Alfonso Maruccia

India, autarchia informatica con l'OS proprietario

Nuova Delhi annuncia di essere al lavoro per la realizzazione di un sistema operativo tutto indiano. Le autoritÓ promettono maggiore sicurezza

Roma - Ancora piani di autarchia tecnologica per l'India: la costola dedicata alla ricerca del Ministero della Difesa annuncia l'avvio dei lavori su un sistema operativo fatto completamente in casa. Il sistema operativo di Nuova Delhi sarà più sicuro di Windows e Linux messi assieme, sostituirà in toto la tecnologia "occidentale" e garantirà al governo un maggiore controllo contro i tentativi di cyberattacco.

Le autorità possono contare sulle competenze di 50 diversi centri di ricerca sparsi sul territorio indiano, mentre per guidare i lavori sul nuovo OS sono stati approntati due nuovi centri di ingegneria del software presso le città di Bangalore e Nuova Delhi.

Perché creare un sistema operativo da zero? Le autorità precisano che la principale motivazione che dà il la a una simile impresa è la sicurezza "compromessa" del codice attualmente in circolazione: Nuova Delhi non si fida di Windows e men che meno di Linux, che pure è alla base di altri fantomatici "OS autarchici" in quel di Cuba, Russia e Cina.
"Il solo modo di proteggere" il fondamento di una moderna società dell'informazione è "avere un sistema realizzata in casa, l'architettura completa... il codice sorgente lo porti con te e nessuno sa di che cosa si tratti" dice il consulente scientifico V.K. Saraswat.

Per l'India vale insomma ancora il motto "security through obscurity", definizione che risulta ancora attraente per una nazione che ha già preteso che i produttori di smartphone "spifferassero" i segreti delle tecnologie di cifratura usate sui dispositivi mobile. Sempre che, ben inteso, il nuovo "OS indiano" non si riveli aleatorio come il famigerato laptop da 10 dollari.

Alfonso Maruccia
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66 Commenti alla Notizia India, autarchia informatica con l'OS proprietario
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  • allora , da dove comincio ?
    Ah si , la leggenda che gli ingegneri , i programmatori e gli informatici indiani e pachistani siano delle schegge al computer in generale e' una cavolata pazzesca .
    ne sanno qualcosa quelle aziende (telecom, Enel, British American Tobacco (ex monopoli di stato) etc etc che si sono affidate ad aziende che prendevano la manodopera (leggi ingegneri e informatici dba etc etc) dall'india e si affidavano a bangalore la silicon valley indiana per lo sviluppo di applicativi java lo startup di basi dati oracle e cosi via. peccato che tutti i lavori che consegnavano documentazioni comprese erano zeppi di errori di programmazione e progettazione , tradotto sara' sicuro che quel sistema operativo sara' piu' fulminato di una lampadina bruciata parola di informatico .
    non+autenticato
  • tradotto bella minchiata che hanno detto

    - Scritto da: marco ferri
    > allora , da dove comincio ?
    > Ah si , la leggenda che gli ingegneri , i
    > programmatori e gli informatici indiani e
    > pachistani siano delle schegge al computer in
    > generale e' una cavolata pazzesca .
    >
    > ne sanno qualcosa quelle aziende (telecom, Enel,
    > British American Tobacco (ex monopoli di stato)
    > etc etc che si sono affidate ad aziende che
    > prendevano la manodopera (leggi ingegneri e
    > informatici dba etc etc) dall'india e si
    > affidavano a bangalore la silicon valley indiana
    > per lo sviluppo di applicativi java lo startup di
    > basi dati oracle e cosi via. peccato che tutti i
    > lavori che consegnavano documentazioni comprese
    > erano zeppi di errori di programmazione e
    > progettazione , tradotto sara' sicuro che quel
    > sistema operativo sara' piu' fulminato di una
    > lampadina bruciata parola di informatico
    > .
    non+autenticato
  • Sviluppare un nuovo sistema operativo costa miliardi (dollari, Euro, fate un po' voi ...).
    E la volta che è stato sviluppato occorre (ri)sviluppare tutto il software applicativo che serve agli utenti, o convincere i produttori a fare il porting.

    Se invece il sistema operativo espone delle API standard (POSIX, etc.) di fatto si sta parlando soltanto del kernel.

    Ah, a proposito: un nuovo sistema operativo (o anche soltanto il kernel) implica nuovi driver: li convincono loro i produttori di hardware a fare il porting ed a manutenere anche la versione per il nuovo OS?

    Nemmeno i militari si sviluppano più i sistemi operativi in casa: hanno scoperto che è più economico 'blindare' quelli esistenti.

    Non voglio nemmeno ipotizzare che pensino addirittura di rifarsi l'hardware ...!

    In conclusione, come già ha commentato qualcuno, si prenderanno un sistema operativo aperto, ci metteranno le opportune backdoor (ed una ragionevole quantità di bugs), e lo distribuiranno come closed source.

    Ciò detto, il loro sistema operativo sarà sempre più insicuro dell'originale, per almeno due motivi:
    1) avrà meno supporto della versione libera, sia commerciale che da parte della comunità, e quindi recepirà in ritardo correzioni e migliorie;
    2) tutto il codice che loro aggiungeranno contiene anch'esso, per definizione, dei bug, e quindi sarà sempre più vulnerabile dell'originale.

    ... non è che qualcuno a livello ministeriale deve far arrivare un cospicuo budget a qualche società di software sua amica ...?
    (scusate la cattiveria: d'altra parte, a pensar male si fa peccato ma difficilmente si sbaglia, soprattutto quando si parla di montagne di soldi ...)

    Ah, un'ultima cosa:
    il loro sistema operativo diventerà molto 'appetibile' da parte dei malintenzionati, perché sarà più difficile che le vulnerabilità vengano scoperte e divulgate, e quindi potranno essere sfruttate per più tempo.
    Il mercato è appetitoso: è di centinaia di milioni di persone, e le relative identità, carte di credito, etc. ...

    Seppoi qualcuno scoprirà che si tratta di software libero potrà fare causa al governo (vedi EFF) ed obbligarlo sia a rendere pubblici i sorgenti sia a pagare i danni (questo forse è un po' più difficilotto ...)
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    Modificato dall' autore il 14 ottobre 2010 15.41
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  • fare un sistema operativo è cosa assai difficile. ma una volta fatto se non ci sono applicazioni che ci girano sopra nessuno lo userà. Quindi, oltre al sistema, questi fenomeni dovranno rifare Office e Autocad, tanto per citare solo due software molto diffusi a livello enterprise. Senza contare i web server, gli application server, i database, i browser, i player multimediali, etc etc etc
    non+autenticato
  • Mi domando: ma non sarebbe meglio, visto che l'India ha la possibilità sia del personale quelificato che indiustriale di creare un computer ex novo?
    Si continua ad usare un Pc che ha le sue basi in alcuni decenni di storia inforamtica ed elettronica.
    Un SO su base Pc deve sottostare alla configurazione di Bios-configurazione memoria (che direi obsoleta)-prima traccia dell'HD. L'assembly è quello che non si può cambiare, il resto del secondo livello in sù lo si potrà cambiare migliorando forse un pò le cose, ma non in modo sostanziale.
    Certo un SO prorietario del governo indiano sarà privo di tutte quei programmini nascosti usati per spiare, ma questo è possibile anche con un Linux visto che è un SO aperto...
    O forse non è tanto la "pulizia" dell'SO che vogliono, ma semplicemente armarlo di software spia che mandi i messaggi in casa proria, e non negli USA o altrove.
  • Ognuno è libero di fare quello che gli pare... ma questi OS autarchici mi sembrano tanto velleitari quanto ridicoli... staremo a vedere.
    non+autenticato
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