Claudio Tamburrino

Scuola, la tecnologia che non serve

Secondo i dati OCSE, che fanno riferimento a rilevazioni del 2012, l'ausilio dei computer e dei tablet non necessariamente migliora i risultati accademici degli alunni. Anzi, può essere vero il contrario

Scuola, la tecnologia che non serveRoma - Secondo gli ultimi dati raccolti dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) il livello di istruzione e l'infusione di tecnologia nelle classi non sono direttamente correlate. Anzi, c'è il rischio che i nuovi strumenti non aiutino affatto gli alunni ad apprendere.


Lo studio OCSE si è concentrato in particolare sulla diffusione e sull'impatto della tecnologia nelle scuole, misurando i dispositivi distribuiti ed utilizzati nelle classi, il tempo che gli studenti hanno trascorso con essi e comparando tali fattori ai risultati del test internazionale PISA che misura le abilità e le competenze sviluppate dagli alunni.

Il test PISA preso in considerazione dal rapporto è relativo al 2012 ed ha riguardato più di 500mila studenti di 15 anni di tutto il mondo e la sua comparazione con la diffusione dei computer, quando solo un terzo di quegli studenti utilizzava computer in classe, ha rilevato come i sistemi educativi che hanno investito pesantemente nell'ICT non abbiano registrato "significativi miglioramenti" nei risultati ottenuti dai propri alunni in comprensione del testo, matematica e scienze.

"Quando i computer entrano in classe, il loro impatto sulle performance degli studenti è al massimo controverso", ha riferito Andreas Schleicher del dipartimento dell'OECD dedicato all'istruzione.

Se questa conclusione appare assolutamente non determinante, in quanto i test potrebbero non essere pensati per un apprendimento e di conseguenza una conoscenza diversa da quella tradizionale, sorprende un altro dato dello studio OCSE complementare a questo: nelle scuole con il miglior rendimento in termini di orientamento fra le fonti digitali (digital reading) e in termini di parametri più tradizionali, ed in particolare alcune asiatiche, pur essendo la tecnologia una parte fondamentale nella vita di tutti i giorni, essa non entra affatto nelle classi.

In ogni caso l'OCSE conclude lo studio affermando che "il reale contributo che l'ICT può dare all'insegnamento e all'apprendimento deve ancora essere esplorato": per questo invita le scuole a lavorare con gli insegnanti per trasformare la tecnologia in uno strumento importante per il lavoro in classe e per sviluppare software ad hoc che servano al loro scopo.

D'altra parte, le politiche a livello nazionale sembrano decisamente puntare forte sulla digitalizzazione: uno degli ultimi esempi è costituito dalla municipalità di New York che ha annunciato che entro 10 anni tutte le scuole pubbliche della città dovranno offrire l'insegnamento dell'informatica nelle classi.

Stessa direzione è stata assunta dall'Italia: il coding e l'investimento in infrastrutture di connessione e in computer rappresenta uno dei pilastri della riforma della Buona Scuola. Nel rapporto OCSE, d'altra parte, l'Italia nel 2012 si distingueva ancora per una dotazione e un impiego di computer nelle classi inferiore rispetto alla media degli altri paesi: solo un computer ogni quattro studenti di 15 anni e solo due su tre studenti dicevano di utilizzarli nelle scuole.

Claudio Tamburrino
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24 Commenti alla Notizia Scuola, la tecnologia che non serve
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  • Un tesi del genere, in un paese come l'Italia che tecnologicamente è rimasto all'epoca della clava e della fionda, è perfettamente condivisibile.
    non+autenticato
  • Il scorso anno scolastico la scuola media pubblica di mio nipote ottiene un finanziamento (soldi pubblici) per acquistare dei tablet.
    La preside decide di comprare per 1 sola classe, in via sperimentale, dei tablet con sistema microsoft (1° errore)
    Nessuno degli insegnanti aveva idea di come si usassero e decidono di dare la password di amministratore ad alcuni degli alunni più svegli (2° errore)
    I tablet non sono arrivati sani (dal punto di vista software, ma non solo) alla fine dell'anno scolastico scorso
    Quest'anno la scuola ricomincia e i tablet sono ammassati nell'armadio
  • - Scritto da: Psicologo
    > Il scorso anno scolastico la scuola media
    > pubblica di mio nipote ottiene un finanziamento
    > (soldi pubblici) per acquistare dei
    > tablet.
    > La preside decide di comprare per 1 sola classe,
    > in via sperimentale, dei tablet

    Ha deciso in base a che cosa?
    Di sua sponte?
    Dopo aver discusso col collegio dei docenti?
    Dopo averne parlato anche coi rappresentanti dei genitori?
    O dopo aver fatto due chiacchere in privato con un rivenditore di tablet?

    > con sistema microsoft (1° errore)

    Ma bello grosso!
    Domanda: la scuola dispone di una connessione internet o di qualche computer fisso?

    > Nessuno degli insegnanti aveva idea di come si
    > usassero

    Questo esclude che la decisione sia maturata dopo una discussione col collegio dei docenti.

    > e decidono di dare la password di
    > amministratore ad alcuni degli alunni più svegli
    > (2° errore)

    Piu' svegli? La scuola utilizza questo metro per velutare le capacita' informatiche degli alunni?
    Il fatto che non abbiano la minima idea del valore della password di adminitrator si evinceva gia' dal punto 1

    > I tablet non sono arrivati sani (dal punto di
    > vista software, ma non solo) alla fine dell'anno
    > scolastico scorso

    Non mi stupisco.

    > Quest'anno la scuola ricomincia e i tablet sono
    > ammassati nell'armadio

    Visto che il ferro c'e', perche' non hanno pensato di bonificare il software e mettere in mano gli oggetti agli insegnanti "piu' svegli" ?
  • Praticamente hanno acquistato dei tablet senza sapere per cosa utilizzarli?
    Prozac
    5083
  • Se devo basarmi sugli effetti dell'introduzione della calcolatrice nelle scuole primarie, direi che l'effetto è palesemente negativo: una intera generazione che non sa far di conto.

    Che per dividere per 2000 ha bisogno della calcolatrice, altrimenti approssima dividendo per 1000. 1000 lire, 1 Euro. 10000 lire, 10 Euro.

    Che se moltiplica 150 per 5, gli scappa il dito sul 5 della calcolatrice e scrive invece 55, legge 8250 senza il minimo dubbio. Che se sono le dosi per persona di una torta, butta in forno un impasto con 8 kg ed una quarto di farina, invece di 825 grammi.

    Certo, se parliamo di Storia dell'Arte, il discorso cambia. Ma ciò non toglie che la matematica si impara ragionando, astraendo con il cervello, rielaborando, intuendo e tentando. Su una tavoletta di cera, su un foglio di carta, o su un tablet, poco cambia: se voglio imparare, lo sforzo lo devo fare io.
    non+autenticato
  • [errata corrige] "invece di 750 grammi".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > Se devo basarmi sugli effetti dell'introduzione
    > della calcolatrice nelle scuole primarie, direi
    > che l'effetto è palesemente negativo: una intera
    > generazione che non sa far di conto.

    Ho capito quello che vuoi dire, ma non darei la colpa alla calcolatrice, quanto alla qualità dell'educazione. L'introduzione della calcolatrice, e della tecnologia in generale, non porta vantaggi principalmente perchè gli educatori non sanno come sfruttarla in tal senso. Purtroppo è evidente che il mestiere di insegnante non è oggi il compito di grandissima responsabilità che consiste nel formare le future generazioni, ma un'occupazione-parcheggio poco pagata per chi non è riuscito a trovare altri impieghi.
  • Infatti per i tanti professori asini era tutto più semplice quando si comunicava con i segnali di fumo.
    non+autenticato
  • E vogliamo discutere degli effetti nefasti della scrittura? Una volta bisognava tenere tutto a mente e la gente era costretta a sapere tutto a memoria. Adesso uno può consultare i libri, ma se gli domandi a freddo certi dettagli non se li ricorda a differenza di prima! Abbasso la scrittura!!!!
    non+autenticato
  • Uh? Se volevi essere ironico, hai sbagliato mira.

    E' innegabile che un esperto impara a memoria le peculiarità della propria professione.

    Prova a trovare una nuova dimostrazione matematica, senza aver imparato a memoria le precedenti.
    Prova a programmare senza imparare a memoria la sintassi dei comandi.
    Prova a recitare una commedia teatrale senza imparare il testo a memoria.
    Prova a fare un impianto rileggendo ogni volta il manuale di installazione di ogni singolo componente.

    Quello che è assurdo è imparare a memoria tutto di tutto. Ma sapere a memoria la materia è un innegabile vantaggio. Sapere a memoria le basi delle materie di base è un innegabile vantaggio. L'esempio più lampante sono le tabelline fino al 10. Non ha senso saperle fino al 2500. Ma fino al 10 si.
    non+autenticato
  • Il problema non sono gli studenti, il problema sono gli insegnanti.

    Da una parte i insegnanti sono impreparati a lavorare con la tecnologia, dall'altra gli studi che stanno facendo adesso (non in Italia) su quale sia il modo migliore di usare la tecnologia non sono ancora stati messi in pratica.
    non+autenticato
  • http://archive.wired.com/medtech/health/magazine/1...

    i test hanno scarsa rilevanza, misurano le performance relative al momento del test stesso; ad es. la conoscenza di algebra ottenuta al 5 liceo si ridurra' al massimo a qualche nozione matematica da 3 media (a meno che non si scelga una laurea tipo ingegneria o altre); meglio privilegiare lo sviluppo delle capacita di ragionamento e le abilita pratiche rispetto alla teoria

    http://www.mondodigitale.org/blog/2014/05/29/analf.../


    http://www.npr.org/2012/01/01/144550920/physicists...


    https://sites.google.com/a/parishepiscopal.org/sav...


    Idea:

    database totalmente centralizzato dove sono disponibili tutti gli ebook e il materiale da scaricare per le materie del semestre

    nessuna lezione frontale, ognuno studia da se o in gruppo in classe o a casa il libro secondo un programma stabilito in anticipo (necessita' di avere una vera motivazione), in classe il ruolo del professore sara' quello di spiegare i punti non compresi (restano tali anche se riprendete in mano lo stesso libro fra 10 anni se non risolti;inutile che qualcuno ti parli per 2 ore di cose che puoi benissimo capire da solo) o di fare da tutor in esperimenti pratici (memoria procedurale).

    se proprio c'e necessita di una lezione frontale allora lo si faccia come si deve   

    http://www.3playmedia.com/2012/10/02/mit-opencours.../
    non+autenticato
  • L'unica cosa per cui servirebbe il computer in Italia non viene fatta, la programmazione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pietro
    > L'unica cosa per cui servirebbe il computer in
    > Italia non viene fatta, la
    > programmazione.

    Se per questo stanno pure facendo in modo di impedirla spingendo verso sistemi closed improgrammabili invece di adottare sistemi aperti, liberi e programmabili.

    Ma il mercato ha parlato chiaro: un programmatore non e' un consumatore decerebrato disposto a spendere per sopperire alle proprie carenze conoscitive.
  • - Scritto da: panda rossa
    > - Scritto da: Pietro
    > > L'unica cosa per cui servirebbe il computer
    > in
    > > Italia non viene fatta, la
    > > programmazione.
    >
    > Se per questo stanno pure facendo in modo di
    > impedirla spingendo verso sistemi closed
    > improgrammabili invece di adottare sistemi
    > aperti, liberi e
    > programmabili.
    pero' dai... per una volta che una cosa almeno decente vien messa in campo, diciamola ..... http://programmailfuturo.it/progetto/avvio-secondo... [e' una cosina ,ok, ma nell'insieme e' nella direzione giusta, NON sono PilloleDelSapere ma e' una roba meregana che gia' funzionava e usa Blocky non VisualBasic ecc ecc ]
    non+autenticato
  • - Scritto da: bubba
    > - Scritto da: panda rossa
    > > - Scritto da: Pietro
    > > > L'unica cosa per cui servirebbe il computer
    > > in
    > > > Italia non viene fatta, la
    > > > programmazione.
    > >
    > > Se per questo stanno pure facendo in modo di
    > > impedirla spingendo verso sistemi closed
    > > improgrammabili invece di adottare sistemi
    > > aperti, liberi e
    > > programmabili.
    > pero' dai... per una volta che una cosa almeno
    > decente vien messa in campo, diciamola .....
    > http://programmailfuturo.it/progetto/avvio-secondo
    infatti, per imparare a programmare non servono linguaggi specifici basta imparare il coding, Al limite non serve nemmeno il computer.

    http://malditech.corriere.it/2014/11/21/che-cose-i.../
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pietro
    > - Scritto da: bubba
    > > - Scritto da: panda rossa
    > > > - Scritto da: Pietro
    > > > > L'unica cosa per cui servirebbe il
    > computer
    > > > in
    > > > > Italia non viene fatta, la
    > > > > programmazione.
    > > >
    > > > Se per questo stanno pure facendo in
    > modo
    > di
    > > > impedirla spingendo verso sistemi closed
    > > > improgrammabili invece di adottare
    > sistemi
    > > > aperti, liberi e
    > > > programmabili.
    > > pero' dai... per una volta che una cosa
    > almeno
    > > decente vien messa in campo, diciamola .....
    > >
    > http://programmailfuturo.it/progetto/avvio-secondo
    > infatti, per imparare a programmare non servono
    > linguaggi specifici basta imparare il coding, Al
    > limite non serve nemmeno il
    > computer.
    si, anche.... col pc e' piu divertente pero'Sorride

    > http://malditech.corriere.it/2014/11/21/che-cose-i
    qui cita scratch in verita'... che vabbe e' un cugino di blockly ... blockly puo' essere visto come una parte di scratch (che e' un all-in-one ma anche meno flessibile ecc) cmq si... quella roba li'Sorride
    non+autenticato
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