Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Il muro oltre il giardino

di M. Calamari - Pensate oltre gli stili di vita, le abitudini, le comodità. Pensate oltre le mode, la pubblicità, i guru. Pensate a quello che conta davvero: alle idee, alla conoscenza, al sapere. E pensate a come diffonderli

Roma - Qualche giorno fa leggevo un articolo riguardo i cosiddetti "Walled Garden", i "Giardini Recintati" che sempre più l'industria dell'informatica di consumo e della comunicazione sta realizzando, con il fiancheggiamento dei suoi clienti. Si parla di Walled Garden quando un mercato si sviluppa in maniera pubblica e condivisa, ma sempre all'interno di confini tecnologici e/o legali ben definiti e ben delimitati, ma sopratutto controllati da un'unica entità.

Tentare di definire un fenomeno che si evolve velocemente ed in maniera quasi confusa è però decisamente poco utile; le definizioni ti possono rendere schiavo ed impedirti di guardare la realtà, proprio come un paio di Googleshades. Restiamo con i piedi per terra allora e ricominciamo.

In soldoni i Walled Garden sono quei posti dove i consumatori vengono attratti o diretti e nei quali possono spendere i propri soldi e/o energie, ma da cui è sempre difficile uscire se non rinunciando a buona parte o tutto di quello che si è speso. I maggiori market di applicazioni per cellulari, per libri elettronici e contenuti multimediali sono esempi (di successo) di Walled Garden.
L'autore dell'articolo (che ahimé non ricordo) elencava 4 multinazionali, anzi meganazionali, come esempi del successo dei Walled Garden; ho scoperto con piacere di essere "fuori" da tutte e 4. Non è un caso ma un percorso preciso. In effetti, come recente acquirente di una smartphone, ho una zolla di Wallet Garden in tasca, ma lo so, la tratto con cura, timore ed attenzione come farei con un utile ma pericoloso pellet di uranio arricchito. Mi piace pensare che questa sia una conseguenza naturale di una scelta di vita ed una scala di valori molto semplice, molto vicina agli esseri umani ed assai poco alle firme ed al consumismo.

Questo pensiero mi porta anche a rattristarmi non solo per il riconoscermi in una minoranza sempre più sparuta, ma anche perché vedo persone assennate e che stimo aggirarsi per quei giardini, vuoi con noncuranza, vuoi cercando giustificazioni, spesso senza neanche accorgersene ma semplicemente scivolando tra le pieghe dei propri ed altrui ragionamenti.

Ne è un esempio il focus dell'ultimo articolo del sempre ammirevole Massimo Mantellini che, descrivendo l'impatto del'ultimo gadget per la lettura dei libri elettronici e dei libri elettronici stessi, parla dell'influsso del bit sulla carta e di quello del bit sugli scrittori, enunciando questo punto di partenza:
"(...) il tema sul quale concentrarci in futuro potrebbe essere quello della lettura su device dedicati contrapposta ad una lettura web in senso lato: da un lato l'ambiente confortevole, adeguato al contesto editoriale, dei lettori dedicati, forniti di tecnologie apposite come l'inchiostro elettronico, dall'altro le mille tentazioni della lettura sul web, basata su monete piuttosto preziose quali l'apertura dei formati, la condivisione e l'ipertestualità"
Ecco un esempio di come una esposizione logica, informata, ragionevole, e assai condivisibile può diventare veicolo e parte di una "cortina semiconscia" che nasconde una situazione epocale negativa come quella dei futuri Walled Garden culturali senza apertura e senza condivisione, semplicemente intrecciando i piani di discussione e creando interferenza tra i concetti in maniera certamente involontaria.

L'editoria elettronica di oggi è, ahimé, al 100 per cento un Walled Garden, ben delimitato dagli alti muri costituiti dai DRM e dai lettori di ebook in commercio e da quelli già annunciati. Quando si arriva alla conta dei "buoni" e dei "cattivi", non c'è che un posto da assegnare agli ebook del presente e del futuro prossimo, e non è insieme ai buoni. Possiamo poi parlare di valore della tecnologia e dell'interazione tra tecnologie, strumenti del sapere e scrittura, possiamo vivere situazioni più o meno estreme di compromesso, come tanti fanno o devono fare.

Non bisogna però mai stancarsi di ripetere che anche se la strada che percorriamo oggi con gli e-book ci porta in una direzione diversa, la meta del viaggio deve essere nella direzione "giusta", quella del libero sapere. Ed il libero sapere si trova in direzione della condivisione e della libera circolazione della conoscenza, non dentro giardini racchiusi da alti muri.

Non è che per questo motivo dobbiate necessariamente rinunciare ad un nuovo ed affascinante gadget, gli stili di vita sono toni di grigio, raramente bianco o nero. Ma di qualunque grigio voi siate, pensate a questo quando mettete mano al portafoglio in un giardino recintato; pensate che ogni soldino speso in quel giardino ne alza il muro e contribuisce a tener fuori gli altri, i tanti che vivono in una Economia della Scarsità. E tra questi "altri", considerando gli attuali e futuri rivolgimenti, potrebbero presto esserci i nostri figli.

Marco Calamari
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Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
50 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Il muro oltre il giardino
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  • Sono lieto di constatare che ci sono ancora coscienze ben sveglie. Viva la libertà di scelta o di rifiuto.
    non+autenticato
  • Non me la sento di discutere direttamente le sue affermazioni perché non so farlo senza essere troppo prlisso.
    C'è però una curiosità che avrei piacere che lei mi soddisfacesse, e che è in qualche modo IT (in tema). Diverso tempo fa ha raccontato che durante le sue vacanze lei andava in un internet point ma si rifiutava di utilizzare una connessione wireless. Ora invece dice di avere acquistato uno smartphone, e di usarlo, con prudenza ma di usarlo. Presumo dunque che faccia necessariamente uso della connessione wifi del suo smartphone. Se ho presunto bene, mi può dire cosa è cambiato da allora, cioè da quando lei rifiutava in toto le connessioni wifi?
    Grazie.
  • - Scritto da: reXistenZ
    > Non me la sento di discutere direttamente le sue
    > affermazioni perché non so farlo senza essere
    > troppo
    > prlisso.
    > C'è però una curiosità che avrei piacere che lei
    > mi soddisfacesse, e che è in qualche modo IT (in
    > tema). Diverso tempo fa ha raccontato che durante
    > le sue vacanze lei andava in un internet point ma
    > si rifiutava di utilizzare una connessione
    > wireless. Ora invece dice di avere acquistato uno
    > smartphone, e di usarlo, con prudenza ma di
    > usarlo. Presumo dunque che faccia necessariamente
    > uso della connessione wifi del suo smartphone. Se
    > ho presunto bene, mi può dire cosa è cambiato da
    > allora, cioè da quando lei rifiutava in toto le
    > connessioni

    Salve

    e' la presunzione che e' sbagliata. La ricerca di contraddizioni quindi e' viziata alla base.

    Si tratta di, se vogliamo dare una definizione, uno stile di vita.

    - in primis rifiutare quello che e' inaccettabile
    - in secundis, fare il resto limitando al massimo il danno

    per cui non uso windows o prodotti Apple ma:

    uso il cavo quando posso sceglierlo rispetto al wi-fi, cripto quando posso scegliere rispetto al non.cripto, uso il 3G quando posso sceglierlo rispetto al wifi, uso il market quando posso scaricare come prima applicazione un monitor di applicazioni, etc. etc.

    Saluti.   Marco
    non+autenticato
  • > Salve

    Grazie per la sua risposta.

    > e' la presunzione che e' sbagliata. La ricerca di
    > contraddizioni quindi e' viziata alla
    > base.

    Riconosco di essere polemico per natura e di esserlo stato parecchio con lei in passato, ma davvero non ero mosso da intenti maligni come i farisei con Gesù.
    Lei parla di "ricerca di contraddizioni", io volevo semplicemente sapere se con il tempo e le nuove tecnologie lei aveva accettato dei compromessi (senza attribuire connotazioni negative a questo temine, dato che la nostra vita è fatta di compromessi quotidiani, garndi e piccoli).

    La sua risposta mi ha fatto nascere nuove curiosità: per esempio quando usa uno smartphone quali attività svolge, quali applicazioni esegue e quali attività NON svolge e quali applicazioni NON esegue, seguendo, come dice lei, il suo stile di vita. Io gliela butto lì come proposta: potrebbe diventare oggetto di uno dei suoi prossimi articoli.
  • Perchè continui a perdere tempo? Vedrai che tra un anno anche Calamari sarà felice e contento nel suo walled garden come tutto il resto del mondo.

    Il tempo passa e logora. Alla fine ci si arrende.

    Resistere è inutile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    > Perchè continui a perdere tempo? Vedrai che tra
    > un anno anche Calamari sarà felice e contento nel
    > suo walled garden come tutto il resto del
    > mondo.
    >
    > Il tempo passa e logora. Alla fine ci si arrende.
    >
    > Resistere è inutile.

    vedo che c'è qualcuno che è più fanatico di me. ti va di fare insieme un gruppo facebook?
  • - Scritto da: Get Real
    > Perchè continui a perdere tempo? Vedrai che tra
    > un anno anche Calamari sarà felice e contento nel
    > suo walled garden come tutto il resto del
    > mondo.
    >
    > Il tempo passa e logora. Alla fine ci si arrende.
    >
    > Resistere è inutile.

    C'e' chi si arrende solo quando muore, e tra questi ci sono molti che scrivono piu' che possono in rete, e lo fanno solo in Rete e solo con licenze libere.

    Infatti gli uomini sono mortali, i libri con licenze "proprietarie" ,a meno siano capolavori immediatamente riconosciuti anche, mentre il bit lanciati in Rete possono anche diventare immortali e moltiplicarsi se valgono qualcosa.
    Sono memi molti piu' vitali degli articoli in terza pagina e dei post nei forum.
    Ne ho avuta la prova di tanto in tanto, ma ve la risparmio.

    P.S. le mia parole, "ricerca di contraddizioni" e "presunzione" si riferivano, come tutto il resto, al testo, non alla persona che l'ha scritto. "Presunzione" nel senzo di premessa arbitraria ed errata al ragionamento successivo, che lo invalida completamente.
  • <cite> L'autore dell'articolo (che ahimé non ricordo) elencava 4 multinazionali, anzi meganazionali, come esempi del successo dei Walled Garden; ho scoperto con piacere di essere "fuori" da tutte e 4. </cite>

    sarei curioso di sapere quali sono le 4 multi-mega... confidando di esserne fuori anche io...
    non+autenticato
  • Avevo già segnalato qui http://bfp.sp.unipi.it/btfp/?p=200&cpage=1#comment... l'articolo sull'altro Steve. Ho aggiunto un'ulteriore segnalazione nei commenti, sperando che i miei lettori umanisti la raccolgano.

    E' uno sputo in un mare, ma non vorrei trovarmi a pentirmi di non aver neppure provato a fare la mia parte, per quanto insignificante possa essere.
  • - Scritto da: Minima academica

    > E' uno sputo in un mare, ma non vorrei trovarmi a
    > pentirmi di non aver neppure provato a fare la
    > mia parte, per quanto insignificante possa
    > essere.

    Non è uno sputo in un mare, ci sono altri che la pensano come te, che non si allineano alla massa che in questo momento si spertica in elogi eccessivi e a senso unico, e che in questo momento se ne stanno zitti per due motivi:

    1) perché non è mai carino criticare un morto

    2) perché tanto non servirebbe a molto, le mode passano solo quando vengono rimpiazzate da altre mode
    non+autenticato
  • Calamari, mi dispiace!
    Mi dispiace vederLa distribuire perle ai porci inascoltato...
    Mi rattrista vederLa sempre piu' simile a Cassandra, nella speranza di non fare anche noi la fine di Ilio

    Mi atterrisce l'idea che Lei possa essere la nuova Cassandra, ma so che e' cosi.

    Continuoi a scrivere,
    un sentito grazie
  • Penso che sappia anche lui, che le sue parole resteranno purtroppo inascoltate dalla grande massa, ma credo si renda anche conto che per quel piccolo nucleo di persone che lo ascoltano le sue parole sono molto importanti. E questo piccolo nucleo può cercare di diffondere queste parole almeno un pochino, pur sapendo di essere ancora più ignorato della stessa Cassandra.
    non+autenticato
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