Claudio Tamburrino

Il reverse engineering non è violazione di copyright

Dopo il parere dell'Europa, nel Regno Unito si ribadisce il valore dell'interoperabilità e il limite del diritto d'autore sul codice del software: il reverse engineering si appropria di un'idea ma non rappresenta una copia

Il reverse engineering non è violazione di copyrightRoma - La Corte d'Appello di Inghilterra e Galles ha respinto il ricorso di SAS Institute Inc nel caso che la vede contrapposta a World Programming (WPL): il giudice Lord Justice Lewison che la presiedeva ha confermato il giudizio di primo grado che riteneva che l'imputata si sarebbe limitata a copiare le idee della concorrente (e non la loro espressione) sviluppandone una propria versione attraverso il reverse engineering. Non ci sarebbe stata dunque alcuna violazione di copyright.

Il caso risale al giugno del 2010, quando SAS ha accusato WPL di violare il diritto d'autore a tutela dei suoi programmi, del suo codice di programmazione e del suo linguaggio proprietario. I fatti sono stati ampiamente affrontati davanti al giudice di primo grado: la prima offre programmi per il data processing e per le analisi statistiche, che necessitano da parte degli utenti l'utilizzo di script nel linguaggio proprietario SAS (con relativa licenza); WPL, da parte sua, ha sviluppato indipendentemente software alternativi in grado di emularne le funzioni, permettendo così agli utenti di accedere con software alternativi ai dati conservati nei formati SAS.

Secondo il giudice di prima istanza, tuttavia, pur essendo chiare le circostanze, sussistevano problemi con la loro interpretazione soprattutto rispetto alla normativa relativa alla tutela della proprietà intellettuale. Così il giudice aveva demandato la questione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CJUE), a cui aveva chiesto se l'aver copiato le funzioni del software SAS e offerto l'interoperabilità rispetto al linguaggio proprietario SAS rappresentasse o meno una violazione del copyright da parte di WPL. Secondo il giudice europeo (e l'Avvocato Generale Bot prima di esso) ciò non costituisce tuttavia una violazione di copyright perché il presunto violatore non ha copiato una parte consistente degli elementi del programma originale (espressione stessa della creazione intellettuale dell'autore), ma si è limitato ad arrivare ad idee e principi base del programma attraverso il reverse engineering.
Questa opinione era stata recepita dalla corta britannica di primo grado ed è stata ora confermata dalla Corte superiore che ha respinto il ricorso depositato da SAS: oltre ad esprimere un po' di delusione per le risposte (parziali e sintetiche) date dal giudice europeo sulle questioni di diritto sollevate, sottolinea in particolare che la funzionalità di un programma non rappresenta l'espressione di un'idea, ma l'idea stessa che, in quanto tale, non si può proteggere con diritto d'autore.

Claudio Tamburrino
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75 Commenti alla Notizia Il reverse engineering non è violazione di copyright
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  • > > Faccio di meglio: metto il link al messaggio
    > in
    > > cui ha abbandonato la discussione. Giusto per
    > > sottolineare la prontezza di
    > > riflessi.

    > Mi faresti un favore: chi non è in grado di
    > cambiare idea è un ottuso
    > testardo.

    Peccato che quello che hai fatto tu non c'entri nulla con il "cambiare idea". Annunciare l'abbandono della discussione per ritornarvi tre giorni dopo non manifesta un'idea, ma un atteggiamento. I francesi lo chiamano l'esprit de l'escalier :

    http://www.linternaute.com/expression/langue-franc.../

    Sta a significare che la battuta giusta per l'interlocutore viene in mente solo quando si è arrivati all'androne al piano terra. Un po' tardi, per rifare le scale a ritroso e dirgliela...A bocca aperta
  • Un meritatissimo applauso a questa corte di giustizia che ha stabilito il diritto di poter scardinare lucchetti per poter eliminare gli odiosi lock-in.

    Una nuova era comincia: l'era in cui un formato closed non verra' piu' tutelato da leggi lobbiste a difesa di parassiti.
  • > Un meritatissimo applauso a questa corte di
    > giustizia che ha stabilito il diritto di poter
    > scardinare lucchetti per poter eliminare gli
    > odiosi
    > lock-in.

    Lo aveva già stabilito la corte d'appello norvegese nel caso DVD Jon, nel dicembre 2003. Però la Norvegia non fa parte dell'UE.


    > Una nuova era comincia: l'era in cui un formato
    > closed non verra' piu' tutelato da leggi lobbiste
    > a difesa di
    > parassiti.

    Non correre: l'idea non è tutelabile, l'espressione dell'idea sì. Leggi: se copi riga di codice dopo riga, scatta comunque la violazione.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Non correre: l'idea non è tutelabile,
    > l'espressione dell'idea sì. Leggi: se copi riga
    > di codice dopo riga, scatta comunque la
    > violazione.

    ovviamente, ma nessuno fa reverse engineering con lo scopo di copiare, bensì di capire il funzionamento di un sistema ed, eventualmente, crearne uno compatibile

    wine fa reverse engineering per capire come funziona win32 e replicarlo, non certo per scopiazzarlo riga per riga
    non+autenticato
  • > > Non correre: l'idea non è tutelabile,
    > > l'espressione dell'idea sì. Leggi: se copi riga
    > > di codice dopo riga, scatta comunque la
    > > violazione.
    >
    > ovviamente, ma nessuno fa reverse engineering con
    > lo scopo di copiare,

    Mah.... Proprio nessuno? Io non sarei così sicuro. Sono malpensante.Con la lingua fuori
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Non correre: l'idea non è tutelabile,
    > > > l'espressione dell'idea sì. Leggi: se
    > copi
    > riga
    > > > di codice dopo riga, scatta comunque la
    > > > violazione.
    > >
    > > ovviamente, ma nessuno fa reverse
    > engineering
    > con
    > > lo scopo di copiare,
    >
    > Mah.... Proprio nessuno? Io non sarei così
    > sicuro. Sono malpensante.
    >Con la lingua fuori
    No, solo ignorante.
    Come ti hanno spiegato sopra, "reverse engineering" significa comprendere (a fondo) le funzionalita' di un prodotto e replicarle in proprio, senza poter metter mano al codice sorgente originale (Wine docet....)
    non+autenticato
  • > nessuno fa reverse
    > > engineering
    > > con
    > > > lo scopo di copiare,
    > >
    > > Mah.... Proprio nessuno? Io non sarei così
    > > sicuro. Sono malpensante.
    > >Con la lingua fuori

    > No, solo ignorante.
    > Come ti hanno spiegato sopra, "reverse
    > engineering" significa comprendere (a fondo) le
    > funzionalita' di un prodotto e replicarle in
    > proprio, senza poter metter mano al codice
    > sorgente originale (Wine
    > docet....)

    Il passaggio "replicare in proprio" non è obbligatorio, ogni programmatore si regola come crede. Non so perché tu lo dia per scontato, visto che scontato non è.
    Fare retroingegneria di un programma popolare cambiando solo il nome e la GUI è violazione, e non è meno retroingegneria rispetto a un programma emulatore.
  • - Scritto da: Leguleio

    > Il passaggio "replicare in proprio" non è
    > obbligatorio, ogni programmatore si regola come
    > crede. Non so perché tu lo dia per scontato,
    > visto che scontato non è.

    Lo e' per tutti i programmatori.
    Per questo a te sembra una cosa strana.

    > Fare retroingegneria di un programma popolare
    > cambiando solo il nome e la GUI è violazione, e
    > non è meno retroingegneria rispetto a un
    > programma
    > emulatore.

    Quella non e' mica retroingegneria, ma una procedura brevettata da M$: prendono un programma popolare, ci cambiano nome e gui e lo rivendono come se fosse nuovo.
  • > > Il passaggio "replicare in proprio" non è
    > > obbligatorio, ogni programmatore si regola
    > come
    > > crede. Non so perché tu lo dia per scontato,
    > > visto che scontato non è.
    >
    > Lo e' per tutti i programmatori.
    > Per questo a te sembra una cosa strana.

    Leggi il commento di UnaDuraLezione:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3951122&m=395...

    Ti sei fatto troppe idee angelicate sui programmatori.
    Riscrivere un programma in proprio prende tempo. Copiarlo in tutto o in parte, dopo averlo sottoposto a retroingegneria, è molto più veloce.
  • - Scritto da: Leguleio
    > > > Il passaggio "replicare in proprio" non
    > è
    > > > obbligatorio, ogni programmatore si
    > regola
    > > come
    > > > crede. Non so perché tu lo dia per
    > scontato,
    > > > visto che scontato non è.
    > >
    > > Lo e' per tutti i programmatori.
    > > Per questo a te sembra una cosa strana.
    >
    > Leggi il commento di UnaDuraLezione:
    >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3951122&m=395
    >
    > Ti sei fatto troppe idee angelicate sui
    > programmatori.

    Tu non sai neanche chi sono i programmatori.

    > Riscrivere un programma in proprio prende tempo.

    CVD!

    > Copiarlo in tutto o in parte, dopo averlo
    > sottoposto a retroingegneria, è molto più
    > veloce.

    Cui prodest?
  • > > Leggi il commento di UnaDuraLezione:
    > >
    > >
    > http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3951122&m=395
    > >
    > > Ti sei fatto troppe idee angelicate sui
    > > programmatori.
    >
    > Tu non sai neanche chi sono i programmatori.

    Nemmeno tu.
    E di casi di programmi copiati ce ne sono. Non sappiamo se il metodo utilizzato fosse la retroingegneria, ma è il più probabile, diversamente bisognerebbe ipotizzare una talpa all'interno della ditta concorrente.


    > > Riscrivere un programma in proprio prende
    > tempo.
    >
    > CVD!
    >
    > > Copiarlo in tutto o in parte, dopo averlo
    > > sottoposto a retroingegneria, è molto più
    > > veloce.
    >
    > Cui prodest?

    Booooh... chissà mai a che giova?!? Newbie, inesperto
    Chissà mai a che cosa giovava a Karl-Theodor Maria Nikolaus Johann Jacob Philipp Franz Joseph Sylvester Freiherr von und zu Guttenberg, che come si nota dal nome è nobile, copiare il 70 % della tesi di dottorato. Incomprensibile!
  • - Scritto da: Leguleio

    > Nemmeno tu.
    > E di casi di programmi copiati ce ne sono. Non
    > sappiamo se il metodo utilizzato fosse la
    > retroingegneria, ma è il più probabile,
    > diversamente bisognerebbe ipotizzare una talpa
    > all'interno della ditta
    > concorrente.
    >

    'non sappiamo se il metodo...' ma spariamo a zero per principio!
    Per definizione, reverse-engeenering risale al funzionamento del programma analizzandone il comportamento e da quella analisi si scrive del codice 'originale' per emulare il comportamento.
    . Per risalire al codice ci vorrebbe un reverse-compiler (sempre che tu sappia cosa sia un compilatore) o perlomeno un disassembler.


    > > Cui prodest?
    >
    > Booooh... chissà mai a che giova?!? Newbie, inesperto
    > Chissà mai a che cosa giovava a Karl-Theodor
    > Maria Nikolaus Johann Jacob Philipp Franz Joseph
    > Sylvester Freiherr von und zu Guttenberg, che
    > come si nota dal nome è nobile, copiare il 70 %
    > della tesi di dottorato.
    > Incomprensibile!

    Una tesi di laurea copiata è una cosa, una tesi di laurea basata sullo studio di pubblicazioni, tesi e materiale di altri autori, credo che sia una cosa ben differente. Dubito che ci sia qualcuno in grado di scrivere una tesi senza attingere a materiale e conoscenze altrui, l'importante è rielaborare le informazioni avute da terzi per apportare un proprio valore aggiunto.
    Certo questo non vale per certi autori autoreferenzianti, ma è un altro discorso.
    non+autenticato