Gaia Bottà

Pedoporno, una lista per la Rete

Condividendo con gli attori della Rete gli identificativi delle immagini degli abusi sui minori sarà possibile prevenirne il caricamento e soffocarne la circolazione. Almeno presso i servizi operati dai soggetti che aderiscono all'iniziativa

Roma - L'obiettivo è quello di affiancare una azione centralizzata alle iniziative dei singoli attori della Rete, così da operare senza duplicazioni di sforzi, facendo leva su identificativi unici per le immagini degli abusi sui minori che si vorrebbero estirpare da tutti i servizi online: la britannica Internet Watch Foundation (IWF), da anni impegnata contro la pedopornografia in Rete, ha cominciato a condividere le liste delle immagini.

IWF

La lista degli hash assemblata da IWF costuisce uno strumento per "rendere Internet uno spazio ostile alla condivisione, alla fruizione, al download e allo scambio di immagini di minori vittime di abusi sessuali": gli identificativi delle immagini, condivisi con gli attori della Rete, consentiranno di rintracciarle in maniera immediata e di rimuoverle ove possibile, nonché di prevenirne il caricamento. Ogni operatore di servizi online potrà contribuire: che sia un servizio di hosting o un social network, un data center o un fornitore di soluzioni di filtri, o un motore di ricerca. Facebook, Google, Microsoft, Twitter e Yahoo, in precedenza operative in maniera autonoma, stanno già collaborando con IWF e presto anche gli altri membri della Fondazione potranno accedere alle liste per implementarle presso i propri servizi.

IWF spiega che gli hash vengono creati per le immagini che i propri esperti hanno classificato come pedopornografiche, attingendo a segnalazioni e database provenienti dalle istituzioni e dall'industria, nonché frutto delle proprie indagini. Sono tre i tipi di hash che vengono generati, a partire dagli algoritmi MD5 e SHA-1 che permettono di individuare solo le immagini identiche, passando per la tecnologia PhotoDNA, sviluppata da Microsoft per tracciare anche immagini che abbiano subito alterazioni, già implementata negli anni da numerosi soggetti che operano in Rete.

Certo, la soluzione di condividere le liste non può prevenire la circolazione delle immagini su circuiti come il deep web, e necessita ancora di migliorie, affinché possa essere applicata ai video. IWF auspica però che la collaborazione degli attori della Rete contribuisca a mappare più rapidamente un numero sempre maggiore di immagini in circolazione, così da impedirne la circolazione fin dal momento in cui vengano implementate nella propria lista.

Gaia Bottà
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5 Commenti alla Notizia Pedoporno, una lista per la Rete
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  • La prima cosa che mi viene in mente è che sia un'iniziativa inutile, perchè nel normale web (Clearnet) non c'è praticamente più pedoporno, se non sporadicamente. Nessun paese al mondo ammette più la pedopornografia e pubblicare (ma anche scaricare) foto pedo nel normale web (o col P2P) vuol dire prenotare la galera.
    C'è poi da dire che immagino basterebbe modificare leggermente le immagini, per esempio ridimensionandole e cambiando leggermente e a caso i livelli di colore RGB oppure mettendo dei watermark, per riuscire a passare il filtro sugli hash, quindi altra ragione di scarsa utilità.

    Pensandoci meglio, però, vedo i PERICOLI di una tale operazione, non solo e non tanto per i pedofili ma per i fruitori del normale porno.

    Leggo che verranno creati hash per "le immagini che i propri esperti hanno classificato come pedopornografiche".
    E, di grazia, chi da all'IWF la legittimità per definire se un'immagine è pedopornografica? Sono almeno un'organismo governativo preposto? No, sono solo una delle tante ORGANIZZAZIONI PRIVATE che fanno BUSINESS dicendo di combattere la pedopornografia.
    Lasciare in mano a loro il potere di definire cosa è pedopornografico oppure no sarebbe come lasciarlo in mano a quel contaballe di Don Fortunato di Noto, quello che per chiedere fondi ogni anno regolarmente parla di "aumento dei siti pedo nel web e centinaia di siti web pedo italiani!" (ovviamente inesistenti, perchè ormai i siti pedo sono nel Deep Web e se ce ne fosse ancora qualcuno nella Clearnet sarebbe probabilmente un sito civetta della polizia).

    Anche se il meccanismo di IWF non è obbligatorio ma è una scelta dei fornitori dei servizi, potrebbe avere degli aspetti molto pericolosi se fosse adottato.
    Immaginiamo che uno pubblichi su una image board porno un'immagine che l'IWF ha classificato come pedopornografica ma che NON lo è (esempio: tratta da qualche sito del genere "teen", con modelle maggiorenni che possono spesso sembrare minorenni, tipo TryTeens, oppure di nudismo, che anche in caso di minori non è GENERALMENTE considerato pedoporno): che succede se il provider, oltre che bloccare, decide di DENUNCIARE chi ha postato?

    Il fanatismo su questo tema è a livelli incredibili, tra "autonominatisi vigilantes" e magistratura, il pericolo di essere trascinati in un procedimento giudiziario da qualche zelota è reale e anche se si venisse scagionati lo si sarebbe quasi sempre solo dopo qualche anno di angoscia.

    Stando così le cose, non posso certo augurare successo all'iniziativa, che effettivamente sembra fatta per far parlare dell'IWF e fargli raccogliere finanziamenti, ma contemporaneamente mettendo in pericolo tanti cittadini onesti e non criminali.
    non+autenticato
  • ogni file caricato sara' sottoposto ad analisi con relativa generazione di "hash" che lo etichetta?? ah gia, per il bene dei bambini, si, certo, ovvio, come no.

    ok, mi tocca scrivere un programmino che cambia un bit qua e la' in nei miei documenti quando li invio a piu' persone, cosi' ognuno avra' un hash diverso pur restando praticamente gli stessi.
    in questo gioco a "guardie" e "ladri" una volta tanto sono le giardie (noi, i buoni, il popolo) ad essere un passo avanti ai ladri (loro, i cattivi, il governo).
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...

    >
    > ok, mi tocca scrivere un programmino che cambia
    > un bit qua e la' in nei miei documenti quando li
    > invio a piu' persone, cosi' ognuno avra' un hash
    > diverso pur restando praticamente gli
    > stessi.

    Cambiando bit a caso rischi di corrompere il file rendendolo inutilizzabile al destinatario.
    Molto meglio inserirgli un watermark.

    > in questo gioco a "guardie" e "ladri" una volta
    > tanto sono le giardie (noi, i buoni, il popolo)
    > ad essere un passo avanti ai ladri (loro, i
    > cattivi, il
    > governo).

    Ma quando mai?
    Hanno appena annunciato la loro mossa e noi abbiamo gia' pronta una contromossa.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: ...
    >
    > >
    > > ok, mi tocca scrivere un programmino che
    > cambia
    > > un bit qua e la' in nei miei documenti
    > quando
    > li
    > > invio a piu' persone, cosi' ognuno avra' un
    > hash
    > > diverso pur restando praticamente gli
    > > stessi.
    >
    > Cambiando bit a caso rischi di corrompere il file
    > rendendolo inutilizzabile al
    > destinatario.
    > Molto meglio inserirgli un watermark.

    se esistono tool che lo fanno in automatico, meglio ancora: un watermark discreto e random ogni volta diverso e ciao.


    > > in questo gioco a "guardie" e "ladri" una
    > volta
    > > tanto sono le giardie (noi, i buoni, il
    > popolo)
    > > ad essere un passo avanti ai ladri (loro, i
    > > cattivi, il
    > > governo).
    >
    > Ma quando mai?
    > Hanno appena annunciato la loro mossa e noi
    > abbiamo gia' pronta una
    > contromossa.

    appunto!
    non+autenticato
  • Finalmente hanno capito che e' piu' decisivo rimuovere la luna invece di spezzare tutte le dita che la indicano, lasciando la luna in mezzo al cielo.

    Il prossimo passo deve essere quello di applicare il medesimo principio anche a tutti gli altri files in qualche modo illegali, con una precisa rimozione chirurgica, lasciando perdere i motori di ricerca che puntano a quei dati e al resto del contenuto del server che nulla ha a che vedere.