Mauro Vecchio

USA, i nuovi sospetti della pirateria

Torna la lista nera dei paesi che turbano il sonno di Washington per lo scarso impegno mostrato nella tutela della proprietà intellettuale. Nello Special 301 il nemico più pericoloso è l'Ucraina. Dubbi sullo stallo italiano

Roma - Nuova edizione del rapporto noto come Special 301, la lista stilata dai vertici dell'Office of the United States Trade Representative (USTR) ad includere tutti quei paesi che poco o nulla hanno fatto per contrastare efficacemente la proliferazione di materiale audiovisivo in violazione del diritto d'autore. Tra i principali nemici del copyright statunitense, l'Ucraina è stata inserita al primo posto nella sezione Priority Foreign Country (PFC) nell'ultimo aggiornamento del report a stelle e strisce.

Tra l'estesa diffusione di software pirata e la condivisione online di contenuti illeciti, le capacità di enforcement del governo ucraino avrebbero subito un severo deterioramento nel corso degli ultimi anni. Le autorità locali avrebbero completamente fallito nel garantire un livello d'accesso equo al mercato della proprietà intellettuale, attraverso l'organizzazione e il funzionamento di quelle società specializzate nella raccolta delle royalty per conto dei legittimi titolari dei diritti.

Dalla lista dei sospetti della pirateria è invece uscita la Spagna, dopo le intenzioni mostrate dal governo iberico per una significativa riforma dell'attuale testo legislativo sul diritto d'autore. L'industria statunitense si era precedentemente lamentata dei risultati piuttosto blandi ottenuti dalla discussa Ley Sinde per la rimozione dei siti pirata entro 10 giorni. Nella nuova proposta formulata dal Segretario di Stato alla Cultura Jose Maria Lassalle, le singole piattaforme di streaming o file sharing dovranno procedere alla rimozione di interi cataloghi di link e contenuti illeciti, di fatto abbandonando la pratica delle singole rimozioni su singole richieste da parte dei legittimi detentori dei diritti.
Mentre Cina e Bulgaria continuano a preoccupare il governo di Washington, il Canada è stato spostato nella lista degli osservati - watch list - per i progressi mostrati finora nella tutela della proprietà intellettuale.

Nella stessa lista è presente anche l'Italia, che non smette di turbare il sonno dei potenti signori del copyright a causa di "uno dei tassi di pirateria più alti nel mondo". Il governo di Washington è preoccupato per lo stallo nell'enforcement tricolore, arenatosi con il famigerato schema di regolamento proposto dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) negli ultimi anni. L'Autorità del Belpaese è intenzionata a tornare alla carica con un workshop di esperti previsto per il prossimo 24 maggio.

Mauro Vecchio
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