Mirko Zago

Facebook spazza via la pubblcità delle criptomonete

Il social network ha introdotto una nuova regola per gli inserzionisti pubblicitari vietando i messaggi che abbiano a che fare con le criptomonete. Saranno colpiti anche gli operatori autorizzati ad operare sul mercato

Roma - Facebook sembra non apprezzare le cripto monete. Soprattutto se ospitate in messaggi pubblicitari all'interno della piattaforma. A testimonianza vi è il recente volontà di bannare i messaggi pubblicitari che reclamizzano servizi di compravendita o investimenti basati su Bitcoin e compagnia, confermata dal Product Management Director Rob Leathern. Per dirla con Facebook ad essere proibiti sono i "prodotti e servizi finanziari frequentemente associati a pratiche promozionali ingannevoli", comprese le initial coin offerings (ICO). Il divieto di trattare il tema, avrà effetti anche sugli operatori che regolarmente operano sul mercato che non potranno più usufruire del social network per far conoscere i loro servizi.


Facebook ban criptomonete

L'effetto del ban avrà effetto su tutto il social network, ma anche su properties associate, quindi Instagrame Audience Networkcon cui vengono veicolati annunci pubblicitari su app di terze parti. La volontà è quella di tutelare gli utenti e i numerosi inserzionisti che potrebbero avere la percezione che Facebook stia diventando un luogo meno cristallino e quindi meno adatto ad ospitare la loro pubblicità. Rob Leathern, responsabile della pubblicità, chiarisce che: "questa politica è intenzionalmente estesa durante l'opera di miglior individuazione delle pratiche pubblicitarie ingannevoli e fuorvianti". "Rivedremo questa politica e il modo di applicarla man mano che i nostri segnali migliorano".

È curioso notare che alcuni degli investitori di Facebook, come Marc Andreessen e Peter Thiel hanno le mani in pasta con le cripto monete (se non personalmente, almeno le aziende che rappresentano). Ma persino David Marcus a capo di Facebook Messenger è seduto al tavolo degli amministratori della società di scambio di criptomoneta Coinbase.
Già lo scorso settembre Facebook aveva prese nuove e più stringenti misure a tutela degli inserzionisti e della community, introducendo nuovi standard sulla monetizzazione. L'operazione di tutela rispetta e concretizza di fatto il percorso voluto da Zuckerberg di "sanificazione" del social network e rinnovata assunzione di responsabilità, dopo il giro di boa dei 2 miliardi di utente dell'estate scorsa.

Le cripto monete, già sofferenti per via di recenti casi di truffe, furti informatici (l'ultimo della settimana scorsa ai danni degli utenti di Coincheck) e necessità di regolamentazione, devono ora fare i conti anche questo ban. Bitcoin è tornato dopo settimane di galoppata a valutazioni che si aggirano sui 6mila dollari, perdendo oltre la metà del valore raggiunto nel suo momento d'oro. Questa decisione ovviamente avrà un'ulteriore impatto negativo, essendo probabilmente colta anche da altri big player dell'advertising online.

Mirko Zago
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