Alfonso Maruccia

Il transistor biologico lavora con gli enzimi

Ricercatori statunitensi realizzano un componente biologico che si comporta come un transistor, ed č in grado di riprogrammare una cellula secondo istruzioni fornite in "codice" binario

Roma - Gli esperti della Stanford University School of Medicine hanno realizzato un transistor composto da materiale genetico, un componente che mima il comportamento dei transistor al silicio ma è in grado piuttosto di programmare la componente basilare di ogni forma vivente - la cellula - secondo istruzioni fornite in formato di logica booleana.

Quello ideato da Drew Endy e colleghi è un "transcriptor", un transistor composto da una porzione di DNA in grado di integrarsi nel codice genetico di una cellula vivente e di controllare il fluire dell'RNA messaggero nella stessa misura in cui il gate di un transistor di silicio controlla lo scorrere degli elettroni fra "source" e "drain" del componente.

Grazie al neo-sviluppato transcriptor, dicono i ricercatori, in futuro sarà possibile programmare le cellule cancerogene per interrompere la loro proliferazione incontrollata e senza fine, tenere sotto controllo la salute di un paziente, creare farmaci altamente specifici e via di questo passo.
Gli esperti di Stanford mirano a trasformare il concetto di "computer genetico" in qualcosa di molto più concreto di una delle bizzarrie da sfoggiare sulle pubblicazioni scientifiche. Il transcriptor, in tal senso, è il "terzo componente" essenziale per la realizzazione di un computer biologico dopo i progressi fatti - sempre a opera di Endy e colleghi - sullo storage a base di DNA e la Internet biologica.

Alfonso Maruccia
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