Luca Annunziata
lunedì 29 settembre 2008

Cerf: IPv6 o morte

Il papà di Internet ribadisce l'urgenza di adottare il nuovo protocollo. Non ci sono problemi tecnici ad ostacolare la transizione, dice, è solo una questione economica. Ne va del futuro della Rete

Roma - Vint Cerf, padre del protocollo TCP/IP e tra i fondatori di Arpanet, torna a parlare della sua creatura e del suo futuro. E lo fa nella doppia veste di Internet Evangelist di Google, ribadendo il ruolo centrale che la Rete sta assumendo e assumerà nella vita di tutti, e di tecnico: se è vero che Internet è e diverrà sempre più il fulcro della società, occorre al più presto trasformare l'attuale infrastruttura IPv4 in una più moderna basata su IPv6. Per non rischiare che il futuro possa essere messo a repentaglio dalla carenza di accesso.

Vint Cerf, padre di InternetLa questione sul tavolo è nota: IPv4, l'attuale protocollo utilizzato dalla maggioranza dei servizi e degli apparati che danno vita ad Internet, con i suoi quattro terzetti mette a disposizione un numero troppo limitato di indirizzi a cui associare i dispositivi che navigano in rete. 4,2 miliardi di IP sono troppo pochi per consentire la nascita della cosiddetta "Internet delle cose": entro un paio d'anni al massimo, ma le stime più pessimistiche parlano anche del 2009 come scadenza ultima, questi indirizzi si esauriranno. E a quel punto per entrare in rete sarà necessario mettersi in fila, oppure restarne tagliati fuori.

L'esplosione di nuovi dispositivi mobili in grado di collegarsi al web, come i cellulari di ultima generazione di cui iPhone e G1 sono esempi eclatanti, secondo Cerf non farà altro che esacerbare il problema: se basta questo a peggiorare le cose, figurarsi cosa accadrebbe in presenza di una domotica veramente avanzata (dove frigo e lavastoviglie avrebbero tutti un proprio IP), in un panorama di oggetti di uso comune tutti taggati e inseriti in rete per renderli rintracciabili e interattivi.
Con l'avvicinarsi del termine ultimo si scatenerà la corsa ad accaparrarsi gli ultimi indirizzi utili: saranno senz'altro le aziende a fare la parte del leone in questa gara, così da garantirsi uno spazio vitale adeguato per i propri futuri piani di espansione online. E dire che, ribadisce Cert, "le questioni tecniche per IPv6 sono risolte. IPv6 è pronto": la faccenda, secondo lo scienziato, sarebbe unicamente legata alle ragioni economiche di chi provvede a fornire connettività, ma "la community degli ISP di tutto il mondo dovrebbe darsi una svegliata".

Cerf cita la propria esperienza di conferenziere e quanto ha visto con i propri occhi e sentito con le proprie orecchie quando ha avuto a che fare con alcuni tra i principali player del settore: AT&T, Verizon, BT. Nessuno, per Cerf, avrebbe chiara la portata del problema, tutti "persistono nella mentalità del nessuno lo chiede": commettono un errore grave, secondo Cerf, "non tenendo conto come dovrebbero della continuità dei propri affari".

Attendere ancora prima di passare all'azione potrebbe rivelarsi un problema: il rischio, ribadisce ancora lo scienziato, è che la fretta possa portare a commettere degli errori nell'implementazione del nuovo protocollo, inficiandone l'utilità. Da parte sua, Google ha già svolto il suo compito: ora tocca agli altri portarsi al passo, provvedendo ad implementare il nuovo standard il prima possibile.

340.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000 indirizzi dovrebbero essere abbastanza per consentire a tutti di navigare senza pensieri. Abbastanza anche per consentire di dare vita ad una rete di dispositivi geolocalizzati che condividono con tutti le informazioni acquisite, che permettono cioè di far circolare realmente la conoscenza.Vint Cerf in una posa inconsueta Automobili, lavatrici, occhiali, l'impianto elettrico di casa: per Cerf tutto sarà connesso e in grado di dare vita a relazioni fino ad oggi impensabili.

Si tratta, continua, di "pochi esempi del modo in cui Internet continuerà a circondarci e ad esserci utile in futuro". La Rete altro non è, per Cerf, che il prodotto dell'immaginazione e dell'inventiva umana: "Internet è un manufatto software e, come abbiamo imparato negli scorsi decenni, non esistono praticamente limiti a quello che il software può fare". Se qualcosa può essere pensata, ci sono buone speranze che possa venire anche programmata: "Nella Internet del futuro, software, informazioni, archivi si mescoleranno assieme, e interagiranno con un complesso tessuto fatto di elettrodomestici, apparecchiature e persone".

E Google, conclude Cerf, "Sarà lì a dare una mano per dare un senso a tutto questo, organizzando e rendendo tutto accessibile e utile". Come dire: un colpo al cerchio e uno alla botte.

Luca Annunziata
68 Commenti alla Notizia Cerf: IPv6 o morte
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  • Il DHCP serve per evitare che 2 o più dispositivi abbiano lo stesso indirizzo ip (oltre a passare altri parametri)

    Quindi o con IPV6 tutti i dispositivi hanno assegnato un indirizzo ip dalla fabbrica oppure ci dovrà essere un DHCP che distribuisce indirizzi ip differenti

    Con IPV6 non c'è più bisogno dei MAC ADDRESS ?
    non+autenticato
  • non è assolutamente vero che con ipv6 non ci sarà bisogno degli indirizzi mac.

    l'indirizzo mac è a livello ETHERNET. Non centra nulla con ipv6!!!
  • divertenti quanto inutili questi commenti fatti da ragazzini che non hanno idea di cosa cazzo siano parole come ipv4, ipv6, mac addr, osi ecc..

    Risparmiamo spazio sui dischi dei server di pi per favore
    non+autenticato
  • Mi devono spiegare come potrebbero avere un proprio IP pubblico statico gli elettrodomestici, visto che probabilmente la linea risulterebbe già occupata da un'adsl.
    Direi che per la domotica usare la NAT è invece l'ideale per evitare sprechi.

    G.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gabriele
    > Mi devono spiegare come potrebbero avere un
    > proprio IP pubblico statico gli elettrodomestici,
    > visto che probabilmente la linea risulterebbe già
    > occupata da
    > un'adsl.
    > Direi che per la domotica usare la NAT è invece
    > l'ideale per evitare
    > sprechi.
    >
    > G.

    Ok, magari non avrà un IP pubblico statico, ma sicuramente il numero di dispositivi connessi pubblicamente (siano essi router casalinghi o altro) aumenterà esponenzialmente negli anni avvenire.

    E comunque puoi sempre assegnare un blocco di più IP per connessione.

    Enrico
  • è evidente che una volta aperta la rete alla filosofia ipv6, la linea adsl ti interfaccia all'esterno semplicemente con uno switch, dandoti a disposizione tutti gli ip di cui uno ha bisogno semplicemente facendone richiesta.
    Avere una NAT per far accedere il frigo al classico negozio per l'acquisto del latte che ti viene recapitato a casa potrebbe portare a problemi di identificazione..è stato il frigo o la cantina che ha richiesto il vino?
    l'esempio forse non è dei più calzanti..ma sono sicuro che avere comunicazione diretta da entrambe le parti con l'elettrodomestico di turno possa essere molto più producente che avere una connessione anonima semplicemente con "la casa di pinco pallo"
  • - Scritto da: Anywhere
    > è evidente che una volta aperta la rete alla
    > filosofia ipv6, la linea adsl ti interfaccia
    > all'esterno semplicemente con uno switch, dandoti
    > a disposizione tutti gli ip di cui uno ha bisogno
    > semplicemente facendone
    > richiesta.
    > Avere una NAT per far accedere il frigo al
    > classico negozio per l'acquisto del latte che ti
    > viene recapitato a casa potrebbe portare a
    > problemi di identificazione..è stato il frigo o
    > la cantina che ha richiesto il
    > vino?
    > l'esempio forse non è dei più calzanti..ma sono
    > sicuro che avere comunicazione diretta da
    > entrambe le parti con l'elettrodomestico di turno
    > possa essere molto più producente che avere una
    > connessione anonima semplicemente con "la casa di
    > pinco
    > pallo"

    Io spero di no.

    Non perché non mi piaccia avere la possibilità di contattare direttamente il mio frigo invece di passare per il mio router, ma in questo caso la superficie d'attacco si estende a tutta casa, con tutte le conseguenze del caso. I "brutti e cattivi" hackers (o per meglio dire, i pirati informatici, che non sono la stessa cosa) potrebbero riconfigurarti il frigo, oppure manomettere la caffettiera A bocca aperta

    Certo, sarà interessante avere la possibilità di più indirizzi (magari statici... o uno dinamico e uno statico), ma secondo me è meglio non allargarci troppo.

    Enrico
  • - Scritto da: Gabriele
    > Mi devono spiegare come potrebbero avere un
    > proprio IP pubblico statico gli elettrodomestici,
    > visto che probabilmente la linea risulterebbe già
    > occupata da
    > un'adsl.
    > Direi che per la domotica usare la NAT è invece
    > l'ideale per evitare
    > sprechi.
    >
    > G.

    Non capisco quale sia il problema dell'ip pubblico statico, nel caso di un'adsl.
    I nostri router avrebbero un TOT di ip assegnati dal provider, quindi il frigo prenderebbe semplicemente uno degli IP disponibili e lo terrebbe "a vita" (o fino a quando non cambia casa e/o routerCon la lingua fuori )

    Per quanto riguarda gli sprechi... credo si possano assegnare 5000 indirizzi IP univoci per metro quadro... puoi sprecarne quanti ne vuoiA bocca aperta
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    Modificato dall' autore il 29 settembre 2008 17.21
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    Uby
    893
  • E l'IP per la tazza del cesso no?

    Sarebbe bello avere una WC-Net sempre attiva. Sorride

    A parte gli scherzi, se ne sente veramente il bisogno per un uso domestico?
  • - Scritto da: The Punisher
    > E l'IP per la tazza del cesso no?
    >
    > Sarebbe bello avere una WC-Net sempre attiva. Sorride

    Ma LOL!! Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere

    > A parte gli scherzi, se ne sente veramente il
    > bisogno per un uso
    > domestico?

    Beh, pensa se il forno sapesse già a che temperatura e per quanto tempo cuocere una pietanzaCon la lingua fuori
    Uby
    893
  • non ancora, ma vista la velocità in cui si evolve la tecnologia ormai non mi stupisco se il prossimo water avrà davvero un ip....poi magari ti colleghi in vpn e vedi tuo fratello... mentre è sulla tazza.... brrrr
  • - Scritto da: The Punisher
    > A parte gli scherzi, se ne sente veramente il
    > bisogno per un uso domestico?

    Direi di sì. Pensa solo a quanti dispositivi hai in casa tra router adsl, telefonini, videoregistratori, televisori, decoder, lettori DVD, stereo, videosorveglianza, riscaldamento e condizionamento... sono tutti già potenziali fruitori di indirizzi IP e tutti con sempre maggiore necessità di comunicare con l'esterno.
  • - Scritto da: Gabriele
    > Mi devono spiegare come potrebbero avere un
    > proprio IP pubblico statico gli elettrodomestici,
    > visto che probabilmente la linea risulterebbe già
    > occupata da
    > un'adsl.
    > Direi che per la domotica usare la NAT è invece
    > l'ideale per evitare
    > sprechi.
    >
    > G.

    basta eliminare il natting

    invece di usare il NAT, i router adsl fungeranno da banali switch e i gateway degli ISP saranno configurati per assegnare quanti IP vengono richiesti

    o addirittura temo che le agenzie di intelligence faranno pressione per dotare tutti i componenti elettronici di IP statici proprio come oggi si fa con il MAC address....
    non+autenticato
  • > o addirittura temo che le agenzie di intelligence
    > faranno pressione per dotare tutti i componenti
    > elettronici di IP statici proprio come oggi si fa
    > con il MAC
    > address....

    sì, e tutti i frigoriferi e tutti i water di un microfono...
    non+autenticato
  • Che deve fare il singolo utente e che si deve fare in una PMI con classici router, switch, firewall, server win con dns ...

    di cosa ci si deve occupare?

    antivirus?
    antispam?

    oppure per l'utente non è niente?
    non+autenticato
  • - Scritto da: auerbach
    > Che deve fare il singolo utente e che si deve
    > fare in una PMI con classici router, switch,
    > firewall, server win con dns ...
    >
    >
    > di cosa ci si deve occupare?
    >
    > antivirus?
    > antispam?
    >
    > oppure per l'utente non è niente?

    no l'utente non deve fare proprio nulla, a parte cambiare il router ADSL se non supporta IPv6 ( difficile che non lo supporti )

    pure Windows ormai supporta di default IPv6, quindi non ci sono più scuse
    non+autenticato
  • - Scritto da: pabloski
    > - Scritto da: auerbach
    > > Che deve fare il singolo utente e che si deve
    > > fare in una PMI con classici router, switch,
    > > firewall, server win con dns ...
    > >
    > >
    > > di cosa ci si deve occupare?
    > >
    > > antivirus?
    > > antispam?
    > >
    > > oppure per l'utente non è niente?
    >
    > no l'utente non deve fare proprio nulla, a parte
    > cambiare il router ADSL se non supporta IPv6 (
    > difficile che non lo supporti
    > )
    >
    > pure Windows ormai supporta di default IPv6,
    > quindi non ci sono più
    > scuse

    no, aspetta, tu stai dando per scontato che tutti abbiano cambiato sistema operativo ... nelle aziende, internamente, ci sono centinaia di win2000 e di winXP ... questi non hanno problemi?
    non+autenticato
  • su dai che al massimo faranno una piccola patch e via
    non+autenticato
  • - Scritto da: ma dai
    > su dai che al massimo faranno una piccola patch e
    > via

    Windows XP se non sbaglio ha introdotto IPv6 con la SP2, se non prima. E secondo una recente ricerchina anche Win2k gode dello stesso supporto.

    Enrico
  • - Scritto da: auerbach

    > no, aspetta, tu stai dando per scontato che tutti
    > abbiano cambiato sistema operativo ... nelle
    > aziende, internamente, ci sono centinaia di
    > win2000 e di winXP ... questi non hanno
    > problemi?

    attivarlo da XP è facile, basta entrare nelle proprietà connessione, lo installi e lo setti, quindi al massimo basterebbe un'avviso per gli utenti domestici e una piccola guida

    con Windows 2000 è un casino, ma Win2000 è usato dalle aziende e si presumo che loro abbiano gente competente che certo non si arrende di fronte ad un problema così banale

    per sVista non ci sono problemi, così pure per MacOS e Linux
    non+autenticato
  • dai Annunziata, una notizia importante è vero ma da te mi aspettavo un articolo su questo

    http://www.iht.com/articles/ap/2008/09/27/europe/E...

    un pò per flammare e un pò per par condicio

    avete parlato dell'ordine del Cile se non sbaglio e non parlate di questoA bocca aperta
    non+autenticato
  • :D Se lo scrivevo io gia mi arrivava AVVISO DI MODERAZIONE....EVVABBE' CMQ..LOL
  • - Scritto da: ZioTano.
    >A bocca aperta Se lo scrivevo io gia mi arrivava AVVISO DI
    > MODERAZIONE....EVVABBE'
    > CMQ..LOL

    ho dovuto dirlo, mi è dispiaciuto che Annunziata stavolta non abbia proposto un articolo ad alto rischio flame

    si flamma parecchio però almeno si dicono anche cose buone, senza contare che per i posizionamenti di PI su Google quei flame sono oroA bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tom Cross
    >

    Stupendo!A bocca aperta
    non+autenticato
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