Claudio Tamburrino

Anonymous: adesso tocca a Sony

I siti principali legati al marchio giapponese già colpiti da DDoS. E sembra che qualche cane sciolto stia cercando informazioni sui singoli impiegati Sony, e addirittura sui loro familiari

Roma - L'offensiva di Anonymous contro Sony entra nel vivo: Sony.com e PlayStation.com hanno subito attacchi DDoS in conseguenza dei quali sono diventati "estremamente lenti".

A riportare la notizia è PlayStation LifeStyle. L'account Twitter ufficiale di Sony ha invece scritto che PlayStation Network era "sotto manutenzione temporanea" e che di conseguenza "l'accesso ad esso poteva subire interruzioni durante il giorno".

Il gruppo di hacktivisti aveva lanciato la campagna contro l'azienda giapponese per "vendicare" l'azione legale intentata da quest'ultima contro GeoHot, hacker americano al secolo George Francis Hotz, e a difesa della libertà jailbreakare i dispositivi legittimamente acquistati dagli utenti.
Oltre ai siti di Sony, tuttavia, stavolta alcuni smanettoni apparentemente parte degli Anonymous, anzi di un suo sottogruppo battezzatosi SonyRecon, sarebbero intenzionati a fare un passo in più coinvolgendo nell'offensiva anche i singoli impiegati e le loro famiglie: alcuni avrebbero cercato informazioni personali sui singoli dipendenti (nomi, numeri di telefono, indirizzi, storia familiare), e uno avrebbe addirittura chiesto dei figli del CEO e Presidente di Sony Howard Stringer.

Inoltre, tramite un gruppo Facebook si starebbe organizzando per il 16-17 aprile una manifestazione pubblica davanti ai negozi SonyStyle.

Claudio Tamburrino
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