Alfonso Maruccia

IBM crea nuovi linguaggi per il computer cognitivo

Big Blue al lavoro su un nuovo paradigma per la programmazione. Una tecnologia libera dai condizionamenti del passato e modellata sui chip che riproducono il cervello umano

Roma - Il cognitive computing è una delle frontiere su cui IBM si è maggiormente concentrata nell'ultimo periodo, e Big Blue scommette che presto le macchine saranno in grado di "capire" le cose - oltre a macinare numeri a velocità elettroniche - migliorando le capacità di analisi e di interazione con gli esseri umani.

Ma per sfruttare al meglio queste nuove, ipotetiche capacità "cognitive", spiega l'azienda statunitense, occorre un cambio di paradigma a cominciare dall'ecosistema software pensato per sfruttare il nuovo hardware senziente. Un ecosistema che giocoforza non potrà derivare dal FORTRAN come i linguaggi di programmazione oggi disponibili per le comuni piattaforme informatiche al silicio, "stupide" ma incredibilmente veloci nel calcolo digitale.

IBM è dunque al lavoro su "un FORTRAN per i chip sinaptici", un tipo di hardware ispirato dal funzionamento del cervello già presentato da Big Blue e a cui ora viene affiancato un modello di programmazione ad alto livello basato su blocchi costruttivi - componibili e riutilizzabili - chiamati corelet.


Ogni corelet "rappresenta uno schema completo di una rete di core neurosinaptici" che descrive una funzione base, spiega IBM; il nuovo paradigma di programmazione fa sì che il funzionamento interno di ogni corelet risulti nascosto, e solo gli input e gli output saranno accessibili agli sviluppatori di codice. In tal modo un programmatore potrà concentrarsi su "cosa" un corelet fa piuttosto che su "come" lo fa, avendo la possibilità di combinare diversi corelet per produrne di nuovi, più complessi e dotati di funzionalità maggiormente evolute.

Alfonso Maruccia
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17 Commenti alla Notizia IBM crea nuovi linguaggi per il computer cognitivo
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  • Tralasciando l'Esperanto, perché non esplorare invece le potenzialità dell'Aymara? Qualcuno ha tentato di tradurlo in un linguaggio per computer (http://web.archive.org/web/20070629231004/http://w...), dal momento che la sua struttura (e questo è un mistero) è stranamente "matematica". Ha inoltre una logica "trivalente": http://web.archive.org/web/20080218112034/http://w...
    non+autenticato
  • > Tralasciando l'Esperanto, perché non esplorare
    > invece le potenzialità dell'Aymara? Qualcuno ha
    > tentato di tradurlo in un linguaggio per computer

    Sono bislacche teorie che risalgono agli anni Novanta. Apparvero anche articoli sui giornali italiani.
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/r...

    Anche ammesso che l'aymará presenti questa struttura a logica ternaria (io sospetto sia solo un abbaglio, ma non ho mai approfondito la cosa), che senso ha usarlo tale e quale per i linguaggi del computer? Come si è sempre fatto fin dagli albori, si pieghi il linguaggio naturale degli informatici, l'inglese, a questa logica ternaria. E finita lì.

    Apprezzo la fonte di ispirazione che può provenire dallo studio di lingue poco note, ma deve essere tenuto distinto dallo studio dell'informatica. A sentire certi propugnatori di queste lingue (sanscrito, aymarà...) sembra che un programmatore all'avanguardia debba anche fare un corso accelerato di lingue in via di estinzione.
    non+autenticato
  • ( che IMHO non penso che siano dei gran coglioni A bocca aperta ) pensano questo:

    http://www.aaai.org/ojs/index.php/aimagazine/artic...

    Ora i cinesi che hanno acquistato IBM pensano di partire dal FORTRAN, sarà almeno il FORTRAN 77 ? Deluso

    il denaro ti permette di comprare, ma non ti fa diventare un'arca di scienza...
    non+autenticato
  • - Scritto da: prova123
    > ( che IMHO non penso che siano dei gran coglioni
    >A bocca aperta ) pensano
    > questo:
    >
    > http://www.aaai.org/ojs/index.php/aimagazine/artic
    >
    > Ora i cinesi che hanno acquistato IBM pensano di
    > partire dal FORTRAN, sarà almeno il FORTRAN 77 ?
    >Deluso
    >
    > il denaro ti permette di comprare, ma non ti fa
    > diventare un'arca di
    > scienza...

    Clicca per vedere le dimensioni originali
    non+autenticato
  • Avevo letto qualche giorno fa questo articolo. Il potere espressivo del Sanscrito ricorda il Lisp, ma è meno matematico e più discorsivo (meno funzionale insomma).

    Molto interessante non credete?
    non+autenticato
  • - Scritto da: BarbaMelo
    > Avevo letto qualche giorno fa questo articolo. Il
    > potere espressivo del Sanscrito ricorda il Lisp,
    > ma è meno matematico e più discorsivo (meno
    > funzionale
    > insomma).
    >
    > Molto interessante non credete?

    Dimostra solo che Dio non era granche' come progettista di linguaggi.
    krane
    22544
  • Negli anni ho letto alcuni articoli a riguardo, il sanscrito è un linguaggio "matematico", è l'unico linguaggio al mondo che non presenta ambiguità ed è perfetto per le macchine. E' singolare il fatto che sia la lingua indoeuropea più antica, da cui originano tutte le altre lingue: una lingua nata perfetta che poi è degenerata il lingue imperfette, normalmente è naturale il contrario.

    Tale non ambiguità è tale da potere scrivere teoremi e relative dimostrazioni.

    http://www.vedicsciences.net/articles/sanskrit-nas...
    non+autenticato
  • > Negli anni ho letto alcuni articoli a riguardo,
    > il sanscrito è un linguaggio "matematico", è
    > l'unico linguaggio al mondo che non presenta
    > ambiguità

    No, è impossibile. Nessun linguaggio naturale è privo di ambiguità. Perfino lingue artificiali come l'esperanto presentano ambiguità, e alcuni esperantisti ne sono orgogliosi, perché così si possono fare giochi di parole. Sorride
    Forse non presenta ambiguità per le quattro frasi imparate da uno studente di sanscrito alle prime armi. Non sono queste le persone da prendere a esempio.


    > ed è perfetto per le macchine. E'
    > singolare il fatto che sia la lingua indoeuropea
    > più antica,

    Uno dei pregiudizi radicati nell'immaginario collettivo. Il sanscrito è una lingua indoeuropea come tutte le altre. È privo di senso definirla "più antica" o "più recente" perché si sono tutte staccate dall'ipotetico indoeuropeo comune nello stesso periodo (fra il 3700 e il 3400 a.C.)
    Forse intendi dire "lingua di prima attestazione": e non è il sanscrito, dolente deluderti.

    > da cui originano tutte le altre
    > lingue:

    Assolutamente no. Ripeto, il sanscrito è una lingua indoeuropea un tempo parlata in una zona dell'India, ora impiegata solo per scopi religiosi. Ed è una lingua antica come lo sono il persiano antico, il greco antico, il latino, l'antico armeno, il germanico comune, il paleoslavo...
    Dal sanscrito derivano (indirettamente) solo le lingue indoarie parlate oggi in India, Pakistan, Bangladesh, Maldive, Nepal e Sri Lanka. Sicuramente non l'italiano, ma nemmeno l'albanese o il russo. Assolutamente non imparentate col sanscrito sono le lingue non indoeuropee d'Europa: fra le altre il basco, l'ungherese, il finnico, le lingue lapponi, l'estone e il calmucco.

    Fra le lingue indoeuropee, quelle di cui abbiamo iscrizioni più antiche sono l'ittita e il greco miceneo (quello scritto in lineare B). Il vedico, la forma più antica del sanscrito, è attestato un po' dopo.


    > una lingua nata perfetta che poi è
    > degenerata il lingue imperfette, normalmente è
    > naturale il contrario.

    Questa frase non l'ho capita del tutto.

    > Tale non ambiguità è tale da potere scrivere
    > teoremi e relative
    > dimostrazioni.
    >
    > http://www.vedicsciences.net/articles/sanskrit-nas

    Interessante: un sito di numerologia e di culto del sacro che si diletta di linguistica.Deluso
    non+autenticato
  • Leggiti la documentazione ufficiale NASA.
    non+autenticato
  • > Leggiti la documentazione ufficiale NASA.

    L'ho letta. Non dice quello che sostieni.
    Incidentalmente: se la documentazione ufficiale NASA l'hai letta davvero, perché hai messo un link di un sito che con la NASA non c'entra nulla? Sorride
    non+autenticato
  • Quel documento è solo un documento, se poi non sai usare un motore di ricerca allora il discorso finisce qui.
    non+autenticato
  • Sì, è meglio che finisca qui. I tuoi argomenti li conosco. Provocazioni prive di senso, e nulla più.
    non+autenticato
  • "il nuovo paradigma di programmazione fa sì che il funzionamento interno di ogni corelet risulti nascosto, e solo gli input e gli output saranno accessibili agli sviluppatori di codice"

    Questa roba puzza di backdoor lontano anni luce.
    non+autenticato
  • Naaaah... credo che il significato sia da intendersi sullo stile i una rete neurale.
    Ovvero: la progetti, ma quando è in funzione Dio solo sa cosa sta accadendo nello specifico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: BarbaMelo
    > Naaaah... credo che il significato sia da
    > intendersi sullo stile i una rete
    > neurale.
    > Ovvero: la progetti, ma quando è in funzione Dio
    > solo sa cosa sta accadendo nello
    > specifico.
  • - Scritto da: yupa non loggato

    > Questa roba puzza di backdoor lontano anni luce.

    solo che a gestirla è skynet non Keith AlexanderA bocca aperta

    con le reti neurali si stanno infilando in un vespaio di assoluta incontrollabilità, che finirà per distruggerci tutti
    non+autenticato
  • - Scritto da: yupa non loggato
    > "il nuovo paradigma di programmazione fa sì che
    > il funzionamento interno di ogni corelet risulti
    > nascosto, e solo gli input e gli output saranno
    > accessibili agli sviluppatori di
    > codice"
    >
    > Questa roba puzza di backdoor lontano anni luce.


    No, si chiama programmazione procedurale, il pascal la usa da non ricordo bene quale anno.

    Hai una procedura, gli passi i parametri in ingresso e ottieni i parametri in uscita, il contenuto della procedura puoi anche non conoscerlo.

    Poi lo stesso paradigma lo hanno inventato per la programmazione ad oggetti. Sai cosa è un oggetto, sai cosa passargli, sai cosa restituisce ma non ti interessa sapere come funzione all'interno.

    Se non sbaglio si insegna anche nei corsi di informatica parlando di sistemi. u(x,t)=f(x,t-1)..... Ma trattando il sistema come un scatola nera. Mentre nel corso di elettronica si dovrebbe studiare l'interno di tale scatola.

    Ora lo reinventano di nuovo.