Mauro Vecchio

Google: la cattiva reputazione non pagherà

Implementato uno specifico algoritmo per risolvere il problema del ranking abusivo. La regola "basta che se ne parli" non varrà più. BigG non ha escluso che altre falle vengano trovate in futuro

Roma - È un principio apparentemente basilare quello recentemente evidenziato da Google: la cattiva reputazione di un'azienda non porta effetti benefici sui suoi affari. Quasi una tautologia, messa tuttavia in discussione da un sito di ecommerce chiamato DecorMyEyes. Il suo gestore, tale Vitaly Borker, era infatti riuscito a trasformare centinaia di recensioni negative in un vanto.

Uno schema truffaldino studiato ad arte, che aveva sfruttato una "vulnerabilità" del motore di ricerca di Google per far salire il sito DecorMyEyes nei ranking dei negozi specializzati in occhiali firmati. La merce venduta dal sito è però falsa, fatto che aveva scatenato le ire più veementi da parte degli utenti. Ma la trovata di Borker aveva sfruttato proprio le calunnie per scalare posizioni nel search di Mountain View.

Il caso è ora giunto all'attenzione della stessa BigG, inizialmente convinta che si trattasse semplicemente di una vicenda limite e non di un problema diffuso. Una squadra si è però immediatamente messa al lavoro, cercando una soluzione di natura algoritmica alla scalabilità abusiva interna al search engine. Soluzione trovata in poco tempo, dopo aver vagliato una serie di metodologie alternative.
Come sottolineato dal googler Amit Singhal, il blocco del sito DecorMyEyes avrebbe risolto il problema singolo, ma non certo aiutato a tappare il buco. Bocciata anche una seconda soluzione, che avrebbe sfruttato la tecnica analitica dei sentimenti per trasformare tutte le recensioni negative in ranking bassi. Singhal ha però riconosciuto il pericolo legato alle posizioni di personaggi politici contestati o tematiche delicate come l'aborto.

Il team di Google sembra quindi aver già implementato uno specifico algoritmo capace di raccogliere tutti quei siti commerciali come DecorMyEyes, classificandoli in base al numero di recensioni negative da parte degli utenti. Nessun dettaglio è stato rivelato, mentre lo stesso Singhal ha sottolineato come ulteriori debolezze potrebbero essere scoperte in futuro.

Mauro Vecchio
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25 Commenti alla Notizia Google: la cattiva reputazione non pagherà
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  • Per quelli che dicono che il computer non capisce, vadano a leggersi questo articolo, di quanto sta diventando sofisticato Google
    http://www.e-minds.it/blog/74/google-e-la-reputazi...
    Hanno un sistema che riesce a capire anche l'opinione dell'autore.
    non+autenticato
  • Anche a Napoli dicono che S.Gennaro fa il miracolo e scioglie il sangue eh... ho letto l'articolo e di concreto non c'è nulla di nulla se non un elogio a vuoto sui 4 gg necessari a Google per creare un qualcosa che non si cos'è perché nemmeno loro lo dicono..

    Better luck next time!
    non+autenticato
  • Ora cambierà anche tutto il sistema di SEO Optimization. Schifo infatti non fa anche il considerare quante volte un sito web è stato beccato contenere malware e phishing. E' giusto che solo i più bravi, capaci e volenterosi appaiano nelle prime entry del motore di ricerca.
    non+autenticato
  • Sarei molto curioso di sapere con che criterio capiscono che i commenti sono negativi... un computer non conosce NESSUNA lingua, non capisce... oltre al fatto che di lingue ce ne stanno...
    Non lo trovo neanche giusto nei confronti degli utenti... se un certo produttore o chi x lui ha una cattiva reputazione e io voglio informarmi su di lui (anche perché è mio diritto e ci posso rimettere soldi o peggio la salute) meglio che appaia ai primi posti invece che venga censurato. Se ha fatto qualcosa d'illegale lo si denunci e gli si chiuda l'attività piuttosto.

    Che pensino a togliere il vero spam e i veri siti dannosi... che di brutte figure in questo senso G ne ha fatto a vagonate negli ultimi 2 anni, bloccando siti innocui ecc. ecc.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gnugnolo

    > Che pensino a togliere il vero spam e i veri siti
    > dannosi... che di brutte figure in questo senso G
    > ne ha fatto a vagonate negli ultimi 2 anni,
    > bloccando siti innocui ecc.
    > ecc.

    quotone.
    non+autenticato
  • Puoi finirla, si è capito da un pezzo che sei la stessa persona.
    non+autenticato
  • Tu hai davvero capito tutto della vita... eh sì sì...

    Guarda che esiste anche la gente normale che non è talmente malata di protagonismo da scrivere con 2 nick diversi per darsi ragione eh...
    non+autenticato
  • ... che ormai è peggio della formula della coca cola! In base a cosa la rilevanza di una ricerca dovrebbe dipendere da chi e quanti siti puntano al tuo? Non ci avevano pensato prima che è un'arma a doppio taglio che INVITA allo spam da motori? Che tolgano questo sistema e via!
    non+autenticato
  • - Scritto da: gnugnolo

    > ... che ormai è peggio della formula della coca
    > cola! In base a cosa la rilevanza di una ricerca
    > dovrebbe dipendere da chi e quanti siti puntano
    > al tuo? Non ci avevano pensato prima che è
    > un'arma a doppio taglio che INVITA allo spam da
    > motori? Che tolgano questo sistema e
    > via!

    Che sistema proponi per fare ordine nei risultati dei motori di ricerca?

    Potresti avviarci un business (Google e Bing l'hanno fatto...), se è un sistema valido.

    Bye.
    Shu
    1232
  • Non m'interessa fare business sulle ricerche web né ho mai detto di esserne in grado. Dico solo che G ci ha fatto un po' il galletto su questo algoritmo e che potevano prevedere tranquillamente un abuso in tal senso.

    Poi perché non fare come x tutti i db e lasciare che sia l'utente a ordinarsi i dati come meglio crede?
    non+autenticato
  • - Scritto da: gnugnolo
    > ... che ormai è peggio della formula della coca
    > cola! In base a cosa la rilevanza di una ricerca
    > dovrebbe dipendere da chi e quanti siti puntano
    > al tuo? Non ci avevano pensato prima che è
    > un'arma a doppio taglio che INVITA allo spam da
    > motori? Che tolgano questo sistema e
    > via!

    Quell'algoritmo è la ragione del successo di Google, per cui trova risultati più significativi e più in fretta della concorrenza.
    Funz
    13032
  • Questo forse i primi anni in cui è nato... poi la frittata si è ribaltata e semplicemente la gente è corsa a linkarsi di qua e di là consapevole di questo principio. Diciamo semplicemente che x ovvi motivi la gente non va mai oltre una certa pagina di risultati e quindi automaticamente i primi in classifica rimangono primi perché tutti ci cliccano sopra perché non hanno voglia di andare alla pagina 50 dove magari c'è invece qualcosa di più significativo "per loro". La pertinenza di una ricerca spesso è molto soggettiva.

    Diciamo che più che altro che hanno ribaltato le cose. Più che studiare i contenuti presenti sul web è finita che chi fa web ha studiato Google e ha giocato (anche sporco) con le sue regole... quindi non è Google che capendo come funziona il web trova ma è chi produce che si adatta a come funziona G per farsi trovare. I dati si adattano al database e non il db ai dati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Funz

    > Quell'algoritmo è la ragione del successo di
    > Google, per cui trova risultati più significativi
    > e più in fretta della
    > concorrenza.

    Quell' "algoritmo" è la ragione per la quale c'è cosi tanto spam.
    Google non trova i risultati piu significativi, ha un metodo di valutazione molto piu stupido di quanto pensi, ma non lo dirò certamente qui, in piazza.

    Se poi vengono a raccontare che faranno una classifica tenendo conto dei cattivi commenti, bhe, è roba vecchia anche questa e non penso proprio che funzionerà.
    Ciarlano tanto ma intanto il loro motorino fa acqua da tutte le parti e fomenta lo spam.

    Allora, metto su una farm di blog con IP diversi e comincio a parlare male di PI... Cosa sucede, lo buttano fuori dalla serp?
    Ma vala...
    non+autenticato
  • dimenticavo... il trucco del "parlar male" l'ho scoperto un paio di anni fa da quando mi occupo di SEO.
    Non l'ho mai provato perchè mi sembrava una cavolata.

    Invece funziona ancora a quanto pare.
    Azz, ho perso un'occasione d'oro!
    Se io l'ho saputo due anni fa, figuriamoci da quando esiste...

    Bisogna che mi riguardo urgentemente le mie liste di exploit...
    non+autenticato
  • Oh finalmente!!! È ovvio che se basi il posizionamento anche sul numero di link ecc. fomenti la gente a creare link come conigli copulanti sfatti di viagra!
    non+autenticato
  • precisamente.
    E' quel che accade. Perchè? Perchè tutto si basa su un semplice modello, quello dei backlinks. Quindi dire che google si basa sui contenuti è ridicolo. Almeno è quello che vogliono far credere questi due bamboccioni.

    Certo, i contenuti aiutano, se il motore non viene chiamato, i backlinks hanno meno valore.
    Poi c'è il fattore traffico.

    Tutto qui, non c'è altro sul presunto "algoritmone" di google.
    Che poi ci siano delle formulette, ci sta, ma il concetto è tutto li.

    Se vai dal panettiere a 5 km da casa e non vai da quello che sta a 200 metri da casa tua, è perchè qualcuno ti ha parlato di come fa bene il pane il panettiere a 5 km da casa tua. Basta solo che il panettire continui a fare il pane e che qualcuno creda che tanta gente parli bene di lui A bocca aperta

    Ecco la formula magicaaaaa Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • Clap clap clap! E diciamole le cose!!! Occhiolino Si stava meglio con AltaVistaSorride Avevi i tuoi bei operatorini logici... e 15 anni in meno! Haha!

    È assurdo come questi (e tutti dietro a loro) pensino che quel che fanno di fatto diventa "legge" sul web...
    non+autenticato