Marco Calamari

Lampi di Cassandra/ Avere Wikileaks, essere Wikileaks

di M. Calamari - L'attacco al fondatore del sito che propugna la trasparenza e la diffusione delle informazioni Ŕ un danno alla libertÓ. E occorre salvaguardare il diritto acquisito (con Internet) di sapere

Roma - Qualche tempo fa, di fronte ad uno dei tanti ricorrenti attacchi che Julian Assange ed il sito da lui fondato Wikileaks avevano subito (nel caso particolare da parte di Microsoft) Cassandra aveva scritto un articolo il cui scopo principale era far riflettere i suoi venticinque lettori se una società democratica basata sull'informazione potesse fare a meno di fonti informative così atipiche, in particolare quando "libere" fino all'eccesso.

La risposta di Cassandra era che no, non se ne poteva assolutamente fare a meno, essendo questa una delle poche difese contro la manipolazione delle informazioni che in una società basata su di esse è diventata una nuova arma di distruzione di massa e viene usata correntemente a fini di controllo sociale.
In Italia dovremmo riconoscerne esempi molto significativi. Ah, a proposito, su Wikileaks ci sono anche documenti italiani, anzi c'è una apposita sezione dedicata all'Italia: ci avevate mai pensato?

Le recenti vicende dei video sui massacri afgani e la diffusione dei 75000 documenti classificati del Pentagono, che hanno provocato interventi, sui media e sicuramente anche in altre sedi, del Presidente degli Stati Uniti, e successivamente le (apparentemente) maldestre iniziative per sabotare la "santa alleanza" tra Wikileaks ed il Partito Pirata svedese, dovrebbero aver dissipato ogni dubbio in coloro che, interessandosi di un argomento che la maggioranza del Popolo delle Rete trascurava, avessero avuto ancora qualche dubbio.
Intendiamoci, indispensabile per la libertà di informazione non vuol dire "innocuo". Wikileaks è certo una iniziativa pericolosa: prima di tutto per il suo fondatore, poi per gli informatori afghani ed i militari statunitensi, poi (chissà) anche per i suoi finanziatori, magari anche per i suoi lettori o per chi spezza lance a suo favore.

Ma la vita stessa è cosa intrinsecamente pericolosa, anche quella in una società democratica in cui la democrazia (come la verità) è solo un'approssimazione più o meno precisa. Wikileaks stesso è fatto di luci ed ombre, e la mancanza di informazioni esatte su Assange, che lo rende così simile al Professor Jones, fa parte di queste ultime.

Di sicuro il fatto che Wikileaks sia diventata notizia da prima pagina in tutto il mondo, e abbia fatto perdere il sonno a molti grandi della Terra, è la conferma che si tratta di qualcosa di grande. Persino ieri, sulla prima pagina domenicale di uno dei maggiori quotidiani italiani, c'è un interessante e dotto articolo di un giornalista che si interroga non tanto sulla vicenda di Wikileaks, ma sul suo grande significato per il mondo dell'informazione tradizionale.

E se è grande per i media "legacy" come i quotidiani, se è grande per la società dell'informazione, a parer di Cassandra non dovrebbe restare nessun dubbio se Wikileaks sia o no grande e positivo per la libertà dell'informazione e per il popolo della Rete. E nemmeno se meriti di essere letto e difeso ed, ove occorresse, utilizzato.

Marco Calamari

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26 Commenti alla Notizia Lampi di Cassandra/ Avere Wikileaks, essere Wikileaks
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  • La libertà di informazione e una chimera perchè le notizie vengono riportate con le idee di chi le riporta. Il caso di wikileaks e' un po' diverso perchè non vengono riportate notizie, ma, da quanto ho visto, mostrati documenti quindi si potrebbe pensare che non essendoci interpretazione sia la verità.
    Anche in questo caso chi mi dice che i documenti che ha wikileaks siano veri ? o non siano delle accurate messe inscena. Questa si chiama controinformazione. Il bello è che il sig Assange potrebbe essere pure innocente, vittima di chi vuole suare il "suo" wikileaks per diffondere informazioni mendaci.

    Ognuno può credere quello che vuole, ma alla fine non avrà mai la sicurezza di sapere la verità, e su questo punto nessuno può dire il contrario.

    Fatta questa premessa ogni strumento giornalistico o meno che si appella al diritto di diffondere la verità è una panzana bella e buona.

    Altro discorso e quello di avere la *LIBERTA* di dire quello che si vuole, ma mi sembra che su questo punto si siano già fatti passi avanti.

    Ora se il sig Assange al posto di dare fastido al pentagono giusto per diventare famoso creasse un "Wordpress" od un "Blogger" su rete Tor / I2P dove ogni cittadino della cina o del vietnam o della cambogia potesse aprire un suo blog e dire la sua opinione e quindi manifestare la propria libertà sul proprio con un proprio sito e non sul sito con di assange che di fatto potrebbe fare censura, farebbe un grande favore al mondo.

    Paradossalmente, secondo questo principio ha fatto più bene all'umanità una "cavolata" come facebook che che non il stanto-graal "wikileaks".

    Ing Giuseppe Monteleone
  • Il punto non è capire se Wikileaks diffonde la verità in Terra o no, il punto è che ci offre una fonte di informazione che, come tutte le fonti di informazione, va filtrata, interpretata, verificata, paragonata. Qui nessuno sta dicendo di prendere tutto per buono, ma di assicurare la pluralità e - in una società libera - anche la nascita di fonti non controllabili e pertanto "a doppio taglio". E' una battaglia civile e democratica, al di là del merito dei singoli documenti.
  • E' vero su quanto hai scritto concordo. A questo aspetto della faccenda non avevo pensato, Certe informazioni, tuttavia, sono difficilmente verificabili da altre fonti quindi in alcuni casi dove wikileaks e l'unica fonte informativa, o ti fidi di loro o ti fidi di loro.

    Ing
    Giuseppe Montelone
  • - Scritto da: Dav91
    > Il punto non è capire se Wikileaks diffonde la
    > verità in Terra o no, il punto è che ci offre una
    > fonte di informazione che, come tutte le fonti di
    > informazione, va filtrata, interpretata,
    > verificata, paragonata. Qui nessuno sta dicendo
    > di prendere tutto per buono, ma di assicurare la
    > pluralità e - in una società libera - anche la
    > nascita di fonti non controllabili e pertanto "a
    > doppio taglio". E' una battaglia civile e
    > democratica, al di là del merito dei singoli
    > documenti.

    Sono estremamente favorevole alla possibilità di avere una pluralità di voci da ascoltare. E devo riconoscere che anche prima di Wikileaks, Internet come strumento ci ha permesso di fare enormi passi avanti in tal senso.

    La cosa che mi spaventa casomai è che c'è un solo Wikileaks, per cui automaticamente nella concezione comune diventa il dispensatore delle verità che tutti gli altri vogliono nascondere. Faccio un esempio, se ai 75'000 documenti ne aggiungono uno inventato in cui si dice che Dav91 (scritto con il nome reale però) ha fatto questo e appoggia quest'altro, difficilmente un lettore ha modo di verificarne la veridicità e tu Dav91 non avresti strumenti per opporti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: geppo12
    ...
    > Ora se il sig Assange al posto di dare fastido al
    > pentagono giusto per diventare famoso creasse un
    > "Wordpress" od un "Blogger" su rete Tor / I2P
    > dove ogni cittadino della cina o del vietnam o
    > della cambogia potesse aprire un suo blog e dire
    > la sua opinione e quindi manifestare la propria
    > libertà sul proprio con un proprio sito e non sul
    > sito con di assange che di fatto potrebbe fare
    > censura, farebbe un grande favore al
    > mondo.
    >
    > Paradossalmente, secondo questo principio ha
    > fatto più bene all'umanità una "cavolata" come
    > facebook che che non il stanto-graal
    > "wikileaks".
    >
    > Ing Giuseppe Monteleone

    Caro ingegnere, mi darebbe il nome del suo pusher? Deve essere roba davvero buona.....
    non+autenticato
  • Solipsismo: vi dice nulla?
    Io esisto e tutto il mondo esiste perchè io lo invento.
    La confutazione e la conseguente negazione della validità di questa affermazione sta, secondo alcuni, nel fatto che ognuno potrebbe affermare ciò senza poter essere confutato pertanto diamo per valida l'esistenza di "altro da noi".
    Ora riportiamo lo stesso concetto sulla "verità": ne esiste davvero solo una? E quella di chi?
    Se partiamo da queste basi rischiamo di scontrarci con un teorema di incompletezza di G÷del.
    Il punto è che più verità ci vengono offerte migliore è la nostra opportunità di poter scegliere e maggiore è la nostra libertà.

    In ultima analisi prima di affermare che Facebook abbia mai fatto niente di buono aspetterei qualche altro annetto...Occhiolino
    H5N1
    1641
  • Veramente bella risposta, Mi piaceSorride

    Appena ho tempo vado a curiosare su wikipedia sullo "Solipsismo", concetto che mi incuriosisce.


    Ing Giuseppe Monteleone
  • - Scritto da: geppo12
    [...]
    > Ora se il sig Assange al posto di dare fastido al
    > pentagono giusto per diventare famoso creasse un
    > "Wordpress" od un "Blogger" su rete Tor / I2P
    > dove ogni cittadino della cina o del vietnam o
    > della cambogia potesse aprire un suo blog e dire
    > la sua opinione e quindi manifestare la propria
    > libertà sul proprio con un proprio sito e non sul
    > sito con di assange che di fatto potrebbe fare
    > censura, farebbe un grande favore al
    > mondo.
    >
    > Paradossalmente, secondo questo principio ha
    > fatto più bene all'umanità una "cavolata" come
    > facebook che che non il stanto-graal
    > "wikileaks".
    >
    > Ing Giuseppe Monteleone

    cavolata?
    mi scusi ing. ma allora non ha capito prorpio un bel nulla...

    fb serve soprattutto a certi "soggetti" (che lo finanziano e lo controllano ampiamente) a schedare, tracciare, controllare, localizzare (adesso ha anche la geolocalizzazione) le persone... e di certo non per far loro del bene...
    non+autenticato
  • Questa è sicuramente l' intenzione e lo scopo originale del progetto facebook, ma io posso comunque dire quello che ho voglia, e, se sono furbo, posso utilizzare questo mezzo per aumentare la mia popolarità, diffondere la mia verità.
    Quante cose contro il governo sono state diffuse tramite facebook. Personalmente non mi piace Travaglio, ma molti dei suoi video li ho visti in facebook.

    Dopo tutto anche Tor, network criptato su cui si basa wikileaks, era nato come progetto militare.

    Ing Giuseppe Monteleone
  • ...

    > Dopo tutto anche Tor, network criptato su cui si
    > basa wikileaks,

    Ahahhaaahhaahhhahhahhhaaaaahhhhahaahhha ....

    Snif ....
    non+autenticato
  • non capisco cosa ci sia da ridere. Capisco comunque uno che non si firma e solo un troll. Guarda caso i commenti peggiori sono venuti da te.

    Mi spiace dirlo ma e proprio la gente come te che rovina discussioni costruttive di dove, anche in presenza di aspri confronti, ognuno dei partecipanti può trarre benefico.

    Ing Giuseppe Monteleone
  • mi sembra molto improbabile che una persona riesca a pubblicare 75000 documenti riservati, senza che CIA, NSA, MI5, MI6 e compagnia bella, che supervisionano il sito 24 ore al giorno, si accorgano di nulla finchè il tutto non è visibile al mondo.
    Forse la pubblicazione di questi documenti in fondo è utile anche agli USA?
    - si fa pressione sul Pakistan dicendo apertamente che sovvenziona il terrorismo di al Qaeda
    - si scarica la responsabilità di alcune falsità anche sugli alleati (vedi la parte riguardante il contingente italiano)
    - ecc ecc
    il tutto giustificato come fuga di notizie.
    Efficace e comodo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: random name
    > mi sembra molto improbabile che una persona
    > riesca a pubblicare 75000 documenti riservati,
    > senza che CIA, NSA, MI5, MI6 e compagnia bella,
    > che supervisionano il sito 24 ore al giorno, si
    > accorgano di nulla finchè il tutto non è visibile
    > al
    > mondo.
    > Forse la pubblicazione di questi documenti in
    > fondo è utile anche agli
    > USA?
    > - si fa pressione sul Pakistan dicendo
    > apertamente che sovvenziona il terrorismo di al
    > Qaeda
    > - si scarica la responsabilità di alcune falsità
    > anche sugli alleati (vedi la parte riguardante il
    > contingente
    > italiano)
    > - ecc ecc
    > il tutto giustificato come fuga di notizie.
    > Efficace e comodo.

    In realtà è tutto parte del Grande Progetto dei rettiliani.
    non+autenticato
  • quindi i Rettiliani riescono a pubblicare 75000 documenti con un click? Con la lingua fuori
    non+autenticato
  • - Scritto da: random name
    > quindi i Rettiliani riescono a pubblicare 75000
    > documenti con un click?
    > Con la lingua fuori
    certo.. anche senza click, se la loro fonte informativa sulla faccenda e' il TG1 o Panorama...
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba

    > certo.. anche senza click, se la loro fonte
    > informativa sulla faccenda e' il TG1 o
    > Panorama...
    La voce del padrone...
    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/2d...
    non+autenticato
  • - Scritto da: random name
    > mi sembra molto improbabile che una persona

    wikileaks è qualcosa di più di una sola persona...

    > riesca a pubblicare 75000 documenti riservati,
    > senza che CIA, NSA, MI5, MI6 e compagnia bella,
    > che supervisionano il sito 24 ore al giorno, si
    > accorgano di nulla finchè il tutto non è visibile
    > al mondo.

    mah... credo proprio invece che la pubblicazione in sé sia certamente possibile...

    ma è anche vero che (come anche calamari ha abbastanza chiaramente detto nell'articolo) qualche cosa di non del tutto chiari ci possa essere: a partire dalla stessa figura di Assange per finire con il dubbio che i documenti pubblicati siano stati "addomesticati" secondo le "esigenze" del momento e poi lasciati "uscire" ad arte...

    > Forse la pubblicazione di questi documenti in
    > fondo è utile anche agli
    > USA?
    > [...]
    > il tutto giustificato come fuga di notizie.
    > Efficace e comodo.

    appunto... in fondo potrebbe anche essere...
    non+autenticato
  • > > mi sembra molto improbabile che una persona...
    >
    > wikileaks è qualcosa di più di una sola persona...

    mi riferivo a Bradley Manning
    http://www.jpost.com/International/Article.aspx?id...

    per il resto concordo con te.
    non+autenticato
  • Non ci crederete, ma a me non interessa proprio niente degli afghani e dei militari USA. Grazie a questa guerra stupida stanno morendo un sacco di soldati (di loro non m'interessa, ma mi dispiace per le famiglie) e stanno spendendo soldi inutilmente che potrebbero essere benissimo dati a persone che non sanno neanche che cos'è il pane.
    non+autenticato
  • >> di loro non m'interessa

    complimenti, sempre qui con la solita vecchia storia che le vittime civili sono poveracci e i soldati sono sempre e invariabilmente dei cattivoni che meritano di morire
    non+autenticato
  • non ha detto cosi...
    Sgabbio
    26177
  • Detta così assolutamente no!

    Ma sicuramente una differenza tra un civile che per scelte non sue si è trovato coinvolto in una guerra ed un soldato che è andato coscientemente sul campo di battaglia c'è!
    G%2cG
    339
  • - Scritto da: Anonimo
    > Non ci crederete, ma a me non interessa proprio
    > niente degli afghani e dei militari USA.

    e sbagli! se vogliamo (e mi pare che anche tu lo voglia) che non ci sia per il mondo gente che si ammazzi tra loro (e ammazzi anche gli altri) è di fondamentale importanza capire come e perché ci siano persone che accettino, più o meno consapevolmente, di andare ad ammazzare altre persone...

    > Grazie a
    > questa guerra stupida stanno morendo un sacco di
    > soldati (di loro non m'interessa, ma mi dispiace
    > per le famiglie)

    la fai un po' troppo semplice...

    "[...]
    E mentre marciavi con l'anima in spalle
    vedesti un uomo in fondo alla valle,
    che aveva il tuo stesso identico umore,
    ma la divisa di un altro colore.
    Sparagli Piero, sparagli ora
    e dopo un colpo sparagli ancora,
    fino a che tu non lo vedrai esangue
    cadere in terra, coprire il suo sangue.
    E se gli spari in fronte o nel cuore
    soltanto il tempo avr per morire,
    ma il tempo a me rester per vedere,
    vedere gli occhi di un uomo che muore.
    E mentre gli usi questa premura,
    quello si volta ti vede, ha paura
    ed imbracciata l'artiglieria
    non ti ricambia la cortesia.
    [...]"

    da: F. De André, La Guerra Di Piero

    > e stanno spendendo soldi
    > inutilmente che potrebbero essere benissimo dati
    > a persone che non sanno neanche che cos'è il
    > pane.

    mah... asssistenzialismo caritatevole del ricco "occidente" al resto del mondo povero... è un'altra forma di imperialismo materiale e culturale, non poi tanto diversa dalla guerra, solo più "moderna" e sofisticata...

    le cose spesso sono complicate e a volte non possono essere semplificate troppo drasticamente...
    non+autenticato
  • Io ci credo.
    Ma credo anche che questo intervento è completamente fuori luogo e fuori tema.
    H5N1
    1641
  • Mi sembra di essere parecchio d'accordo con Calamari, in particolare mi ha attratto il ragionamento secondo cui Internet ha molto bisogno di una struttura informativa come Wikileaks.