Alfonso Maruccia

LimeWire, fine dei download

Un'ingiunzione costringe il popolare client di P2P a cessare tutte le attività. Si prospettano milioni di utenti-condivisori "orfani" e un pesante contrappasso economico per LimeWire LLC

Roma - E alla fine RIAA ottiene una nuova vittoria contro gli "scariconi" di LimeWire. Ai discografici non bastava la condanna per "incitazione alla violazione del copyright" di LimeWire LCC, la società produttrice di uno dei client di P2P più usati che si appoggia(va) ai network Gnutella e al protocollo BitTorrent per il trasferimento e la condivisione dei file. RIAA voleva che il software cessasse ogni attività dalla sera alla mattina, e il giudice della Corte Distrettuale di New York ha stabilito la giustezza di tale richiesta.

LimeWire non funziona più: sia la versione base che quella a pagamento del software non sono più in grado di cercare, scaricare e condividere alcunché mentre viene visualizzato un "messaggio legale" sulla fine del supporto e della distribuzione del client. Il giudice Kimba Wood ha dunque accolto la richiesta delle major, costringendo LimeWire LLC a chiudere immediatamente ogni attività online.

Entusiaste le dichiarazioni di RIAA, improntate a sottolineare la fine della "massiccia pirateria" veicolata da LimeWire e grazie alla quale i suoi sviluppatori "si sono enormemente arricchiti". Certo è che l'ingiunzione del giudice Wood colpisce e abbatte uno dei client di P2P più usati, ragion per cui milioni di utenti dovranno ora migrare verso applicazioni ed "ecosistemi" meno proni agli strali dell'industria dei contenuti.
Caso LimeWire a parte, l'ingiunzione di cessazione attività potrebbe riservare sorprese altamente spiacevoli anche per il resto della enorme community che si dedica al file sharing: il giudice Wood chiama espressamente in causa "software simili" a LimeWire egualmente sfruttati ai fini di infrangere il diritto d'autore, dunque RIAA avrebbe gioco facile al passare al prossimo obiettivo denunciando magari popolari client BitTorrent come uTorrent e Vuze.

L'organizzazione delle etichette statunitensi non elabora ulteriormente sui potenziali, futuri obiettivi della sua eterna campagna legale contro il file sharing, scegliendo piuttosto di concentrarsi sul nuovo processo in tribunale contro LimeWire previsto per il prossimo gennaio: sarà in quella sede che la corte dovrà stabilire "l'appropriato livello di danni" subiti dall'industria a causa dell'attività del client di P2P, per i "miliardi e miliardi di download illegali veicolati dal sistema di LimeWire".

Alfonso Maruccia
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