Claudio Tamburrino

UE, sì all'interoperabilità e al reverse engineering

La Corte di Giustizia ribadisce che il diritto d'autore sul software tutela solo il codice, per come è stato scritto. L'idea che sta alla base di un prodotto quindi può essere perseguita battendo strade diverse

UE, sì all'interoperabilità e al reverse engineeringRoma - Le funzionalità software non sono soggette al diritto d'autore: a dirlo (o meglio, a ribadirlo) è una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CJUE), chiamata a giudicare sul caso che vede contrapposte World Programming Limited (WPL) e SAS.

Già l'opinione dell'Avvocato Generale della Corte aveva considerato legittima, secondo l'attuale normativa sul copyright, la copia delle funzionalità di un programma o del suo linguaggio, se al momento della riproduzione delle funzionalità il presunto violatore non ha copiato una parte consistente degli elementi del programma originale che sono espressione stessa della creazione intellettuale dell'autore.

SAS offre programmi per il data processing e per le analisi statistiche, che necessitano da parte degli utenti l'utilizzo di script nel linguaggio SAS e di una licenza per i componenti del suo sistema; World Programming Ltd (WPL), da parte sua, ha sviluppato, senza aver accesso al codice sorgente di SAS, software alternativi in grado di emularne le funzioni, permettendo così agli utenti SAS di accedere con diversi programmi ai propri dati conservati nei formati SAS.
Il caso che si è trovata davanti la CJUE, insomma, riguardava la presunta violazione del copyright da parte di WPL per aver copiato le funzioni del software SAS e offerto interoperabilità basata sul linguaggio proprietario SAS.

Come già rilevato dall'Avvocato Generale Bot, tuttavia, ora anche la CJUE ha ritenuto che il diritto d'autore non tuteli l'idea e i principi di base del programma, ma solo le forme assunte dalla sua espressione: merito (o conseguenza) della differente disciplina a tutela dei software in Europa.

Mentre, infatti, in paesi come gli Stati Uniti i programmi informatici sono tutelabili con brevetto (che copre l'idea alla base di un'innovazione), nel Vecchio Continente a tutela dei software vi è il copyright, che copre solamente gli elementi letterali del programma, cioè il codice sorgente e tutti quegli elementi che rappresentano la creatività del suo autore.

La decisione della Corte, peraltro, fa un passo ulteriore a partire da questa considerazione, arrivando ad affermare che "il detentore del diritto d'autore su un programma di computer non può prevenire, anche utilizzando gli accordi di licenza, un utente dal cercare di determinare le idee e e i principi alla base di tutti gli elementi del programma ottenuto in licenza". Riconoscendo così il diritto al reverse engineering.

Claudio Tamburrino
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133 Commenti alla Notizia UE, sì all'interoperabilità e al reverse engineering
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  • L'ultima frase della notizia è errata: la sentenza della corte europea NON AUTORIZZA AFFATTO IL DIRITTO AL REVERSE ENGENEERING.
    Cito al riguardo della notizia il commento fatto su PC-Professionale (Giugno 2012, pag 182) nella rubrica "Legge e bit", curata da un esperto di diitto dell'Informatica:
    "[...omissis]
    le facoltà riconosciute da questa sentenza agli utenti non possono sfociare nella violazione dei diritti dell'autore-proprietario di un software. Detto in altro modo, nulla, in questa sentenza, legalizza il disassemblaggio non autorizzato di codice compilato".
    In altri termini: il reverse engeeneering del codice è illegale.
    non+autenticato
  • Il brevetto del famosissimo Pagerank di Google è scaduto. Vuol dire che chiunque può usarlo liberamente. La domanda che pongo è la seguente : perchè nessuno ha deciso di sfruttarlo? Forse perchè per metterlo all'opera ci vogliono 200.000 server? Sono assolutamente certo che nessun ente / organizzazione / gruppo di utenti open-source potrà mai mettere in piedi un'infrastruttura tecnologica come quella di Google. Google, che ci piaccia o no, ha letteralmente trasformati Internet e dubito che se il pagerank fosse stato open fin dall'inizio le cose sarebbero andate meglio di adesso (tecnologicamente parlando).
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio_X75
    > Il brevetto del famosissimo Pagerank di Google è
    > scaduto. Vuol dire che chiunque può usarlo
    > liberamente. La domanda che pongo è la seguente :
    > perchè nessuno ha deciso di sfruttarlo? Forse
    > perchè per metterlo all'opera ci vogliono 200.000
    > server?

    La piu' sgrausa delle botnet formate da winzombies ha una potenza di calcolo centinaia di volte superiore a quella di google.

    Quindi non e' un problema impostare una sorta di calcolo distribuito.

    > Sono assolutamente certo che nessun ente
    > / organizzazione / gruppo di utenti open-source
    > potrà mai mettere in piedi un'infrastruttura
    > tecnologica come quella di Google.

    Le tue supposte certezze ... ci siamo capiti dove te le puoi infilare.

    > Google, che ci
    > piaccia o no, ha letteralmente trasformati
    > Internet e dubito che se il pagerank fosse stato
    > open fin dall'inizio le cose sarebbero andate
    > meglio di adesso (tecnologicamente
    > parlando).

    E quest'altra supposta certezza su che cosa si basa?
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Antonio_X75

    > > perchè nessuno ha deciso di sfruttarlo? Forse
    > > perchè per metterlo all'opera ci vogliono
    > 200.000
    > > server?
    >
    > La piu' sgrausa delle botnet formate da
    > winzombies ha una potenza di calcolo centinaia di
    > volte superiore a quella di
    > google.
    >
    > Quindi non e' un problema impostare una sorta di
    > calcolo
    > distribuito.

    Un progetto open, basato sul calcolo distribuito e dunque sul contributo di volontari, perché no? Potrebbe funzionare!
    >
    > > Sono assolutamente certo che nessun ente
    > > / organizzazione / gruppo di utenti
    > open-source
    > > potrà mai mettere in piedi un'infrastruttura
    > > tecnologica come quella di Google.

    Queste sembrano tanto le ultime parole famose...
    Certo, oggi come oggi, pensare di incrinare il dominio di Google è duro per chiunque, che sia azienda privata a scopo di lucro o no...

    > > Google, che ci
    > > piaccia o no, ha letteralmente trasformati
    > > Internet e dubito che se il pagerank fosse
    > stato
    > > open fin dall'inizio le cose sarebbero andate
    > > meglio di adesso (tecnologicamente
    > > parlando).

    O forse, invece che il quasi-monopolio di Google, avremmo una situazione più equilibrata con due tre grossi motori di ricerca che si spartiscono gli utenti...
    non+autenticato
  • Ma com'è che se qualcuno cerca di intavolare un discorso riguardo i brevetti viene insultato? Perchè dovrei ficcare le mie idee in quel posto? Mah..comunque, ti consiglio di leggerlo il brevetto del pagerank. Magari ti accorgi che non è possibile usare il "calcolo distribuito" come lo intendi tu. Se così fosse, qualcuno avrebbe tentato di allestire un clone di Google. Senza tonnellate di soldi non è possibile mettere in piedi idee di questa caratura. Ficcatelo in testa
    non+autenticato
  • - Scritto da: Antonio_X75
    > Ma com'è che se qualcuno cerca di intavolare un
    > discorso riguardo i brevetti viene insultato?
    > Perchè dovrei ficcare le mie idee in quel posto?

    Perche' se sei assolutamente certo che la community non possa competere con una qualunque societa' commerciale, la tua opinione non e' gradita.

    > Mah..comunque, ti consiglio di leggerlo il
    > brevetto del pagerank. Magari ti accorgi che non
    > è possibile usare il "calcolo distribuito" come
    > lo intendi tu.

    Di fatto funziona gia' con un calcolo distribuito: sono le ricerche e gli accessi degli utenti a determinare il pagerank.

    > Se così fosse, qualcuno avrebbe
    > tentato di allestire un clone di Google. Senza
    > tonnellate di soldi non è possibile mettere in
    > piedi idee di questa caratura. Ficcatelo in
    > testa

    Quante tonnellate di soldi ha speso google per diventare google?
  • > Perche' se sei assolutamente certo che la
    > community non possa competere con una qualunque
    > societa' commerciale, la tua opinione non e'
    > gradita.
    >

    il fatto che una opinione non sia gradita, da te, non implica che sia falsa. Come tu scrivi sotto per fare qualcosa di simile a google servono soldini, tanti soldini. E una community formata solo da appassionati, senza l'apporto di "grossi" finanziatori può fare poco o niente.
  • - Scritto da: shevathas
    > > Perche' se sei assolutamente certo che la
    > > community non possa competere con una
    > qualunque
    > > societa' commerciale, la tua opinione non e'
    > > gradita.
    > >
    >
    > il fatto che una opinione non sia gradita, da te,
    > non implica che sia falsa. Come tu scrivi sotto
    > per fare qualcosa di simile a google servono
    > soldini, tanti soldini. E una community formata
    > solo da appassionati, senza l'apporto di "grossi"
    > finanziatori può fare poco o
    > niente.

    Mi spieghi perche' quando si tratta di mettere in piedi un servizio distribuito, la community puo' fare solo poco o niente, mentre quando si tratta di condividere canzonette, intervengono i governi di mezzo mondo per oscurare la rete?
  • > Mi spieghi perche' quando si tratta di mettere in
    > piedi un servizio distribuito, la community puo'
    > fare solo poco o niente, mentre quando si tratta
    > di condividere canzonette, intervengono i governi
    > di mezzo mondo per oscurare la
    > rete?

    quanto si impiega per preparare ed incidere una canzone originale ?
    quanto si impiega per copiare l'ultimo CD di lady GAGA ?
  • - Scritto da: shevathas
    > > Mi spieghi perche' quando si tratta di
    > mettere
    > in
    > > piedi un servizio distribuito, la community
    > puo'
    > > fare solo poco o niente, mentre quando si
    > tratta
    > > di condividere canzonette, intervengono i
    > governi
    > > di mezzo mondo per oscurare la
    > > rete?
    >
    > quanto si impiega per preparare ed incidere una
    > canzone originale ?

    Luco che fa il musicista potrebbe rispondere tranquillamente a questa domanda.
    Ma parecchi brani che hanno fatto storia sono stati composti quasi per caso e in breve tempo.
    L'incisione poi richiede il tempo di esecuzione per ciascun orchestrale che suona e qualcuno che poi mixa tutto.
    Non piu' di un paio di giorni di lavoro, per un massimo di 1000 euro se non vuoi sbatter via i soldi.

    Senza contare che su youtube e' pieno di filmati live di gente che suona sul pianoforte di casa sua con un microfono accanto.
    In questo caso il costo e' addirittura zero.

    > quanto si impiega per copiare l'ultimo CD di lady
    > GAGA ?

    Non lo so perche' non ho cd di lady gaga.
    Per rippare Beethoven ci ho messo un'oretta ma perche' tutti i tag erano sul CDDB.
  • - Scritto da: shevathas
    > quanto si impiega per preparare ed incidere una
    > canzone originale
    > ?
    > quanto si impiega per copiare l'ultimo CD di lady
    > GAGA

    se la "canzone originale" e' di Lady gaga, piu' o meno lo stesso tempo, fa solo la brutte copia di Madonna
    non+autenticato
  • Sarà pure bello poter fare reverse engineering e condividere la conoscenza per un futuro migliore.

    Sarà pure bello diffondere il sapere e la conoscenza per lo sviluppo tecnologico dell'europa e del mondo.

    Sarà pure bello respingere i brevetti per consentire a tutti di..

    Sarà pure ... sarà... ma fatto sta che in USA la tecnologia va sempre a gonfie vele e proliferà in tutte le direzioni, mentre in europa e in italia siamo semplicemente dei bamba primitivi, che confondiamo la tecnologia con un account su facebook

    In europa la tecnologia va a marcia indietro, eppure i brevetti sono tutti oltre oceano

    Non dovremmo essere noi gli evoluti e loro i primitivi?
    non+autenticato
  • > Non dovremmo essere noi gli evoluti e loro i
    > primitivi?

    Ma non senti sulla tua pelle i vantaggi della condivisione? Della libera circolazione delle idee?

    Vedrai non appena gli indiani capiranno che i mercati UK e US sono saturi e cominceranno a imparare l'italiano come tutti questi sostenitori della libera conoscienza diventeranno immediatamente sostenitori di brevetti, dazi e royalties.

    Il settore manufatturiero ce lo siamo gia giocati, per quanto riguarda l'IT dobbiamo solo ringraziare che i rumeni sono troppo pochi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ctf23dwaf

    > Sarà pure ... sarà... ma fatto sta che in USA la
    > tecnologia va sempre a gonfie vele e proliferà in
    > tutte le direzioni, mentre in europa e in italia
    > siamo semplicemente dei bamba primitivi, che
    > confondiamo la tecnologia con un account su
    > facebook

    Negli USA la tecnologia va a gonfie vele *nonostante* i brevetti, e non grazie a quelli. Tutti i più grandi nomi del settore sono diventati tali in anni in cui il software non era brevettabile, e se la questione dovesse venire portata seriamente alla Corte Suprema mi sa che tornerebbe a non esserlo. Ma soprattutto, negli USA le condizioni per chi ha voglia di lavorare sono mediamente molto migliori che da noi, ad iniziare dalla pressione fiscale e dal costo della benzina. Tu prova ad avviare un qualsivoglia small business da loro e da noi e poi mi dirai. Se da noi creassimo condizioni simili faremmo sicuramente meglio, io ne sono fermamente convinto.

    >
    > In europa la tecnologia va a marcia indietro,

    Ma non per la mancanza di brevettabilità del software, che è un vantaggio competitivo, ma per la inguaribile maggior propensione europea (ed italiana in particolare) all burocratizzazione ed all'imposizione di vincoli. Da noi non appena l'e-mail ha smesso di essere uno strumento "esoterico per smanettoni" ci hanno imposto la PEC. Negli USA no. Così non si va da nessuna parte, questo è il nostro problema, i brevetti sono un ostacolo, ma in USA riescono a sopportarlo perché non ne hanno una infinità di altri che noi invece abbiamo.

    > eppure i brevetti sono tutti oltre
    > oceano

    Comunque l'economia USA è assai più precaria oggi di quanto non fosse 20 o 30 anni fa. Non a caso fanno causa per qualsiasi cosa, ad esempio perché la Nutella fa ingrassare, come se li avessero obbligati a mangiarla. In realtà il fatto è che da loro (come da noi) i soldi hanno ormai assunto vita propria, che è poi la vera causa della crisi planetaria che stiamo attraversando, che guarda caso è nata proprio dagli USA, e che deriva dalla perdita della correlazione lavoro -> benessere, e soldi -> strumento per pagare beni e servizi, non merce da comprare e rivendere.
    non+autenticato
  • Hanno voluto il liberismo capitalista? Beh, che ora pedalino... A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Polemik
    > Hanno voluto il liberismo capitalista? Beh, che
    > ora pedalino...
    >A bocca aperta

    Si però io che non l'ho voluto devo pedalare più di loro! come mai?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > - Scritto da: Polemik
    > > Hanno voluto il liberismo capitalista? Beh, che
    > > ora pedalino...
    > >A bocca aperta
    >
    > Si però io che non l'ho voluto devo pedalare più
    > di loro! come
    > mai?

    Perche' non sai pedalare.
    Invece di stare in testa al gruppo a tirare, mettiti dietro e resta riparato dal vento.
    Solo quando comincia la salita devi scattare.
  • - Scritto da: Polemik
    > Hanno voluto il liberismo capitalista? Beh, che
    > ora pedalino...
    >A bocca aperta

    io da italiano vorrei pedalare come loro
    non+autenticato
  • - Scritto da: Carlos

    > Negli USA la tecnologia va a gonfie vele
    > *nonostante* i brevetti, e non grazie a quelli.

    se oggi c'è quello che c'è, lo si deve forse anche alla natura competitiva dei brevetti, che in USA esistono da 200 anni

    nessuna società italiana investirebbe il 30% degli utili in ricerca se poi chiunque potrebbe sfruttare i frutti per il proprio lucro

    la ricerca negli usa è invece protetta dai brevetti in tutte le salse e le startup non mancano

    ringraziamo gli usa (e magari pure i loro brevetti) se oggi abbiamo il 90% della tecnologia

    ti sei mai chiesto come mai la patria dei brevetti è anche quella del popolo più innovativo degli ultimi 200 anni?

    non voglio fare l'avvocato dei brevetti, a me non entra nulla, vorrei solo che si smettesse di vivere sulle nuvole
    non+autenticato
  • - Scritto da: rombof0
    > - Scritto da: Carlos

    > > Negli USA la tecnologia va a gonfie vele
    > > *nonostante* i brevetti, e non grazie a
    > > quelli.

    > se oggi c'è quello che c'è, lo si deve forse
    > anche alla natura competitiva dei brevetti, che
    > in USA esistono da 200 anni

    Non sono assolutamente d'accordo, secondo me ha ragione Carlos, lo quoto in tutto e per tutto.
    krane
    22544
  • - Scritto da: rombof0

    > ti sei mai chiesto come mai la patria dei
    > brevetti è anche quella del popolo più innovativo
    > degli ultimi 200
    > anni?

    Questa è una convinzione che esiste solo nella tua testa. Fino alla seconda guerra mondiale l'America non era una super-potenza, e l'innovazione veniva sopprattutto da altri stati, come la Germania, o l'Inghilterra. Gli USA potevano magari esere paragonati un po' all'Australia, un paese potenzialmente dotato di grandi risorse ma nulla più. Gli USA sono diventati quello che sono solo dopo la guerra, per vincere la quale sono stati determinanti e questo li ha messi in condizioni di acquisire una enorme forza geo-politica. Che la loro forza economica sia dovuta ai brevetti è una affermazione del tutto gratuita. Comunque i brevetti sono consultabili online, se vuoi prenderti la briga di leggere qualche rivendicazione di quelli che trattano argomenti a te comprensibili ti fai un'idea un po' più fondata, così magari la smetti di ragionare per luoghi comuni secondo cui brevetto = innovazione = cosa buona e giusta.

    >
    > non voglio fare l'avvocato dei brevetti, a me non
    > entra nulla, vorrei solo che si smettesse di
    > vivere sulle
    > nuvole
    non+autenticato
  • > Questa è una convinzione che esiste solo nella
    > tua testa. Fino alla seconda guerra mondiale
    > l'America non era una super-potenza, e
    > l'innovazione veniva sopprattutto da altri stati,
    > come la Germania, o l'Inghilterra. Gli USA
    > potevano magari esere paragonati un po'
    > all'Australia, un paese potenzialmente dotato di
    > grandi risorse ma nulla più. Gli USA sono
    > diventati quello che sono solo dopo la guerra,

    ROTFL, ma stai scherzando? Secondo te la guerra come l'hanno vinta? A sputi o grazie dalla loro enorme potenza industriale e strapotere tecnologico?

    > enorme forza geo-politica. Che la loro forza
    > economica sia dovuta ai brevetti è una
    > affermazione del tutto gratuita. Comunque i

    La loro spinta nell'innovazione è dovuta anche ai brevetti. Le società americane spendono miliardi in R&D perché se ci arriva prima il loro competitor sono fuori mercato dato che la legge protegge l'investimento (ovvero non si copia).
    non+autenticato
  • Pare che se ne siano finalmente accorti.

    Pensavo di brevettare le idee di democrazia, teocrazia e dittatura per poi denunciare tutti gli stati del mondo. mi hanno rovinato un business!
    non+autenticato
  • trasferisce la sede legale a RomaA bocca aperta
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > trasferisce la sede legale a RomaA bocca aperta
    Disse l'astroturfer, sempre pronto a difendere a spron battuto il suo padrone....

    Come già hanno fatto notare più sopra, la chiave per ottenere soluzioni sempre migliori è la condivisione di conoscenze, competenze e informazioni.

    Non farlo è, alla lunga, dannoso e controproducente. Per tutti.
    non+autenticato
  • tu sai la storia di Google, Java e Android? ma manco una battuta si può fare in sto forum ormai?
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > tu sai la storia di Google, Java e Android?
    Sì.
    Originariamente volevano sviluppare il nuovo sistema su base .NET, rapidamente scartato (e giusto ieri è nato XobotOS su base Mono, per ora giocattolo per sviluppatori, poi si vedrà...), sono poi passati a Java per sentirsi chiedere un braccio, una gamba e la palla sinistra per il diritto di sfruttamento della JVM ufficiale.
    Da qui la nascita di Dalvik a partire dalle specifiche (open) di Java.

    > ma manco una battuta si può fare in sto forum
    > ormai?
    Chi pensa male fa peccato ma indovina.
    Chiediti perchè la reazione tipica ad un tuo post ormai è questa
    non+autenticato
  • perchè trollo? uuuuuu noooo io pensavo che mi consideraste sopra le parti… mi hai scioccato!

    Detto questo, ci sono email di Google che parlavano di 28 milioni di $ per la licenza, non mi sembra un furto, se vuoi sviluppare il tuo OS senza JAVA allora sviluppa qualcosa di nuovo invece che assumere tutta gente che ha lavorato su JAVA per fare un clone!
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > perchè trollo? uuuuuu noooo io pensavo che mi
    > consideraste sopra le parti… mi hai
    > scioccato!
    >
    > Detto questo, ci sono email di Google che
    > parlavano di 28 milioni di $ per la licenza, non
    > mi sembra un furto, se vuoi sviluppare il tuo OS
    > senza JAVA allora sviluppa qualcosa di nuovo
    > invece che assumere tutta gente che ha lavorato
    > su JAVA per fare un
    > clone!
    E' stato sviluppato qualcosa di nuovo: Dalvik. VM che funziona in maniera abbastanza diversa dalle normali VM Java.
    E l'impiego di un linguaggio di programmazione estremamente diffuso e multipiattaforma come Java garantisce un pool di sviluppatori potenziali enormemente elevato, con benefici non indifferenti nel lungo termine.
    Inutile girarci intorno, Google ha voluto fin da subito sviluppare Android in modo da favorirne lo sviluppo comunitario.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MeX
    > trasferisce la sede legale a RomaA bocca aperta

    La liberta' di reverse engineering favorisce solo chi innova e danneggia chi basa il proprio business sulla chisura e sui brevetti

    (chi ha detto apple?)

    Quindi ben venga google a Roma.
  • JAVA è OpenSource, ma essere open source non vuol dire non farsi pagare il dovuto, vista la battaglia legale sostenuta da Google in US se fossero a Roma magari gli andrebbe meglio, speravo che almeno tu la capissi la battuta
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > JAVA è OpenSource, ma essere open source non vuol
    > dire non farsi pagare il dovuto, vista la
    > battaglia legale sostenuta da Google in US se
    > fossero a Roma magari gli andrebbe meglio,
    > speravo che almeno tu la capissi la
    > battuta

    Dove compare il riferimento a java nella tua battuta?
  • che senso avrebbe la battuta se Google non avesse sta bega con JAVA?
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > che senso avrebbe la battuta se Google non avesse
    > sta bega con
    > JAVA?

    Non lo so.
    Se mi nomini google, java non sta nelle prime 10 associazioni che mi vengono in mente.

    Avessi detto oracle...
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