Gaia Bottà

Brave Browser, l'offensiva degli editori

Bloccare l'advertising e sostituirlo con altro advertising è come ripubblicare i contenuti altrui per trarne profitto, denuncia l'industria. Il fondatore Brendan Eich replica: un browser non può avere colpe

Roma - Annunciato nel mese di gennaio, frutto dell'opera di sviluppo e dell'inventiva del cofondatore di Mozilla e padre di Javascript Brendan Eich, Brave Browser si propone di estromettere dalle sessioni di navigazione degli utenti l'advertising più tracciante e molesto, per sostituirlo con pubblicità di qualità, rispettosa dei diritti degli utenti, promettendo altresì di spartire parte delle entrate garantite da questo nuovo strato pubblicitario con le vittime di questa sostituzione. Gli editori hanno ora reagito al modello di Brave con una ingiunzione.


La comunicazione è stata inviata a Eich da 17 editori parte della Newspaper Association of America, fra cui Dow Jones, New York Times Co., Tribune Publishing: "il progetto di Brave di sostituire l'advertising a pagamento dei nostri clienti con altra pubblicità - esordisce la missiva - viola la legge, e gli editori firmatari intendono far valere appieno i loro diritti".

Secondo gli editori l'idea che il browser sostituisca l'advertising, che il modello di business preveda di "usare i nostri contenuti per vendere la vostra pubblicità", non è altro che un furto: è come se "rubaste i nostri contenuti per pubblicarli sul vostro sito". Per questo motivo gli editori rifiutano categoricamente di partecipare al modello, rifiutano ogni compensazione che possa venire dalla suddivisione degli introiti o dalle donazioni degli utenti. E soprattutto diffidano Brave dalla "appropriazione del nostro lavoro", dall'impiego di "nomi, trademark e loghi" e dalla "ripubblicazione dei contenuti protetti da copyright", ritenuta "illegale" dal punto di vista delle norme che tutelano il diritto d'autore, così come "illegale" è definito il modello di sostituzione dell'advertising che Brave vorrebbe perseguire, poiché comporterebbe un "accesso non autorizzato ai nostri siti", ne violerebbe le condizioni d'uso e costituirebbe un'azione di "concorrenza sleale".
La risposta di Eich, piccata, non è tardata: gli editori avrebbero agito mossi dalla mancata comprensione del funzionamento di Brave. Prendendo la metafora del furto a dimostrazione del fraintendimento degli editori e della loro incompetenza in materia di tecnologie Web, Eich afferma che "il Web è un sistema che permette agli utenti di fruire dei contenuti in qualsiasi combinazione e in qualsiasi forma il software permetta loro". I browser, dunque, non hanno nulla a che vedere con la ripubblicazione chiamata in causa dagli editori: si limitano a "mediare e combinare tutte le porzioni di contenuto, compreso l'advertising di terze parti e le news degli editori" e sono "liberi di ignorare, disporre, combinare e impiegare qualsiasi contenuto che provenga da qualsiasi fonte". In questo modo, ricorda Eich, i browser forniscono soluzioni per agevolare la lettura dei soli testi, permettono di offrire accessibilità ai ciechi e agli ipovedenti, implementano soluzioni di adblocking.
E proprio l'adblocking è l'obiettivo degli editori: "non vi fate ingannare, la lettera di NAA è il primo colpo sparato nella guerra contro tutti gli adblocker" sostiene Eich senza citare gli scontri già in corso in tutto il mondo, a suon di codice e di denunce.

"Combatteremo a fianco di tutti i cittadini di Internet che meritano e chiedono soluzioni migliori di quelle rappresentate dall'attuale approccio alla pubblicità online, che comporta sempre più abusi" promette Eich, ricordando all'industria che il team di Brave "sarà felice di confrontarsi con l'industria dell'editoria per darle un'opportunità di discutere su come Brave possa essere una soluzione capace di accontentare tutti".

Gaia Bottà

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15 Commenti alla Notizia Brave Browser, l'offensiva degli editori
Ordina
  • vorrei precisare che i diritti li voglio per me, quelli degli altri non mi interessano. Ognuno pensi ai suoi!

    IO pretendo che tu vedi la MIA pubblicità a TUE spese (traffico dati).
    E se non siete ladri dovete cliccare su ogni banner e comprare il relativo prodotto pubblicizzato! Solo così potrò fare i big money facendo copia/incolla dai siti altrui!

    Se non accettate le mie condizioni siete degli assassini seriali, lo giuro sul codice penale!
    non+autenticato
  • "estromettere dalle sessioni di navigazione degli utenti l'advertising più tracciante e molesto, per sostituirlo con pubblicità di qualità, rispettosa dei diritti degli utenti".
    Bé, detta così suona proprio male, uno schiaffo agli editori che per quanto torbidi sono nella legalità (ormai torbido e legale sono sinonimi), che giustamente non si vogliono far mettere i piedi in testa da chi si è inventato questa pagliacciata alla "decido io cosa è meglio per tutti".
    non+autenticato
  • Per questi signorotti io non ho diritto a spegnere la tv quando trasmette la pubblicità in pratica.
    BWAHAHAHAHAHAH!
    non+autenticato
  • non hanno ancora capito che se vogliono che guardi la loro pubblicita', mi devono pagare? altro che sostituire il male con un male minore: o soldi o blocco totale dei banner!
    non+autenticato
  • Ahahaha patetici parassiti!

    Fermo restando che comunque questo browser non lo userei (sorbirmi pubblicità per l'equivalente di noccioline lo lascio ad altri), cosa mi impedisce di creare un'estensione "fatta in casa" per Firefox che svolgessela stessa funzione? E che farebbero loro? Mi sguinzaglierebbero addosso i loro mastini legulei?

    L'alternativa è non vedere pubblicità affatto (per l'utente) e non beccare nemmeno le noccioline (loro). Imparino a rispettare l'utente, per primi, e poi ne riparliamo.
  • - Scritto da: Elrond
    > Imparino a rispettare
    > l'utente, per primi, e poi ne
    > riparliamo.

    Non merita alcun rispetto un utente-ladro che ruba sia il traffico sia la potenza di calcolo del server pagato dall'editore.

    Se lo volesse, l'editore avrebbe tutto il diritto di impedire ogni fruizione dei propri contenuti in caso di utenti-ladri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Editore Lavoratore
    > - Scritto da: Elrond
    > > Imparino a rispettare
    > > l'utente, per primi, e poi ne
    > > riparliamo.
    >
    > Non merita alcun rispetto un utente-ladro che
    > ruba sia il traffico sia la potenza di calcolo
    > del server pagato
    > dall'editore.

    Faccio per l'ennesima volta la domanda: tu sei di quelli che non cambiano canale quando guardano la TV, giusto? Sai, staresti rubando, nel caso contrario.

    > Se lo volesse, l'editore avrebbe tutto il diritto
    > di impedire ogni fruizione dei propri contenuti
    > in caso di
    > utenti-ladri.

    L'editore può fare ciò che vuole. Anche mettere un paywall, se ne ha le p---e. Però pochi lo fanno, perchè? Alla fin fine oggidì le notizie le trovi ovunque, praticamente fotocopiate.

    E resta sempre la questione che l'editore (o chi per lui) mi traccia con la sua pubblicità, i suoi coockies, etc... Tu mi tracci? Io blocco. Samplicissimo. Inizia a non tracciarmi e poi ne riparliamo.

    Tu, nel frattempo, rosika pure.
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    Modificato dall' autore il 12 aprile 2016 14.44
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  • - Scritto da: Editore Lavoratore
    > - Scritto da: Elrond
    > > Imparino a rispettare
    > > l'utente, per primi, e poi ne
    > > riparliamo.
    >
    > Non merita alcun rispetto un utente-ladro

    Ladro di che?
    Produci un elenco della differenza inventariale, prima di dare del ladro a qualcuno.

    > che
    > ruba sia il traffico sia la potenza di calcolo
    > del server pagato
    > dall'editore.

    Se c'e' un accesso abusivo al server dell'editore, l'editore ha gli strumenti legali per individuare chi si e' introdotto e chiedere danni.

    Se l'editore ha messo a disposizione sul web le sue risorse e potenze di calcolo, non c'e' neanche bisogno di ringraziarlo: si usano e via.

    > Se lo volesse, l'editore avrebbe tutto il diritto
    > di impedire ogni fruizione dei propri contenuti
    > in caso di
    > utenti-ladri.

    Prego. Citofonare a "ex-editori spagnoli falliti", per sapere come va il business dopo aver impedito la fruizione agli utenti.
  • Quando sul mio sito si aggiungono un milione di nuovi utenti che tolgono abitualmente i banner e mi costringono ad acquistare un server più costoso, beh posso quantificare così: ognuno di loro è sicuramente responsabile di avermi rubato un milionesimo del tempo e dei soldi spesi per l'upgrade.

    Lo scenario in cui un milione di utenti su un milione tolgono i banner, è ovviamente fantascientifico (per fortuna) altrimenti gli editori spagnoli sarebbero falliti molto ma molto tempo prima dell'uscita da Google News. Se tutti togliessero i banner, resterebbe vivo solo Wikipedia. Che bella lungimiranza.

    Un accesso "abusivo" potrebbe anche essere considerato come la fruizione dei contenuti web modificati da quelli originali. Legalmente non è così, ma spero che lo diventi presto.

    Elrond guarda che le trasmissioni televisive non hanno lo stesso problema di risorse limitate del web, ma tu continui a ripetere questo esempio comparativo tecnicamente sbagliato.

    Imparino a rispettare quelli che lavorano, per primi, e poi ne riparliamo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Editore Lavoratore
    > Quando sul mio sito si aggiungono un milione di
    > nuovi utenti che tolgono abitualmente i banner e
    > mi costringono ad acquistare un server più
    > costoso, beh posso quantificare così: ognuno di
    > loro è sicuramente responsabile di avermi rubato
    > un milionesimo del tempo e dei soldi spesi per
    > l'upgrade.
    >
    > Lo scenario in cui un milione di utenti su un
    > milione tolgono i banner, è ovviamente
    > fantascientifico (per fortuna) altrimenti gli
    > editori spagnoli sarebbero falliti molto ma molto
    > tempo prima dell'uscita da Google News. Se tutti
    > togliessero i banner, resterebbe vivo solo
    > Wikipedia. Che bella
    > lungimiranza.
    >
    > Un accesso "abusivo" potrebbe anche essere
    > considerato come la fruizione dei contenuti web
    > modificati da quelli originali. Legalmente non è
    > così, ma spero che lo diventi
    > presto.
    >
    > Elrond guarda che le trasmissioni televisive non
    > hanno lo stesso problema di risorse limitate del
    > web, ma tu continui a ripetere questo esempio
    > comparativo tecnicamente
    > sbagliato.
    >
    > Imparino a rispettare quelli che lavorano, per
    > primi, e poi ne
    > riparliamo.

    Prendi il mio di esempio, E cosa ingiusta che un utente-ladro che ruba sia il traffico sia la potenza di calcolo del server pagato dall'editore.

    Pero e cosa buona e giusta, che un editore mi prosciughi TUTTO il mio    traffico dati a consumo vero? Ma quanto siete buoni e giusti a tirar acqua al vostro mulino.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Editore Lavoratore
    > Quando sul mio sito si aggiungono un milione di
    > nuovi utenti che tolgono abitualmente i banner e
    > mi costringono ad acquistare un server più
    > costoso, beh posso quantificare così: ognuno di
    > loro è sicuramente responsabile di avermi rubato
    > un milionesimo del tempo e dei soldi spesi per
    > l'upgrade.
    >
    > Lo scenario in cui un milione di utenti su un
    > milione tolgono i banner, è ovviamente
    > fantascientifico (per fortuna) altrimenti gli
    > editori spagnoli sarebbero falliti molto ma molto
    > tempo prima dell'uscita da Google News. Se tutti
    > togliessero i banner, resterebbe vivo solo
    > Wikipedia. Che bella
    > lungimiranza.
    >
    > Un accesso "abusivo" potrebbe anche essere
    > considerato come la fruizione dei contenuti web
    > modificati da quelli originali. Legalmente non è
    > così, ma spero che lo diventi
    > presto.
    >
    > Elrond guarda che le trasmissioni televisive non
    > hanno lo stesso problema di risorse limitate del
    > web, ma tu continui a ripetere questo esempio
    > comparativo tecnicamente
    > sbagliato.
    >
    > Imparino a rispettare quelli che lavorano, per
    > primi, e poi ne riparliamo.

    Tu, dal TUO server puoi decidere di EMETTERE qualunque tipo di stringa di bit: vero, sacrosanto e giusto.

    Io, nel MIO pc, posso decidere QUALI e QUANTE stringhe di bit far entrare: vero, sacrosanto e giusto.

    vuoi che guardi indiscriminatalmente tutto quello che TU desideri io guardi? eh, significa che io devo fare una cosa che tu vuoi io faccia. Qello si chiama lavoro e il lavoro va pagato: desiderare purtroppo non basta, mi devi pagare. e mi devi fornire gli strumenti di lavoro: pc, connessione internet e linea elettrica.

    Se non ti ta bene cambia lavoro: di siti cazzari ce ne sono anche troppi e di te, credimi, non si sentira' la mancanza.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Editore Lavoratore

    > Lo scenario in cui un milione di utenti su un
    > milione tolgono i banner, è ovviamente
    > fantascientifico (per fortuna) altrimenti gli
    > editori spagnoli sarebbero falliti molto ma molto
    > tempo prima dell'uscita da Google News. Se tutti
    > togliessero i banner, resterebbe vivo solo
    > Wikipedia. Che bella
    > lungimiranza.

    E' una enorme lungimiranza.
    In rete non ci deve essere spazio per i parassiti e per coloro che pensano di arricchirsi.

    La rete puo' vivere coi soli contenuti liberi e gratuiti.

    Metti un paywall alle tue informazioni, cosi' nessuno neanche verra' a sapere che sei fallito!

    > Imparino a rispettare quelli che lavorano, per
    > primi, e poi ne
    > riparliamo.

    No caro, quello che tu chiami lavoro, io lo chiamo PRETESA.
    Il lavoro e' quando qualcuno ti paga per avere un servizio, non quando tu pretendi di essere pagato per qualcosa che nessuno ti ha commissionato.
  • - Scritto da: Editore Lavoratore
    >
    > Un accesso "abusivo" potrebbe anche essere
    > considerato come la fruizione dei contenuti web
    > modificati da quelli originali. Legalmente non è
    > così, ma spero che lo diventi presto.
    >

    Guarda che già oggi hai gli strumenti per bloccare i tuoi contenuti. Richiedi iscrizione al sito con obbligo di accettazione della tua pubblicità e non permettere l'accesso mediante nome utente e password.
    Tra l'altro io capisco la tua posizione, ma tra banner troppo intrusivi e malware (sì, i finti annunci "C'è un virus nel tuo smartphone, clicca qui per cancellarlo", su un normalissimo sito dove stavo cercando informazioni su MGS V) mi sono rotto e ho iniziato ad usare anch'io gli ad blocker.
    Resterà solo Wikipedia? No, alla peggio resteranno Wikipedia e un sacco di altri siti, tenuti in piedi da donazioni o dalla buona volontà dei loro creatori. Forse spariranno parecchi siti professionali, è possibile, ma succede: non sono solo gli editori a trovarsi in difficoltà a causa dei cambiamenti di grande portata e a rischiare il posto. Come ti hanno fatto giustamente notare, se tu rendi disponibili dei contenuti dal tuo server, l'utente decide se usufruirne ed è libero di selezionarli come più gli aggrada. Ci manca solo una legge confusa che imponga l'accettazione del malware, per concedere l'accesso a un sito, guarda!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Editore Lavoratore
    > Quando sul mio sito si aggiungono un milione di
    > nuovi utenti che tolgono abitualmente i banner e
    > mi costringono ad acquistare un server più
    > costoso, beh posso quantificare così: ognuno di
    > loro è sicuramente responsabile di avermi rubato
    > un milionesimo del tempo e dei soldi spesi per
    > l'upgrade.

    Un paywall ce lo vogliamo mettere o no? O abbiamo paura che le visite crollino a zero, dato che o 1) non scrivi nulla di interessante o 2) Ciò che scrivi tu lo si trova comodamente altrove (l'abusato copy/paste, onnipresente sul web)?

    Rispondimi: metti un paywall o no?

    > Lo scenario in cui un milione di utenti su un
    > milione tolgono i banner, è ovviamente
    > fantascientifico (per fortuna) altrimenti gli
    > editori spagnoli sarebbero falliti molto ma molto
    > tempo prima dell'uscita da Google News. Se tutti
    > togliessero i banner, resterebbe vivo solo
    > Wikipedia. Che bella
    > lungimiranza.

    E pace. Non conosco siti più utili di WP, in effetti.

    > Un accesso "abusivo" potrebbe anche essere
    > considerato come la fruizione dei contenuti web
    > modificati da quelli originali. Legalmente non è
    > così, ma spero che lo diventi
    > presto.

    Aspetta e spera. Il mio file hosts lo gestisco io, markettaro.

    > Elrond guarda che le trasmissioni televisive non
    > hanno lo stesso problema di risorse limitate del
    > web, ma tu continui a ripetere questo esempio
    > comparativo tecnicamente
    > sbagliato.

    No, è vero, Perchè le TV provate non spendono soldi per madnare in onda ciò che trasmettono. Coerenza everywhere!

    > Imparino a rispettare quelli che lavorano, per
    > primi, e poi ne
    > riparliamo.

    Nessuno t'ha chiesto di fare il tuo lavoro e di metterlo disponibile sul web, markettaro! La tua bile è miele per me, sappilo.
  • E che violazione starei commettendo? Sto dicendo al mio pc di rimuovere le connessioni a certi IP, come è mio diritto fare.

    Il file hosts sta sul mio pc, non sul server. Quel file lo posso modificare come mi pare perché è mio.

    Il parallelo sarebbe costringere la gente a non alzarsi durante la pausa pubblicitaria.
    non+autenticato