi che sul SO del Pinguino permettono di aggirare le protezioni per garantirne l'interoperabilità, secondo l'US copyright Office tali misure, a differenza per esempio del jailbreak dei dispositivi mobile, non rientrerebbero nel fair use. E per visualizzare tali video occorre dotarsi dei sistemi operativi Windows o Apple, di programmi proprietari e di chip Intel. Anche se i contenuti sono stati legittimamente acquisiti e se ne voglia godere dove e come si ritiene più opportuno.

Claudio Tamburrino
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114 Commenti alla Notizia USA, lucchetti scardinati
Ordina
  • EDIT: ho letto il testo originale della sentenza.
    Nessun odore, solo un lieve olezzo per quanto riguarda il riconoscimento implicito(?) che un sistema di protezione sia associabile al SO raccomandato e non al programma che lo implementa.

    Google dovrebbe prestare attenzione alla cosa.
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    Modificato dall' autore il 29 luglio 2010 03.39
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    Ubunto
    1350
  • Scusate ma non ho capito bene,chi ha un iphone non può scaricarsi dei bellissimi amatoriali x farsi le seghe?
    non+autenticato
  • - Scritto da: libero
    > Scusate ma non ho capito bene,chi ha un iphone
    > non può scaricarsi dei bellissimi amatoriali x
    > farsi le
    > seghe?

    Applicazioni specificatamente porno no. Ma puoi installare un'applicazione che fa il download dei filmati e andare sui siti hot compatibili per iphone. Così si può fare anche falegnameria offline.
    non+autenticato
  • ...tutto ciò si applica anche al Blue-disc per proprietà transitiva?
    non+autenticato
  • No uscirà una patch alla legge
    non+autenticato
  • Vorrebbero evitare che la gente veda film su linux per far usare sistemi proprietari, uno peggio dell'altro..
    che schifosi......
    Per quando mi riguarda, farò sempre l'esatto contrario..

    cito
    "Accanto a queste decisioni che aprono ad un'intepretazione più ampia del fair use, sempre Librarian of Congress ha deciso tuttavia che se un utente intende accedere ad un video in streaming o un DVD con una particolare protezione deve, di fatto, utilizzare un computer Apple o uno con sistema operativo Windows, mentre la stessa possibilità è negata con Linux: per quanto esistano vari programmi che sul SO del Pinguino permettono di aggirare le protezioni per garantirne l'interoperabilità, secondo l'US copyright Office tali misure, a differenza per esempio del jailbreak dei dispositivi mobile, non rientrerebbero nel fair use. E per visualizzare tali video occorre dotarsi dei sistemi operativi Windows o Apple, di programmi proprietari e di chip Intel. Anche se i contenuti sono stati legittimamente acquisiti e se ne voglia godere dove e come si ritiene più opportuno."
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    Modificato dall' autore il 28 luglio 2010 05.50
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  • - Scritto da: picard12
    > Vorrebbero evitare che la gente veda film su
    > linux per far usare sistemi proprietari, uno
    > peggio
    > dell'altro..
    > che schifosi......
    > Per quando mi riguarda, farò sempre l'esatto
    > contrario..

    Infatti. E' veramente indegno per un paese che si ritiene tecnologico costringere la gente che vuole vedersi un film di dotarsi o di virus preinstallati o di giocattoli fisher price, manco fossero gratis.

    Fan Linux
  • Prima di gridare al complotto penserei all'irrilevanza statistica nella presentazione del caso.
  • - Scritto da: LaNberto
    > Prima di gridare al complotto penserei
    > all'irrilevanza statistica nella presentazione
    > del
    > caso.

    quindi se a te piace guardare la corazzata potemkin nella privacy del tuo appartamento, e facessero una legge contro chi guarda la corazzata potemkin, tu non avresti niente da ridire siccome sei uno dei pochi danneggiato nelle proprie libertà personali da tale legge? (visto che notoriamente la corazzata potemkin è una * pazzesca)
  • - Scritto da: ephestione
    > - Scritto da: LaNberto
    > > Prima di gridare al complotto penserei
    > > all'irrilevanza statistica nella presentazione
    > > del
    > > caso.
    >
    > quindi se a te piace guardare la corazzata
    > potemkin nella privacy del tuo appartamento, e
    > facessero una legge contro chi guarda la
    > corazzata potemkin, tu non avresti niente da
    > ridire siccome sei uno dei pochi danneggiato
    > nelle proprie libertà personali da tale legge?
    > (visto che notoriamente la corazzata potemkin è
    > una *
    > pazzesca)

    premesso che la corazzata potemkin è un capolavoroSorride, quello che scrivi non c'entra nulla con quello che ho scritto
  • Tu fondalmente intendevi che, visto che secondo te gli utenti linux che guardano dvd sono pochi, al legislatore non dovrebbe importare: visto che anche gli utenti mac sono pochi, come la prenderesti per un provvedimento equivalente?
    non+autenticato
  • almeno su una cosa andiamo d'accordoCon la lingua fuori
    Comunque c'entra, e se ho capito male correggimi, ma tu hai detto in sostanza "siccome quelli che usano linux su un media center sono due gatti, allora non c'è problema se esistono leggi liberticide che gli impediscono di farlo", o no?Occhiolino
  • tu e l'altro non avete capito (ma sempre coi complotti?)

    io dico "siccome gli utenti linux desktop sono quattro gatti non hanno affrontato il problema da questo lato"
  • ah ok, ma allora spiegati meglioSorride
  • ma voi meno paranoici no eh?
  • paranoia o no, i dvd su linux non te li vogliono far vedere gratis.. e anche se tu non sai contare, gli utenti linux non sono 4 gatti..
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    Modificato dall' autore il 29 luglio 2010 06.04
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  • La cosa principale, dal punto di vista pratico, è che (almeno per apple, siccome a quanto pare la sentenza tra le altre cose è specifica per il jailbreaking, non so se sarà applicabile per proprietà transitiva anche al flash di una rom modificata su un telefono WM o un root su un android) ora non potranno più rifiutare di offrirti il servizio di "warranty servicing" se hai il telefono col jailbreak. In altre parole, se lo rimandi indietro e ti dimentichi di riportarlo alle condizioni di fabbrica, ora non possono più segarti la garanzia.
    Sono curioso di sapere come si comporterà apple relativamente a questo.
  • Parecchie ore fa hanno già detto che il jailbreak fa saltare la garanzia. Forse era il caso che googlassi un po prima di postare.
    non+autenticato
  • ti darei ragione, ma semplicemente non posso dare retta a chi coniuga al congiuntivo passato l'inesistente verbo "googlare"Con la lingua fuori
    E poi le risposte tipo "documentati prima di scrivere" sono noiose.
    Anche tu, che scrivi a fare, potevi darti la risposta da solo con googleA bocca aperta
    Di logica, se il jailbreak è legale, non dovrebbero avere proprio la facoltà di rifiutarsi di offrire la garanzia in caso venisse praticato.

    A proposito, ho cercato, ed ecco qui la risposta ufficiale: "[...] jailbreak [...] can violate the warranty". "can" != "will"
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    Modificato dall' autore il 27 luglio 2010 23.49
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  • Quel "can" vuol dire tutto anche se tu interpreti ad minchiam. Se ti negano l'intervento in garanzia poi vieni a lamentarti su PI.

    La posizione ufficiale di apple non cambia di una virgola da quella che già potevi trovare qui:
    http://support.apple.com/kb/HT3743?viewlocale=it_I...
    "Apple sconsiglia vivamente di installare software di modifica di iPhone OS. Inoltre ricordiamo che la modifica non autorizzata di iPhone OS corrisponde a una violazione del contratto di licenza utente finale di iPhone e di conseguenza Apple può negare un intervento di assistenza a un iPhone, iPad o iPod touch su cui è installato un software non autorizzato."

    Il resto sono chiacchiere da perditempo alle quali ti lascio dedicare i tuoi post.
    non+autenticato
  • certo certo. Nel tuo mondo fittizio apple può circonvenire le leggi, in quello reale sulle loro clausole possono scrivere quello che vogliono, ma se per legge il jailbreak è *regolare*, agganciandomi a quello che (nr: Frigghenaue i) ha scritto, non possono azzardarsi a rifiutarti l'intervento *gratis* per difetti hardware che c'entrano nulla col jailbreak. O meglio, possono anche farlo, salvo class-action di turno che li stroncherà subito dopo.
  • Leggi.
    Il jailbreak non è più reato.
    Questo non significa che la garanzia sia valida. La garanzia è un contratto stipulato, non una legge dello stato. Le violazioni di garanzia non sono reati.
  • ok, questa è una interpretazione sensata se non altro.
    Poi non pone apple al riparo da eventuali class action.
  • non credo nemmeno ci sia spazio per una class action. se accetti la garanzia ne accetti gli obblighi
  • probabilmente.. ma chi vivrà vedràOcchiolino
    Io intanto uso il mio hd2 con rom custom e me ne infischioA bocca aperta
  • figurati a me. io ho l'iphone "nature" e non ho mai capito il jailbreak
  • - Scritto da: LaNberto
    > La garanzia è un contratto stipulato, non una
    > legge dello stato.

    Non so in America, ma nella Ue se ti avvali della garanzia del venditore, questa è definita a norma di legge e ha la durata di 24 mesi (e nei primi 6 ha i "superpoteri") come recitava la pubblicità.
    Hai voglia, come tante volte mi sono sentito dire dai venditori "la garanzia la fornisce direttamente Apple, Nintendo, ecc. ecc.". Io scelgo di avvalermi di quella del venditore, dimostro che il guasto è dovuto ad un difetto congenito (e come mi è già successo, è il venditore stesso che ha la facoltà di decretarlo, o un centro di riparazioni presso cui lui ti manda) ed ottengo la riparazione in garanzia.
    Poi se il Apple, Nintendo, ecc. ecc. fanno pagare l'intervento al venditore sono problemi loro (dipende da chi "ce l'ha più grosso").
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