Alfonso Maruccia

W3C, come pagherà il Web

Il Consorzio del Web apre un nuovo gruppo di lavoro per sviluppare un sistema interoperabile e "universale" per i pagamenti a mezzo Web. Un sistema che dovrà prima di tutto essere indipendente dagli interessi dei grossi gruppi

Roma - Il World Wide Web Consortium (W3C) ha annunciato l'istituzione del Web Payments Interest Group, un gruppo - parte dell'iniziativa Web Payments Activity - che avrà il compito di sviluppare nuove soluzioni (interoperabili, universali e al riparo dall'influenza e dagli interessi dei colossi dell'IT) per la gestione dei pagamenti a mezzo Web.

Il nuovo gruppo del W3C chiama a raccolta tutti gli stakeholder di settore, dalle reti bancarie o di carte di credito ai provider di network cellulari passando per i produttori di browser Web, le aziende che processano le transazioni finanziarie, i gruppi per la standardizzazione dell'industria dei pagamenti e via elencando.

La convocazione è in linea con gli ambiziosi obiettivi assegnati al nuovo gruppo dal W3C, obiettivi che includono il riempimento delle "lacune" oggi esistenti nei sistemi di pagamento su Web in quanto a usabilità, sicurezza e privacy, lo sviluppo di una "API per il commercio su Web" aperta, sicura e universale, la creazione delle tecnologie di comunicazione connesse a un nuovo, ipotetico standard di Web commerce aperto al contributo e all'uso di tutti.
Lungi dal voler creare un nuovo clone di PayPal, il W3C intende piuttosto fornire una risposta ai problemi sempre più evidenti nella gestione della privacy da parte degli operatori di commercio telematico, costruendo un'alternativa ai sistemi di pagamento delle corporation statunitensi, incluse la suddetta PayPal, Apple, Google, Amazon e Facebook.

Un sistema di pagamenti Web che fosse standard avrebbe tutte le caratteristiche utili ad attrarre i tanti piccoli operatori indipendenti e ad affrancarli dai grandi gruppi, spiegano dal W3C, e servirebbe allo scopo di rafforzare la centralità del World Wide Web aperto in un mondo sempre più popolato da gadget mobile e dalle piattaforme proprietarie proposte dalle grandi aziende.

Alfonso Maruccia
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