Claudio Tamburrino

TPP, il copyright che piace agli USA

Le negoziazioni sono concluse: gli Stati Uniti stanno imponendo l'estensione del copyright fino a 70 anni dopo la morte dell'autore e il pugno duro nei confronti delle tecnologie di aggiramento delle misure a tutela dei contenuti

Roma - L'accordo Trans-Pacific Partnership (TPP) è arrivato alla sua stesura finale e sembra incarnare alcuni dei timori più grandi sollevati dagli osservatori più diffidenti.

Anticipato lo scorso ottobre da diversi documenti ottenuti da Wikileaks, il TPP è il trattato di regolamentazione e di investimenti regionali che dovrebbe - tra l'altro - regolare la lotta alla contraffazione nel commercio tra alcuni stati (tra cui Stati Uniti, Messico, Canada e Nuova Zelanda): fin dall'esordio delle sue negoziazioni, nel 2014, è stato tuttavia considerato il naturale erede dell'Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), nomea che lo ha accompagnato fino alla sua stesura definitiva.

Ora, anche se il testo ufficiale rimane ancora riservato alle diplomazie internazionali, la Nuova Zelanda ha confermato che l'impostazione adottata in sede di negoziazione rimane proprio quella di ACTA, riflettendo in maniera preponderante un punto di vista a stelle e strisce per la proprietà intellettuale.
Quella di Washington, d'altra parte, è un'impronta incentrata soprattutto su brevetti, indicazioni geografiche, diritto d'autore e misure anti-aggiramento delle tecniche di protezione dei contenuti digitali, come i DRM, fortemente segnata dall'influenza degli aventi diritto, ed in particolare di Hollywood e delle maggiori etichette discografiche.
Per quanto si debba parlare ancora di dettagli sparsi ed indiscrezioni da confermare, infatti, la Nuova Zelanda riferisce che in particolare sarà richiesto a tutti i Paesi firmatari l'adozione di termini di protezione del diritto d'autore o del copyright di almeno 70 anni: un'omologazione che significa a livello mondiale un'estensione significativa della tutela. Le cose in sede di negoziazione hanno anche rischiato di andare peggio: il Messico aveva proposto una durata della protezione del copyright a 100 anni.

"Per quanto tale cambiamento potrebbe beneficiare in alcuni casi gli artisti neozelandesi - dicono le autorità neozelandesi - questi vantaggi rimarranno assolutamente modesti" ed al contempo la riforma comporterà che "i consumatori e le attività commerciali dovranno rinunciare ai risparmi che prevedevano di ottenere dallo sfruttamento di opere in uscita dal diritto d'autore. La Nuova Zelanda, infatti, è uno di quei Paesi che attualmente prevede una durata di 50 anni del diritto d'autore e anche per questo, insieme al Canada, ha chiesto ed ottenuto un periodo di transizione per adottare l'estensione.

La Nuova Zelanda spiega inoltre che il trattato interverrà sulla normativa relativa alle regole anti-aggiramento delle misure digitali a protezione dei contenuti, il DRM in primis: secondo quanto riferisce ora, l'accordo prevede che tali misure di aggiramento siano proibite, a parte i casi in cui tale superamento non riguardi contenuti non protetti da copyright (com'è il caso dello sblocco dei dispositivi con codifiche specifiche che ne impediscono la lettura in determinati stati) o per eccezioni specificatamente previste dalla normativa (come per esempio la conversione di un libro in braille).

Claudio Tamburrino
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47 Commenti alla Notizia TPP, il copyright che piace agli USA
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  • E perché non lo si fa perpetuo con passaggio anche ai figli e i figli dei figli come nell'era feudale?

    Non è il neoliberismo solo una maschera del neofeudalesimo mercantile?
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    Modificato dall' autore il 14 ottobre 2015 17.44
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    iRoby
    9147
  • non esistono più. fatevene una ragione.
    come previsto dalla fantascienza più di 40 anni ora fa c'è solo l'impero delle multinazionali e di politici sono solo esponenti messi al potere da queste.
    l'unica maniera per distruggerle è il baratto e il consumare i loro prodotti il meno possibile, ma probabilmente faranno leggi per vietarlo.
    non+autenticato
  • Rispetto gli autori e pure il lavoro delle major volendo (fanno comunque tante cose che gli autori da soli non potrebbero fare), ma dalla data di uscita io aspetto al massimo 10 anni, 5 sarebbe perfetto, e poi tutto di dominio pubblico. In 5 anni una canzone o film si è ampiamente ripagato e l'autore guadagnato, se è un successone ci può pure campare pure per il resto della vita. I film rientrano dalle spese e fanno guadagni nelle poche settimane di uscita nelle sale, dopo 5 anni il dvd/blueray se lo comprano solo gli appassionati/fan, sui canali a pagamento è già uscito 10 volte...

    basta, vi do' buoni 10 anni, dopo 10 anni faccio quello che mi pare, ciao

    PS: aggiungo però che mi sembra anche corretto che nessuno dopo i 10 anni lo possa usare per profitto, pubblico ma senza profitto diretto per nessuno
    non+autenticato
  • I margini si riducono sensibilmente a causa della pirateria e va tutto in crisi e di certo non si aiuta nessuno, e' un modo di salvare il settore prima di arrivare ad un deserto culturale, il copyright va sostenuto e non demonizzato ricordiamoci che molti grandi artisti in epoche precedenti sono morti di stenti e se si e' arrivati a questo e' per salvare il salvabile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Astronauta
    > I margini si riducono sensibilmente a causa della
    > pirateria e va tutto in crisi e di certo non si
    > aiuta nessuno, e' un modo di salvare il settore
    > prima di arrivare ad un deserto culturale, il
    > copyright va sostenuto e non demonizzato
    > ricordiamoci che molti grandi artisti in epoche
    > precedenti sono morti di stenti e se si e'
    > arrivati a questo e' per salvare il
    > salvabile.

    I margini per i lavoratori si riducono sensibilmente a causa delle multinazionali e va tutto in crisi e di certo non si aiuta nessuno, e' un modo per schiavizzare il mondo prima di arrivare ad un deserto di guadagni, il copyright va abbattuto e demonizzato.
    ricordiamoci che molti grandi artisti in epoche moderne sono ricattati dagli intermediari e impossibilitati ad esprimere la loro vera arte.
    arrivati a questo e' per salvare il salvabile.
    non+autenticato
  • Il copyright ostacola la produzione di nuove opere (che in molti casi sono, almeno in parte, derivate da quelle esistenti, perché non esiste nulla di originale al 100%) e la conservazione di quelle esistenti (perché rallenta la diffusione delle copie). Una durata così assurda è sbagliata, e non farà altro che incoraggiare la pirateria.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Basilisco di Roko
    > Il copyright ostacola la produzione di nuove
    > opere (che in molti casi sono, almeno in parte,
    > derivate da quelle esistenti, perché non esiste
    > nulla di originale al 100%) e la conservazione di
    > quelle esistenti (perché rallenta la diffusione
    > delle copie). Una durata così assurda è
    > sbagliata, e non farà altro che incoraggiare la
    > pirateria.

    Concordo. Una durata ragionevole è giusta, ma queste sono durate assurde.
    Può essere che una volta avessero un motivo, adesso non più, il mondo è cambiato e bisognerebbe adeguarsi. Non torneremo all'epoca del cavallo.
    Fatevi due conti: uno scrittore che faccia una grande opera a 40 anni oggi, poi magari campa fino ad 80 (sto' basso), sono 40 anni + 70: maddai!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Osvy
    >
    > Concordo. Una durata ragionevole è giusta, ma
    > queste sono durate assurde.
    > Può essere che una volta avessero un motivo,
    > adesso non più, il mondo è cambiato e
    > bisognerebbe adeguarsi. Non torneremo all'epoca
    > del cavallo.
    > Fatevi due conti: uno scrittore che faccia una
    > grande opera a 40 anni oggi, poi magari campa
    > fino ad 80 (sto' basso), sono 40 anni + 70:
    > maddai!!!

    I poveri autori, nessuno pensa agli autori?
    Ah no, erano i bambini, scusate.
    Non ho parole per chi difende queste schifezze; cosa c'entri poi l'estensione all'infinito della durata del copyright con l'evitare che un autore muoia di stenti (il copyright si estingue DOPO la sua morte!) lo capiscono solo i dipendenti di Sony/Universal.
    Izio01
    4368
  • - Scritto da: Astronauta
    > I margini si riducono sensibilmente a causa della
    > pirateria e va tutto in crisi e di certo non si
    > aiuta nessuno, e' un modo di salvare il settore
    > prima di arrivare ad un deserto culturale, il
    > copyright va sostenuto e non demonizzato
    > ricordiamoci che molti grandi artisti in epoche
    > precedenti sono morti di stenti e se si e'
    > arrivati a questo e' per salvare il
    > salvabile.

    Una qualunque persona assennata, se dovesse scegliere tra l'ipotetico e remoto rischio di "deserto culturale" e la certezza schiavitù non solo del popolo, ma della sovranità degli stati a favore di intermediari parassiti che non producono alcun tipo di cultura, ma si limitano a sfruttare quella altrui, beh...
    ...finisci tu la mia frase, tanto scommetto che sei una persona acculturata: sarai in grado di arrivare alla stessa conclusione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Astronauta
    > I margini si riducono sensibilmente a causa della
    > pirateria e va tutto in crisi e di certo non si
    > aiuta nessuno, e' un modo di salvare il settore
    > prima di arrivare ad un deserto culturale, il
    > copyright va sostenuto e non demonizzato
    > ricordiamoci che molti grandi artisti in epoche
    > precedenti sono morti di stenti e se si e'
    > arrivati a questo e' per salvare il
    > salvabile.

    Si parla di rendere più difficile l'accesso alle medicine.
    Si parla di conseguenza di vittime umane, altro che cultura.
    Hai una bella faccia tosta a giustificare questi criminali.
    non+autenticato
  • Non meriterebbe neanche di perdere tempo a rispondere, ma dato che eventi recenti hanno reso "accettabili" cose che il buon senso avrebbe normalmente reso "impossibili", perdiamo tempo:

    NON DICIAMO FESSERIE

    La CULTURA non è IL CONTO IN BANCA: nella GRECIA ANTICA o nel RINASCIMENTO non c'era COPYRIGHT e sono tutt'ora vette culturali irreplicate.

    Invece, in pieno Copyright esteso a 50 anni dopo la morte, si è approvata in italia una legge per il SOSTENTAMENTO di italiani illustri caduti in povertà: primo beneficiario lo SCRITTORE Riccardo Bacchelli. Opera principale: "Il Mulino del Po" - ARNOLDO MONDADORI EDITORE.
    Secondo beneficiario: la SCRITTRICE Anna Maria Ortense, ("Silenzio a Milano" - CASA EDITRICE LATERZA)

    QUINDI il DIRITTO D'AUTORE non ha risolto la morte di stenti degli scrittori. Ha solo risolto le difficoltà editoriali degli EDITORI!

    Inoltre un Copyright che si estende a 70 ANNI POST MORTEM è un incredibile incentivo editoriale a NON INNOVARE. Perché investire in talent scouting dal dubbio ritorno se il Bolero di Ravel o il Piccolo Principe di de Saint-Exupery (che in Francia NON SONO ANCORA in PD), sono ai primi posti per introiti da royalties?

    Infine guardiamo avanti: gli "Eredi" di Antoine de Saint Exupery, come la Walt Disney, abusando del Trademark, hanno registrato il "Piccolo Principe", "La Volpe", "Topolino", "Minnie" etc come "Marchi di Fabbrica", che non possono essere utilizzati da terzi per non "creare confusione nei consumatori" e che, a differenza del Copyright NON SCADONO MAI. Ergo attenti ad usare le illustrazioni dell'originale Piccolo Principe, anche se autore ed illustratore sono morti da più di 70 anni!!!

    ...parafrasando:"Non solo il copyright non va sostenuto e va demonizzato"!
    non+autenticato
  • veramente questo trattato protegge le multinazionali non i produttori di contenuti

    l'artista/poeta/programmatore è solo una mucca da mungere, sull'altare del nuovo impero delle corporation

    e faccio notare una norma che dispone la creazione di...rullo di tamburi...corti segrete per dirimere le controversie tra Stati e corporation

    mi spieghi come si possa legittimare il concetto di tribunale segreto in un sistema che si definisce democratico?
    non+autenticato
  • - Scritto da: collione

    > e faccio notare una norma che dispone la
    > creazione di...rullo di tamburi...corti segrete
    > per dirimere le controversie tra Stati e
    > corporation


    Aggiungiamo che l'accordo stabilisce che un tribunale di uno stato vince sulle leggi di un altro stato.
    Vien quasi da sperare che qualche corporation-troll ne abusi all'eccesso e il tutto venga messo fuori legge...
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > - Scritto da: collione
    >
    > > e faccio notare una norma che dispone la
    > > creazione di...rullo di tamburi...corti
    > segrete
    > > per dirimere le controversie tra Stati e
    > > corporation
    >
    >
    > Aggiungiamo che l'accordo stabilisce che un
    > tribunale di uno stato vince sulle leggi di un
    > altro
    > stato.
    > Vien quasi da sperare che qualche
    > corporation-troll ne abusi all'eccesso e il tutto
    > venga messo fuori legge...

    E' davvero PAZZESCO. Siamo fuori di testa.
    Altro che il Trusted-Computing di Intel di qualche anno fa...
    non+autenticato
  • Vedo che nel campo dei trattati internazionali c'è sempre più democrazia.
    Nel trattato in discussione tra Europa e Stati Uniti hanno deciso di tenere segreto il testo in discussione fino all'ultimo momento.
    I paesi del pacifico hanno fatto anche peggio. Hanno già firmato il trattato e ancora il testo è riservato. Come era stato fatto con ACTA che per fortuna è stato stroncato dal parlamento europeo.

    Il problema del copiright è quello meno grave visto che le leggi europee sono ancora più restrittive. Il problema serio è il metodo con cui questi trattati vanno avanti.
    non+autenticato
  • Correzione. Il TTP è stato firmato dai paesi del pacifico, ma ancora non è stato ratificato da nessuno di quei paesi.
    non+autenticato
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